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L’IMMACOLATA E LA ROSA

Tradizionalmente le feste del Natale iniziano l’8 dicembre con la sentita festa dell’Immacolata Concezione di Maria. Messina, essendo città mariana per eccellenza, nutre da sempre una particolare devozione a questo particolare titolo della Vergine Maria.

Prima del Covid questo legame era testimoniato da due partecipate manifestazioni momentaneamente sospese. La mattina il consueto omaggio floreale della città alla stele settecentesca in marmo bianco dell’Immacolata, posta accanto alla Basilica Cattedrale. Nel pomeriggio la processione del simulacro argenteo custodito dei Frati Minori Conventuali. Questa processione attraversa le vie del centro storico con sosta a piazza Duomo, con ritorno nel Santuario di San Francesco all’Immacolata al Boccetta.

In particolare, a questa monumentale statua si legano diversi eventi prodigiosi che la rendono molto conosciuta non solo a Messina. Il grande simulacro in legno risale al XVII secolo, realizzato forse in occasione dell’elevazione a Patrona Particolare della Città il 7 dicembre 1647. La grandiosa ed artistica statua fu rivestita poi d’argento sbalzato e cesellato  nel 1749 da parte degli eredi di Domenico Maiolino per lo scampato pericolo della peste del 1743 – 1745. In occasione del tremendo incendio del 1884, che distrusse il Santuario di San Francesco d’Assisi lasciando illesi solo i muri perimetrali, la Vergine Immacolata rimase prodigiosamente incolume.

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L’8 dicembre una rosa d’oro è posta tra le mani della Vergine Immacolata.

All’occhio attento non sfugge il giorno della festa che tra i gioielli ex voto compare tra le mani della Madonna una rosa d’oro. La presenza di questo singolare fiore tra le mani dell’Immacolata non è casuale ma ricorda un avvenimento particolare che pochi fedeli  sono a conoscenza.

In occasione del terremoto del 1908 il monumentale tempio medievale del Boccetta crollò quasi totalmente e la grande statua della Vergine rimase sotto le macerie. Le immani macerie impedirono un recupero immediato e il ritrovamento avvenne solo tempo dopo grazie ad un sogno.

Una notte un devoto del quartiere sognò la Vergine Immacolata indicante che la sua statuasi trovava sotto una pianta di rose, nata casualmente tra le rovine. In effetti tra le macerie era cresciuta da tempo una fiorita pianta di rose. Proprio in quel punto qualche giorno dopo si iniziò a scavare e con grande meraviglia fu ritrovata la prodigiosa statua dell’Immacolata in buone condizioni.

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A ricordo le rose dell’arbusto furono conservate ed i discendenti di colui che ebbe il sogno, si dice che, conservano ancora oggi i petali di quei fiori. A perenne ricordo l’Immacolata tra le sue mani tiene una rosa per non dimenticare quel singolare prodigio avvenuto dopo tanta distruzione.

Marco Grassi.

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