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LA SCUOLA: LA STORIA “COMUNE” DI LUCIA AZZOLINA E SIMONA MORACI

Due libri che si sviluppano nel segno della scuola, l’asse attorno al quale ruotano vita, passione, relazioni e riscatto della violenza.  Si tratta di “La vita insegna. Dalla Sicilia al ministero il viaggio di una donna che alla scuola deve tutto” scritto dall’ex ministra della pubblica istruzione Lucia Azzolina, con prefazione di Liliana Segre, e il romanzo “Duecento giorni di tempesta” di Simona Moraci docente e giornalista. Due libri in cui la scuola è protagonista presentati nel corso di un evento alla libreria Feltrinelli Point dal giornalista Marco Olivieri.

L’esperienza nella scuola

L’evento, possibile  grazie alla collaborazione con l’associazione culturale “Apollo Spazio Arte” di Loredana Polizzi e il Residence Cine-Apollo è stato un continuo ping pong tra Lucia Azzolina e Simona Moraci che hanno raccontato la loro esperienza nella scuola. Nell’incontro è intervenuto Sante Avagliano editore di Marlin la casa editrice del romanzo di Simona Moraci  mentre l’attore Stefano Cutrupi ha letto alcune pagine dei due libri.

Da Siracusa al ministero della pubblica istruzione

il libro dell’onorevole Azzolina  parla del percorso che l’ha portata fino a diventare  ministra della pubblica istruzione. Racconta del viaggio da Siracusa al nord dove aveva maggiori possibilità di insegnare. “Ho iniziato a insegnare a 26 anni- racconta- ho scelto La Spezia, facevo 10 ore  per 900 euro, pagavo 450 euro di affitto, il primo giorno di scuola fu un’emozione enorme, ero felice perché  facevo il lavoro più bello del mondo, quello  per cui avevo studiato”. Poi l’ascesa in politica fino all’incarico come Ministra della pubblica istruzione.

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La scuola come ascensore sociale

La deputata Azzolina racconta che all’inizio non voleva scrivere questo libro ma poi ha deciso di provarci “perché ho vissuto con tanta frustrazione il fatto di non essermi potuta difendere quando ero ministra” dice facendo riferimento agli attacchi, in particolare quelli sessisti ricevuti. Nel libro la scuola è vista come opportunità di riscatto: “La scuola deve tirare fuori da ciascun studente le propensioni che possiede, dare a tutti la stessa dignità ecco perché  quando ero ministro ho provato  a restituire dignità agli istituti tecnici che in Italia hanno una considerazione minore rispetto ai licei. Quando parlo di ascensore sociale intendo una scuola che non fa differenza di censo”.

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Duecento giorni di tempesta

Il romanzo di Simona Moraci è invece la storia di una giovane insegnante che finisce in un quartiere a rischio di una città siciliana dove la criminalità dilaga. Una storia che Simona Moraci, giornalista,  ma da anni docente, scrive attingendo dalle realtà difficili nelle quali lavora. “La protagonista è una donna che ha sofferto tanto e si trova in questa realtà che all’inizio le sembra claustrofobia poi il sentimento, la grande forza dell’amore riesce a salvarla”.

Le difficoltà ripagate dall’affetto degli alunni

Un libro che si intreccia con i temi della scuola e dell’educazione che sono il pane quotidiano di Simona Moraci. Racconta che l’amore è anche il segreto per entrare in contatto con i ragazzini delle realtà difficili “costruire una relazione umana è difficilissimo ma quello che torna indietro è un grande amore”.

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