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Il CASTAGNO DEI CENTO CAVALLI E’ L’ALBERO DELL’ANNO

E’ orgogliosamente siciliano, il vincitore del contest nazionale Tree of the Year 2021. Giunto in finale insieme ad altri tre maestosi esemplari di altre regioni della penisola, ha sbaragliato la concorrenza con netto distacco. Il Castagno dei Cento Cavalli rappresenterà l’Italia all’European Tree of Year del prossimo anno.

Il concorso nasce in Europa nel 2011 e si arricchisce, di anno in anno, di un numero sempre maggiore di Paesi partecipanti. L’Italia vi aderisce dal 2019 grazie alla onlus “Giant Trees Foundation”, in breve GTF, un’associazione senza fini di lucro con l’intento di conoscere, difendere e tutelare i grandi alberi.

Sappiamo ancora troppo poco di queste meravigliose creature che popolano la terra da milioni di anni, ancor prima dell’uomo. Esistono moltissime specie animali e vegetali,che rischiano di estinguersi prima ancora di essere scoperte. Solo recentemente, si è riconosciuto valore alla conservazione della biodiversità. Da quest’ultima e dalla salvaguardia delle grandi foreste, dipende il futuro del nostro pianeta e la preservazione della vita umana.

La GTF, attraverso iniziative culturali e spedizioni in varie parti del mondo, pone l’attenzione proprio sull’interconnessione esistente tra la vita degli uomini e quella degli alberi.

L’ALBERO DEI RECORD

Il Castagno dei Cento Cavalli, ha certamente più di 3000 anni ed è l’albero più antico d’Europa! Nel 2006 ha ottenuto un prezioso riconoscimento da parte dell’Unesco,che l’ha proclamato “Monumento Messaggero di pace”.

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Con i suoi 22 metri di circonferenza del tronco ed altrettanti di altezza, è considerato l’albero più grande d’Italia. In realtà, è ancora vivo il dibattito sulle sue dimensioni. Una volta confermato che i tre fusti di 13, 20 e 21 metri di cui si compone, hanno un unico apparato radicale, ci troveremmo davanti all’albero più grande del mondo. In effetti, così è stato registrato nel libro dei Guinness dei primati, grazie ad una misurazione del 1780 che rilevò quasi 58 metri di circonferenza, considerando tutti i rami.

È anche uno degli alberi più famosi della storia. Nel corso dei secoli, la sua maestosità colpì artisti e viaggiatori, fu protagonista di molti versi, citazioni, illustrazioni e dipinti.

LA LEGGENDA

Il suo nome deriva da una leggenda, che si tramanda da tempo antico. Si narra che un giorno, durante una battuta di caccia tra i boschi dell’Etna, la regina Giovanna ed il suo seguito di cento cavalieri,furono sorpresi da un violento temporale. Trovandosi nei paraggi del grande castagno dal tronco cavo, riuscirono a trovare riparo regina, cavalieri e persino tutti i cavalli.

Non vi è l’assoluta certezza sull’identità della regina. Potrebbe trattarsi di Giovanna I d’Angiò, prima regina del Regno di Napoli dal 1343 al 1381 o di Giovanna I d’Aragona, regina nata nella penisola iberica un paio di secoli dopo. Da documentazioni storiche, però, sembra che nessuna delle due abbia mai avuto modo si visitare il territorio etneo.

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Che vi sia incertezza sull’identità della regina è, forse, anche un bene per i particolari piccanti che spesso seguivano alla vicenda. Tra i siciliani, soprattutto “masculi e maritati”, circolava a bassa voce la maldicenza che questa misteriosa sovrana dopo aver trovato riparo, trascorse un’intera notte di passione con molti dei cavalieri al suo seguito.

DOVE SI TROVA

Il plurimillenario castagno si trova a Sant’Alfio, in provincia di Catania, nel bosco di Carpineto. Si può raggiungere in auto, per poi percorrere gli ultimi 250 metri a piedi.

È circondato da una grande recinzione, posta dal Comune per preservare il sito. Già nel 1923, infatti, l’albero fu vittima di un incendio, probabilmente doloso, che distrusse parte del tronco principale.

Solitamente la domenica, un guardiano volontario si trova nei pressi del cancello e ne consente la visita. Intento nella realizzazione di zufoli, detti “friscaletti” in siciliano, dispensa informazioni ed incuriosisce grandi e piccini, con le vicende legate a questa rara meraviglia della natura.

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