LASCIARSI UN GIORNO A ROMA. EDOARDO LEO: LA MIA CITTA’ COME UN GRANDE TEATRO ROMANTICO

Innamorarsi a Roma è facile. Sappiamo tutti che, quando non fa la stupida, con le sue stelle più brillarelle, il suo friccico de luna, li mejo grilli pe’ fa cri cri e il suo ponentino malandrino, ci  mette un attimo a faje dì de sì. Come da capolavoro firmato Trovajoli, Garinei e Giovannini nato per il loro Rugantino nel ‘62 e poi andato in giro per il mondo, continuando a brillare di luce propria.

Più difficile invece a Roma, è rompere quella magia, ammettere che l’amore è finito e prendere coscienza che è giunto il momento di andarsene ognuno per la propria strada. Eppure, anche in quel frangente, la città eterna, che di amori e passioni, tradimenti e tragedie ne ha visti a milioni nella sua lunga e densa vita, è lì a sostenere le anime perse che non sanno più che decisione prendere. Ecco perché Edoardo Leo l’ha resa coprotagonista assoluta del suo nuovo film. Il suo quinto da regista, intitolato proprio Lasciarsi un giorno a Roma. Approderà su Sky il primo gennaio 2022 e che naturalmente a Roma è stato presentato in anteprima.

Edoardo Leo: la mia Roma magica e deserta

Io ho pensato a Roma come se fosse un grande teatro romantico, come Venezia, Parigi o New York – risponde Edoardo Leo quando gli chiedo di parlarmi di una Roma che, oltre a stare nel titolo, è il fondale vivo e pulsante di alcune delle scene più cruciali e toccanti del film. A volte, e lo dico da romano per una città che amo e che, come tutti noi, ho anche criticato, dimostriamo il nostro amore per Roma più a parole che con i fatti.

Ci definiamo orgogliosi e innamorati di Roma, ma senza fare niente, quindi mi sono chiesto cosa avrei potuto fare io per lei, concretamente. In questo film non si parla della romanità, si parla di Roma come un’icona, ed è il solo modo con cui posso aiutare la mia città con il mio mestiere, riprenderla e fotografarla. Perché va bene anche criticarla, ma senza dimenticare che vivo in uno dei posti più belli del mondo e che lo devo rispettare”.

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Il Colosseo, il Lungotevere, il sottofiume, Castel Sant’Angelo, Ponte Sisto, Piazza Navona, il Ghetto, i vicoli di Trastevere. In Lasciarsi un giorno a Roma i suoi luoghi più iconici sembrano cartoline, sfondi da pc, panorami incantati. Tutti resi paradossalmente ancora più magici dall’aver girato la scorsa estate, in tempo di pandemia da Covid.

Dopo il lockdown Roma era deserta e io ho visto un’altra città, pulita, meravigliosa – racconta ancora Edoardo Leo. Per la prima volta in vita mia ho visto Piazza Navona deserta, e c’ho dovuto mettere quattro comparse io perché non c’era nessuno. E mi è sembrata un’altra piazza. Per la prima volta in vita mia ho fatto un giro in battello sul Tevere e ho saputo dal Capitano che i romani non lo fanno il giro sul battello. È vedere Roma da un altro punto di vista, e mi sono chiesto se venisse un regista straniero che farebbe…

Trama e cast di ‘Lasciarsi un giorno a Roma’

La storia di Lasciarsi un giorno a Roma è quella di un uomo e di una donna che stanno insieme da dieci anni condividendo casa e amici. Lei è spagnola, venne un giorno a Roma a trovare la sorella trasferitasi per amore, e non se n’è più andata neanche lei. Una relazione, la loro, assolutamente solida, o almeno così la vedono tutti dall’esterno.

Ma anche il rapporto più cementato e consolidato non è inattaccabile dal tempo. E come spesso accade, a un certo punto è la donna ad accorgersi che qualcosa è cambiato, che per lei quella non è più la felicità, che intimamente sa bene che preferirebbe seguire la sua carriera altrove piuttosto che restare con lui. Il quale, come altrettanto spesso succede, cade dalle nuvole e ci mette un po’ a digerire il boccone amaro.

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E non prima di essersi nascosto dietro l’enfatico pseudonimo di Gabriel García Márquez. Titolare di una sorta di Posta del Cuore, per arrivare a scoprire cose che probabilmente avrebbe fatto meglio a chiedere direttamente a lei. In Lasciarsi un giorno a Roma la coppia in questione formata da Tommaso e Zoe è interpretata dallo stesso Leo e dall’attrice spagnola Marta Nieto al suo primo ruolo da protagonista in Italia, dove è conosciuta soprattutto per il film Madre di Rodrigo Sorogoyencon. Presentato nella sezione Orizzonti alla scorsa Mostra del Cinema di Venezia, le è valso ben due premi per la sua interpretazione della protagonista Elena.

C’è un’altra coppia nel film cui danno vita Claudia Gerini e Stefano Fresi nei panni di Elena e Umberto. Lei sindaco di Roma sempre impegnata nel suo lavoro, lui marito insoddisfatto che la rivorrebbe tutta per lui e per la loro figlia. Le due storie evolveranno in maniera opposta, ma sono entrambe l’occasione di riflettere sul ruolo del maschio contemporaneo a fianco di una femmina che ha un ruolo sociale e lavorativo più importante di lui. Da vedere, per vari e validi motivi. Anche come test di Capodanno. Si sa mai che tra le cose che decidiamo di cambiare per l’anno nuovo, ci sia proprio la nostra situazione sentimentale…

Pattrizia Simonetti

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