IL TEATRO PER SOGNARE…. LIBERI DI ESSERE LIBERI

Un progetto ambizioso quello de “Il Teatro per Sognare” nato nel 2017, ideato e organizzato, dall’Associazione D’aRteventi, presieduta da Daniela Ursino, che ha dato vita anche alla creazione del teatro Piccolo Shakespeare, all’interno della Casa circondariale di Messina diretta dalla Dott.ssa Angela Sciavicco.

PRESENTI LE ISTITUZIONI

<<L’idea nasce –  ha detto Daniela Ursino – inizialmente per coinvolgere i detenuti di alta e media sicurezza, femminile e maschile, ma poi si è esteso all’intera comunità carceraria>>.

Il progetto, sostenuto dalla Caritas diocesana di Messina Lipari Santa Lucia del Mela, vede la presenza costante dell’Arcivescovo Mons. Giovanni Accolla, Presidente di Caritas e del Direttore Padre Nino Basile e delle istituzioni (Ministero della Giustizia, Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, Provveditorato Regionale Amministrazione Penitenziaria,  Forze Armate, Università degli Studi di Messina) e, inoltre, una proficua collaborazione con il Teatro Piccolo di Milano e con il Teatro alla Scala, come massimi rappresentanti di settore.

LA BELLEZZA DELL’ARTE

<<Tutto si sviluppa dall’idea – ha proseguito Ursino – di “creare” bellezza in un posto molto particolare dove ogni giorno con tutti i professionisti che collaborano al Progetto cerchiamo di scandagliare l’animo umano, attraverso un percorso culturale, le arti e i mestieri del teatro per arrivare al riscatto dei ragazzi con cui lavoriamo mediante le arti e i mestieri del teatro”. Il percorso da noi portato avanti è fatto di regole, e in questo si fondono sia quelle del carcere che quelle del teatro riuscendo, attraverso la sala teatrale creata a donare uno spazio di libertà, un luogo neutro dove potersi esprimere, confrontare, ascoltare e confrontarsi con l’altro>>.

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CON IL LOCKDOWN… SI APRE UGUALMENTE IL SIPARIO

La platea del Piccolo Shakespeare, inoltre, durante l’emergenza Covid –19, per non fare mancare la vicinanza dei volontari ai detenuti, in un momento particolarmente difficile, mentre tutti teatri erano chiusi, ha aperto le sue porte virtualmente a molti volti noti dello spettacolo e del mondo teatrale italiano e anche agli allievi della Scuola del Teatro Piccolo di Milano; tutti hanno sposato ben volentieri l’iniziativa, rendendosi disponibili e confrontandosi con i detenuti rispetto alla loro esperienza di una vita dedicata all’arte.

Gli incontri sono stati particolarmente emozionanti e sentiti, nonostante la lontananza data dallo strumento di comunicazione adottato che era la piattaforma multimediale.

PROGETTI E LABORATORI

Il progetto ha finalità educative oltre che artistiche <<Realizziamo laboratori di arti e mestieri non solo di recitazione. Gli spettacoli, infatti – ha proseguito Daniela Ursino – sono delle produzioni interamente gestite dallo staff di professionisti e dai detenuti e dalla sartoria con il tutoraggio della costumista, Francesca Cannavò. In questo percorso, inoltre, si è incastonata, durante l’estate 2020,  la realizzazione , grazie ad un contributo del Soroptmist Internationale Italia, di 5500 mascherine che oggi, con nuove creazioni, prosegue con D’aRteventi.

Le opere messe in scena non solo testi classici, ma spesso testi scritti dagli stessi detenuti.

I Laboratori sono rivolti alle donne e agli uomini di media e alta sicurezza.
Il laboratorio delle donne è diretto dall’attore e regista Tindaro Granata, mentre quello degli uomini di media sicurezza, dall’attore e regista Giampiero Cicciò coadiuvati dall’aiuto regia Antonio Previti con la collaborazione anche dell’attore Pippo Venuto.
Grande collaborazione si ha da parte della polizia penitenziaria e dell’area trattamentale che fanno sì che tutto possa svolgersi nel migliore dei modi>>.

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LIBERI DI ESSERE… LIBERI

Inoltre, nel 2019, in occasione dell’ottantesimo compleanno di Mina, è stato proposto un spettacolo/evento dedicato alla cantante; il direttore Tindaro Granata ha fatto interpretare alle detenute le canzoni della Tigre di Cremona attraverso l’utilizzo della tecnica del playback, così le donne attrici hanno potuto, attraverso i testi delle canzoni, ritrovare la propria femminilità declinata nelle sue molteplici sfaccettature.

<<In occasione di questa iniziativa – ha continuato Ursino – abbiamo avuto l’onore e il piacere di aprire le porte “on line” al produttore Massimiliano Pani, figlio della grande Mina, con cui abbiamo condiviso la gioia del lavoro che stavamo realizzando>>.

<<A giugno è partita un’ulteriore iniziativa “Liberi di essere liberi” – ha infine concluso – con l’Università di Messina con i Dipartimenti di Scienze Politiche e Giurisprudenza; gli studenti sono stati coinvolti a conoscere il carcere attraverso l’arte. questo progetto è frutto di un protocollo di intesa siglato dall’Ateneo messinese, la Casa circondariale di Gazzi e  D’aRteventi ed è stato presentato alla stampa il 25 giugno scorso e le attività sono state avviate lo scorso ottobre e nuove progettualità sono in itinere>>.

 

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