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L’IMMAGINAZIONE LIQUIDA DI SABRINA LO PIANO AL TEATRO VITTORIO EMANUELE DI MESSINA

Un tuffo nel surrealismo più colorato, distorto delle tele di Sabrina Lo Piano con un richiamo alla realtà molto forte dato dalla sua interiorità. Un gioco tra immaginazione ed emozione per opere che attraggono al primo sguardo.

Fino  all’8 dicembre il teatro Vittorio Emanuele di Messina ospiterà le opere dell’ artista messinese Sabrina Lo Piano, nell’ambito del progetto “L’Opera al Centro” curato da Giuseppe La Motta. Una mostra personale dal titolo Immaginazione Liquida, nella quale sono esposte quattordici opere pittoriche e tredici opere scultoree. Possiamo proprio dire che in ognuna di essa, l’artista esprime sé stessa. L’abbiamo incontrata il giorno dell’inaugurazione della mostra.

Inaugurazione

All’apertura alla presenza del presidente Orazio Miloro, Il Sovraintendente Gianfranco Scoglio e con la presentazione della giornalista Milena Romeo, l’artista ha dato il via all’evento nel quale i suoi lavori sono protagonisti. Un momento ricco di soddisfazione ed emozione, visibile nei suoi occhi.

La virtù del baricentro

La Lo Piano sin dall’inizio della sua carriera ha spaziato dalla passione per il disegno, i murales, alla realizzazione di sculture in creta fino alla pittura. Oggi si dedica però quasi esclusivamente alle sue sculture, solo lo scorso anno è tornata a dipingere. Tutte le opere pittoriche infatti sono recentissime, del 2021, e risalgono al periodo del lockdown dovuto alla pandemia, nel quale ha avuto modo di riflettere su ciò che ci stava accadendo e scavare nella sua interiorità. Da qui la realizzazione di 14 tele con immagini fiabesche, un‘esplosione di colori accessi che riportano i pensieri, i sogni e la realtà di Sabrina Lo Piano.

“Difficilmente faccio cose contemporaneamente. Sono a cicli, questo era il momento della pittura ad acrilico. L’opera a cui forse sono più legata è la Virtù del Baricentro. Questa donna che si tiene il viso con le mani, ad indicare un attimo in cui si cerca di trovare un equilibrio, spesso interiore”.

All’interno della mostra

L’esposizione si divide in due sezioni, la prima dedicata alla pittura e la seconda dove sono presentate le sue sculture. Questo sottolinea, come dicevamo prima, la poliedricità dell’artista ed il suo amore per ogni forma di arte. Le chiediamo il perché di quel titolo così particolare, cos’è per lei l’immaginazione liquida?

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“Mi sono ispirata alla società ed al concetto di amore liquido di Bauman. Il titolo rivede il pensiero del sociologo, dove si passa di una società caratterizzata da una solidità concettuale a quella liquida. Dove i confini sono in continuo movimento, esattamente come i confini della mia arte tra immaginazione e realtà. Passo dalla mia interiorità più profonda a temi attuali”. L’immaginazione è la parola chiave da cui partire per comprendere la sua arte. Una fantasia che porta i soggetti dei suoi quadri a dilatarsi, distorcersi, ingigantirsi, cambiare forma in un orizzonte che vede sempre la presenza del cielo e del mare alla base, e che vanno via in un’altra dimensione lontana, al limite del surrealismo, dove però gli oggetti rimangono ancorati alla realtà, sulle rocce. Proprio perché molti dei temi ispirazione sono attualissimi.

“I miei confini appunto spaziano tra le mie emozioni e ciò che accade attorno a me. Ad esempio c’è un quadro, la Tagliola, che nasce dalla bocciatura della legge ddl Zan. O le sculture che trattano il tema della violenza sulle donne come Morte dell’anima”. Inoltre dando uno sguardo alle sue opere pittoriche si comprende come il suo punto di vista sia prettamente femminile, con la donna sempre al centro che sostiene l’universo e scandisce il tempo – “La protagonista è sempre una donna, io attraverso l’esteriorizzazione del mio sentire, con pittura e scultura, parlo di me”.

La pittrice dipinge il mondo come lo vorrebbe, accentua le forme, la realtà, esprimendo il suo mondo emotivo. Ogni opera è per lei un’emozione che si materializza “C’è chi ha il diario segreto per scrivere ciò che pensa e chi come me si sfoga creando. Un modo per racchiudere le emozioni di quel momento”.

Un’arte quindi figurativa realizzata dalle sue sapienti mani e con differenti tecniche con cui ama cimentarsi. “Questi quadri in particolare sono acrilici su tela, poi ho usato del cementoresina con cui ho fatto le parti che rappresentano la pesantezza, come i massi, trattato con pigmenti colorati e la finitura con resina liquida”- e continua parlandoci dei materiali per le sue sculture – “ sono tutte in argilla cotta, tranne una dove ho voluto sperimentare una nuova tecnica. Completamente a crudo, che ho trattato solo con resine, cemento, terre, colori acrilici e vernice a specchio”.

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E se nella pittura la fantasia vola, nella sezione dedicata alle sue sculture Sabrina Lo Piano si racconta in maniera ancora più intima e passionale. Dei corpi distorti, con teste annodate, busti acefali, tronchi senza arti, corpi svuotati, visi sfregiati, il dolore si percepisce al primo sguardo. Addolcite però da forme sinuose e meno non spigolose di come ci saremmo aspettati. E cosa che stupisce è la presenza della figura maschile, al contrario delle tele. Un uomo rappresentato spesso sfigurato o in forme astratte in cerca di una sua identità. Una visione molto forte e travagliata che probabilmente riflette il suo pensiero sull’uomo.

In tutto sono presenti una trentina di opere e le chiediamo a pezzo della sua mostra a cui è più legata:

“Tra le sculture che sono presenti quella a cui tengo di più è Immortalità dell’anima. Mi ricorda un momento molto triste, la morte di due bambini, fratelli, in un incendio divampato nella loro casa. Io il giorno dopo, non appena appresi la notizia, riprodussi a mio modo questa madre senza volto, scavata dentro dal dolore. Un cappuccio vuoto che rappresenta la mancanza che una mamma dovrà portarsi dietro pur continuando a vivere”

Cosa significa  esporre al Vittorio Emanuele?

“E’ la mia seconda mostra qui. Sono felice e soddisfatta, a Messina non avrei potuto chiedere di meglio che esporre le mie opere nel grande teatro della città. Sono molto orgogliosa di essere stata selezionata nell’ambito della mostra Opera al Centro”.

La mostra Immaginazione liquida resterà aperta fino all’’8 dicembre con orari 10.00-12.30 – 16.00-19.00.

Mariacristina La Rosa

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