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SUA MAESTÀ IL PASTICCIOTTO: AMARCORD FRA I DOLCI MESSINESI

Si è concluso il ciclo di “Dolci esperienze” il Laboratorio del Gusto con il quarto appuntamento che ha visto come protagonisti “i pasticciotti di Irrera e la pasta di mandorle”.

L’incontro organizzato da Slow Food Valdemone si è tenuto presso la saletta della pasticceria Irrera e si è suddiviso in due fasi; la prima di presentazione dei prodotti, la seconda di degustazione.

LE “API IN CITTA'”

Ileana Padovano ha aperto la serata spiegando che l’iniziativa si incanala nel progetto “Le Api in città” per il quale sono state acquistate delle Arnie che saranno posizionate nella zona di Montalto con il sostegno dell’associazione MASCI (Movimento Adulti Scout Cattolici Italiani).

<<Chiudiamo questo ciclo – ha sottolineato Saro Gugliotta – con la presentazione dei pasticciotti di Irrera, nati dalla genialità del pasticcere Salvatore Irrera e della pasta di mandorla, regina dei classici dolci domenicali>>.

PASTICCIOTTO… CHE PASSIONE

<<Il “pasticciotto” – ha spiegato Renzo Aveni – è un dolce di origine antichissima. Nato in Puglia è stato rielaborato e trasformato dalla genialità di Salvatore Irrera. La “variante” nata doveva essere qualcosa di “unico” e, per questo, alla pastafrolla di natura già molto delicata fu aggiunta la confettura delle amarene. Un prodotto che era presente in loco, nello specifico a Gesso, e che, a tutt’oggi, è ancora fondamentale per la creazione del dolce. Le amarene vengono denocciolate e in laboratorio, usando meno zucchero possibile avviene la trasformazione in confettura.>>.

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Il pasticciotto è stato, per molti anni, uno dei dolci più diffusi e conosciuti nella città di Messina ed era un “ospite fisso” delle tavole domenicali <<Col tempo – ha proseguito Aveni – purtroppo se ne è persa la tradizione ed è un peccato perché al palato è un dolce sublime>>.

LA REGINA DEL DOLCE DOMENICALE

La pasticcera Mara Di Leo ha, poi, introdotto, la “regina” dei dolci domenicali “Sua Maestà” La pasta di Mandorle <<Le origini della pasta di mandorle sono molto antiche – ha detto Mara – si fanno risalire nel 1100 presso il convento palermitano della Martorana. L’impasto è nato dall’abbondanza degli elementi presenti in natura: le mandorle e gli albumi, oltre lo zucchero che, comunque, aveva dei prezzi accessibili. La sua forma, così barocca, rievoca i dolci arabi>>. <<Nella tradizione messinese – ha sottolineato Aveni – la pasta di mandorle ha assunto colorazioni tipiche che rievocano i colori nazionali, rosso, verde e bianco. Anche per questo dolce vi è una particolare preparazione. Innanzitutto non possono essere usate mandorle amare. La mandorla spellata, quindi, deve essere “processata” attraverso uno strumento già in uso nei tempi antichi, una raffinatrice con due rulli che triturano le mandorle e ne favoriscono la fuoriuscita degli oli essenziali>>.

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LENTO PROCESSO DI PREPARAZIONE

<<I rulli – ha proseguito – non si muovono a grande velocità ed il processo è molto lento per garantire la granulosità necessaria all’impasto. Segue il passaggio con lo zucchero in quantità ridotte poiché è essenziale sia avvertito il sapore del dolce non stucchevole. Ovviamente si incorporano gli albumi e gocce di essenze segrete legate alla ricetta originale di Salvatore Irrera. La cottura è, quindi, fondamentale, affinché resti un dolce morbido, ma non pastoso>>.

È subito seguito il momento della degustazione molto gradita dai presenti che hanno gustato anche l’assaggio di un passito pregiato annata 2007 dal sapore fruttato ed intenso.

A fine serata è stata consegnata a Renzo Aveni la tessera di iscrizione allo Slow Food Valdemone.

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