CAPODANNO AL MONTE DI PIETA’

Il giornalista messinese Pasquale Salvatore, in un suo articolo di metà Novecento, ricordava come molto solenni e fastosi erano i festeggiamenti in onore di San Basilio nel complesso monumentale del Monte di Pietà di Messina. Fu la Nobile Arciconfraternita di Santa Maria della Pietà ad edificare il celebre monumento cittadino, sotto il titolo di San Basilio degli Azzurri a partire dal 1541, anno della propria fondazione.

Fino al terremoto del 1908 ogni anno si tenevano solenni festeggiamenti per il patrono. Partivano già dal primo giorno dell’anno con raffinate celebrazioni che culminavano nelle tradizionali Quarantore. Come in altre chiese della Città, dopo la festa del Santo titolare si svolgevano due giorni di Adorazione Eucaristica. Al Monte di Pietà queste celebrazioni erano particolarmente curate.

Durante quei giorni il complesso monumentale brulicava di persone che assistevano alle funzioni in chiesa ma sostavano anche nell’elegante scalinata anche per la concomitanza delle feste di Natale. In occasione dei festeggiamenti era possibile visitare gli eleganti e sfarzosi saloni posti nel, non più esistente, primo piano del Monte di Pietà.

In particolare, i curiosi visitatori potevano ammirare l’importante galleria dei ritratti dei governatori dell’antico e nobile sodalizio laicale. Quattro secoli di storia cittadina sintetizzati in quei volti raffiguranti il fior fiore della nobiltà peloritana. Un importante patrimonio storico artistico che la Nobile Arciconfraternita è riuscita in gran parte a conservare. Li custodisce, infatti, ancora oggi come documenta il recente volume curato da Barbara Galletti di Santa Rosalia e da Giuseppe Francesco D’Amico.

Il volume si intitola Nobilitas Splendore. È stato stampato dalle Edizioni Lussografica per conto dell’Arciconfraternita degli Azzurri in occasione del 480° anniversario di fondazione del sodalizio. Ancora oggi gli Azzurri celebrano le Quarantore ma nella vicina chiesa di Montevergine con la solenne benedizione eucaristica finale del 4 gennaio.

LEGGI ANCHE  “INVITO I MESSINESI A VEDERE IL QUADRO ED A SCOPRIRE LA STORIA DELLA NOSTRA CITTÀ”

IL SOSTEGNO AI CONDANNATI A MORTE…

La nobiltà messinese istituì il prestigioso sodalizio laicale per promuovere attività spirituali e caritative, come quella di dare sostegno morale ai condannati a morte. I rampolli delle nobili famiglie messinesi furono ispirati dalla predicazione di padre Egidio Romano, appartenente all’Ordine degli Eremitani di Sant’Agostino. Proprio nel 1541 in una infuocata omelia incitò i messinesi a pensare anche ai condannati al patibolo.

…E AI BISOGNOSI.

Ma i nobili confrati si dedicarono anche all’istituzione di un monte dei pegni, destinato ad aiutare coloro che rischiavano di cadere in mano degli usurai, ed una casa di accoglienza per donne in difficoltà.

Per le specifiche attività di culto ottennero dalla comunità greca di Messina l’antica chiesa di San Basilio. Fondata da una antica confraternita di Disciplinanti che per antichità faceva concorrenza all’arciconfraternita dei Verdi. I nobili confrati affidarono all’architetto Natale Masuccio la ricostruzione della chiesa, dedicata a Santa Maria della Pietà, senza dimenticare il culto a San Basilio. L’intero complesso del Monte di Pietà fu ultimato solo nel 1741, in occasione del bicentenario della fondazione. Ospitava il monte dei pegni ma anche la sede ufficiale dell’Arciconfraternita

Della chiesa oggi rimane solo il mutilo prospetto, posta al termine della monumentale scalinata progettata da Antonio Basile e Placido Campolo. L’interno era a navata unica interamente affrescata dal grande pittore Filippo Tancredi.

LEGGI ANCHE  IL PRINCIPE E L'ORSO NEL CARNEVALE DI SAPONARA

GLI AFFRESCHI.

Gli affreschi sono datati tra il 1705 e il 1708, realizzati su commissione del governatore Francesco Ventimiglia e raffiguravano nell’arco della tribuna maggiore il Cristo al Sepolcro, nella cupola l’Ascensione, nei vani delle finestre le Virtù, nei quadroni delle pareti e nello sfondo della tribuna delle Storie Bibliche ed infine nella lunetta della controfacciata una Madonna della Lettera. Placido Campolo affrescò la cappella di San Basilio con il Santo in gloria e le sue Quattro Virtù. Sull’altare maggiore la tavola cinquecentesca della Pietà di Deodato Guinaccia, datata 1578. Altresì era presente una antica tavola bizantina di San Basilio e un Cristo portacroce attribuita in passato al celebre Giulio Romano ma più probabilmente opera di Jacopo Vignerio.

Il terremoto del 1908 danneggiò gravemente il complesso monumentale che in parte fu restaurato. Ciò che rimaneva della chiesa, invece, rimase totalmente distrutta nonostante l’area sia rimasta inedificata. I tre dipinti trovarono collocamento al Museo Regionale, ma da un pò di tempo la tavola di San Basilio è concessa in deposito alla concattedrale del SS. Salvatore all’Archimandritato.

Non è casuale che negli ultimi dieci anni l’Arciconfraternita degli Azzurri ha concesso gentilmente il Monte di Pietà all’Associazione Culturale Compagnia Rinascimentale della Stella. Proprio nei primi giorni di gennaio, per rievocare il prestigioso ordine cavalleresco messinese che aveva stretti rapporti con la stessa Arciconfraternita, come testimonia la presenza dell’insegna della Stella Cometa sul petto di diversi ritratti di governatori del XVI e XVII secolo.

Marco Grassi.

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI