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I VASTEDDUZZI DI SALINA FANNO IMPAZZIRE I SOCIAL

Serena Follone, è l’artista che crea i dolci tradizionali di Salina e l’artefice del loro successo sul web. La loro realizzazione tra tradizione e innovazione è diventata oggetto della curiosità di turisti italiani e stranieri.

Il lockdown dovuto alla pandemia non è stato un bel periodo, ha messo in stand by lo scorrere tranquillo delle nostre vite ma ci ha dato anche la possibilità di reinventarci, scoprire nuove passioni o riprenderne qualcuna che avevamo un po’ messo da parte. È questo il caso di Serena Follone, una ragazza nata e cresciuta nell’isola di Salina, receptionist in estate, che l’anno scorso ha “ripreso in mano la tradizione e l’ha portata ai giorni nostri” – ci spiega – “Ho ripreso a fare i dolci della tradizione, i vastedduzzi, li facevamo con mia mamma e mia zia per le festività natalizie. Li ho sempre fatti, ma li avevo messi da parte. Così durante quei mesi ho pensato a come realizzarli, rinnovandoli. Da qui è nata la ricerca e la conseguente idea di decorarli a mano in modo particolare, modificandoli in base all’occasione. Ad esempio per San Valentino li ho colorati di rosso, per la Pasqua in verde, giallo”.

Il successo su Instagram

I vastedduzzi sono letteralmente esplosi sulle pagine social, molte persone hanno iniziato a conoscere questi dolci tipici grazie ai suoi post su instagram ed a interessarsi alla loro lavorazione. Ti aspettavi tutto questo successo?

“In realtà li ho sempre pubblicati, ma con il lockdown qualcosa è cambiato. I miei dolci sono stati apprezzati da un pubblico più grande. Molti turisti che vengono sull’isola in estate non sapevano nemmeno della loro esistenza di questo dolce. Quindi è scattata la curiosità, con varie domande. E poi diverse pagine di cucina siciliana mi condividono, mi taggano. Sono apprezzati in tutta Italia, ma sono stata contattata anche dalla Francia. Per ora sono arrivata fin lì”.

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Serena non vuole fermarsi a questo, anzi nel suo futuro vede l’apertura di un laboratorio proprio a Salina, dove vendere le sue creazioni e tutte le specialità dell’isola. E addirittura a spedirle a chi non può acquistarle sul luogo.

I vastedduzzi

Grazie all’uso di diversi attrezzi, il più importante fra tutti il pizzicarolo, Serena rinnova il decoro tradizionale. Lavora la pasta come fosse un ricamo, un merletto poggiato sul dolce. Non utilizza una tecnica in particolare, è tutto merito della sua esperienza e della sua ispirazione

“Ci sono in Sardegna dei dolci molto simili, i coricheddos, ai quali mi sono ispirata solo per il disegno e per le tecniche di lavorazione. Per quanto riguarda gli attrezzi invece uso quelli della tradizione. Gli ingredienti principali dei vastedduzzi- spiega Serena- sono le mandorle e i mandarini. Di quest’ultimi si separa l’interno dalla buccia, viene preparato il succo di mandarino e la buccia messa a bagno nell’acqua. Il tutto è inserito all’interno di un contenitore di vetro per ottenere l’acqua aromatizzata al mandarino. Le mandorle, rigorosamente siciliane, vengono tritate e poi unite a zucchero e cannella e si assemblano poi con l’acqua creata precedentemente. Questo per il ripieno. Invece per quanto riguarda la pasta è molto simile alla frolla, con l’aggiunta della malvasia. Una volta pronta, si stende, si da la forma e si richiude dopo aver messo il ripieno, creando infine il disegno”.

Una famiglia di artisti

Non solo Serena, ma anche i suoi genitori possono essere definiti degli artisti. L’artigianalità è un tratto che contraddistingue tutta la famiglia Follone. Ognuno si adopera per creare qualcosa con le proprie mani.

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“Papà è un pescatore ed è forse uno dei pochi rimasti a saper fare le nasse. Con lo giunco e la sua creatività realizza lampadari, cestini. Poi adesso fa anche delle mini sculture in legno. Mentre mia mamma ha una pescheria e tra le tante cose prepara anche le conserve di tonno e bottarga”. Tra  loro sono molto legati e passano tanto tempo insieme durante la giornata. Serena ci parla di ciò che le piace più fare – “Mi piace passare del tempo con loro, quando andiamo a pescare mi raccontano tutti i segreti della pesca, le loro storie. Oppure coltiviamo insieme il terreno. Li aiuto volentieri”.

 

 

La vita di chi vive a Salina in inverno, nonostante l’isola sia meno trafficata rispetto al periodo estivo, è sempre molto intensa. Il legame con l’isola poi è molto forte e quando chiediamo a Serena se ha mai pensato di lasciarla, ci risponde così:

“No, mi piace molto viaggiare però voglio tornare sempre qui. Quando sono fuori mi viene il mal di Salina. Sono troppo legata a questo luogo. Non c’è posto migliore di casa”.

 

Mariacristina La Rosa

 

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