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ANDREA OCELLO, APPASSIONATO DEI VIRTUOSISMI DEL RICAMO

E’ uno studioso, un collezionista, un ricamatore, un tecnico ma soprattutto un appassionato del ricamo anzi dei virtuosismi del ricamo. Andrea Ocello è un ventinovenne che coltiva l’amore per un’arte nobile quanto antica, il ricamo finissimo. Sul solco tracciato dalla bisnonna, che a Librizzi, in provincia di Messina, aveva creato una scuola dove le ragazze imparavano a ricamare e cucire e sulla scorta dell’esperienza di tre zie ricamatrici, coltiva e porta avanti la passione per il bel ricamo, quello con fili sottilissimi e per i merletti preziosi che realizza e colleziona. Il sogno nel cassetto è  poter insegnare ai giovani come lui ed agli appassionati di tutte le età quanto appreso in anni di studio e di ricerca.

Il ricamo in bianco la sua specialità

“Sono specializzato nel ricamo in bianco, quello finissimo tipico del periodo che va dal 1870 fino alla Prima Guerra mondiale, mi occupo anche dei merletti barocchi ad ago di Venezia e di quelli francesi del periodo fino a tutto il Novecento” racconta Andrea che rivela di avere “una speciale di eroina che è il mio punto di riferimento”. Si tratta di Lady Evelyn Stewart Murray, una nobildonna inglese vissuta a cavallo tra Ottocento e Novecento  “secondo me- dice Andrea- ha creato il ricamo più bello di tutti i tempi, il suo lavoro è eccezionale, perfetto in ogni parte, l’unico che riesco a definire perfetto”.

Il ricamo, una passione di famiglia

Il ricamo  per Andrea è una passione di famiglia che si tramanda da generazioni .“Durante la  Prima guerra mondiale- racconta – mia bisnonna fondò una scuola di ricamo a Librizzi, lei era una Mastra, una figura comune in Sicilia, insegnava alle ragazze a cucire e ricamare. Ho potuto conoscere solo le mie zie già novantenni, erano le migliori ricamatrici del paese, facevano parte di una grande famiglia, erano nove figli e sia maschi che femmine tutti ricamavano e cucivano. All’inizio la mia cultura derivava da questo mondo, dai corredi  che vedevo in casa.  Poi nel  2016  ho iniziato a conoscere un altro mondo, quello del bel ricamo, del ricamo finissimo, microscopico ed è cambiato tutto”.

Dall’artigianato all’arte

La passione per il ricamo finissimo è arrivata durante una mostra che si è tenuta a Valtopina, una località dell’Umbria dove si organizza ogni anno un’esposizione dedicata al ricamo e al merletto, lì è entrato in contatto con collezionisti e esperti. “Mi si è aperto un mondo- dice – ho cominciato a studiare e fare ricerca. Oggi sono un ricamatore ma anche un tecnico, studio moltissimo l’esecuzione dei punti e nel ricamo tendo a fare la differenza tra artigianato e arte. Studiando ho approfondito anche gli aspetti storici”.

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Il mondo dei merletti leggeri come una piuma

Col tempo Andrea si è immerso in un mondo meraviglioso  fatto di ricami e merletti preziosi, è il mondo dei fazzoletti che indicavano lo stato sociale di nobildonne e signorine bene. “Il mondo di cui parlo- prosegue – è legato ai fazzoletti che un tempo rappresentavano l’elevatezza sociale,  nei film ci sono le scene con la nobildonna che fa cadere il fazzoletto  che scivola quasi come una piuma che volteggia nell’aria, quel fazzoletto era uno status simbolo,  un vezzo, più era fine e ricamato più la nobildonna era importante, erano molto costosi. Nella metà del Settecento in Francia sotto il regno di Luigi XV si arriva ad un livello tale che merletti e tele di lino raggiungono finezze oggi impensabili, i fili che filavano a mano erano la metà di un capello, sono arrivati ad un filo di lino  che era identifico ad una ragnatela”.

Dai libri la vera conoscenza di un mondo meraviglioso

Andrea ha arricchito le sue conoscenze su libri e manuali antichi e frequentando dei corsi: In Italia non c’è nessuna scuola o riconoscimento che punti ad avere un titolo di studi sul ricamo- spiega – tra il 2014-2015 ho preso due attestati di partecipazione a corsi fatti a Roma da una signora che aveva studiato alla Royal School of  Needlework a Londra che è l’ultima delle scuole reali ancora in attività. Ho frequentato un corso di ricamo in oro e un altro di ricamo su seta, ho messo su  anche una personale biblioteca che è vasta  perché le risposte si trovano nei libri, purtroppo non esiste una letteratura specifica, nella maggioranza delle situazioni, occorre fare una cernita delle informazioni”.

Il ricamo siciliano e non solo

Storia e arte si intrecciano anche nel ricamo siciliano: “in Sicilia– racconta Andrea –  il ricamo ha una storia molto antica, probabilmente precedente a Ruggero II d’Altavilla che fondò opifici in tutta l’Isola  anche se il centro era Palermo dove si producevano prodotti  tessili, si facevano tappeti ma si producevano anche ricami”. Per quanto riguardo lo sfilato siciliano ritiene che non ci sono certezze storiche:  “credo che questo nome  possa essere  nato intorno agli anni Venti del Novecento, prima non veniva utilizzato non si trova riscontro. Probabilmente non è un ricamo solo siciliano perché è diffuso ovunque, ci sono reperti  molto antichi che sono presenti in tutta Italia e in Europa. Nella cultura moderna c’è la tendenza a descriverlo come sfilato siciliano ma se vogliamo  ripercorrere la storia non abbiamo riscontri se non dopo il  1900”.

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Dal merletto dell’Expo all’asta di Parigi

La passione per i ricami e merletti lo ha portato anche a collezionarli acquistandoli nei mercatini dell’antiquariato in Francia, ma non essendo molto facile spostarsi, alle aste pubbliche a Parigi che si possono seguire da lontano. Proprio in un’asta ha acquistato il suo merletto più bello. “Ho diversi pezzi- rivela – ma il più bello è un magnifico merletto punto rosa finissimo ad ago prodotto  dalla scuola merletti di Burano, da mie ricerche ho scoperto che potrebbe essere stato esposto all’Expo di Milano del 1906,  la famosa fiera del Sempione dove nell’agosto di quell’anno si verificò un grosso incendio che distrusse padiglioni, merletti e ricami esposti. Nell’asta di Parigi del marzo 2020 ho avuto la fortuna di poter comprare un merletto.  Esaminandolo, facendo ricerche e con l’aiuto di amici studiosi ho dedotto che, probabilmente, è un merletto sopravvissuto all’Expo, è stata una grossa sorpresa per me”.

Il sogno di insegnare i segreti di ricami e merletti

Di questo mondo da sogno fatto di fili sottili, ricami bellissimi come pitture, merletti leggeri come piume,  capolavori di un’arte antica Andrea vorrebbe farne un lavoro, vorrebbe trasmettere ad altri il frutto delle sue ricerche e del suo impegno mi piacerebbe insegnare- conclude – condivido parecchio su Facebook perché ci tengo da morire che il ricamo non scompaia, che venga rivalutato e mi sto battendo per questo”.

 

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