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STOP AGLI INTERVENTI AL SENO AL POLICLINICO, LA DELUSIONE DI UNA PAZIENTE

“Quando ce l’hanno comunicato abbiamo pianto, non ci credevamo, non ne comprendevamo la ragione”. Non riesce a darsi pace Valeria Zanghì mentre ripensa a quanto dovrà sopportare  adesso la madre ottantunenne per potersi curare. Da qualche giorno ha saputo che al Policlinico, dove la madre si era rivolta per un problema di salute, gli interventi chirurgici per il tumore al seno per il momento non si potranno più effettuare. Una decisione che ha sorpreso e lasciato delusi i tanti malati che nelle prossime settimane o fra qualche mese si dovevano sottoporre ad un intervento e che adesso potranno  effettuarlo all’ospedale Papardo o a quello di Taormina, consolidati poli sanitari di riferimento del territorio e della provincia, ma più lontani e con equipe con cui dovranno iniziare un nuovo cammino.

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L’intervento previsto per gennaio

La madre di Valeria,  aveva costruito un bel rapporto con l’equipe medica diretta dal professore Navarra che fin dallo scorso maggio l’aveva accolta in modo amorevole quando il serio problema di salute si era presentato con tutto il suo carico di preoccupazione: “l’hanno accolta come si fa con un bambino- racconta la figlia- l’hanno supportata, sostenuta”. Lei si era affidata con fiducia ai medici del Policlinico. A gennaio avrebbe dovuto subire anche un intervento.

Poi la doccia fredda: “Quando abbiamo avuto la notizia che al Policlinico non potevano più operare perché la senologia chirurgica oncologica chiude- prosegue – è stato lo sgomento, non solo per mia madre ma anche per tutte le altre persone che sono in lista, circa una trentina”.

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Il pensiero per gli altri malati con difficoltà a spostarsi

Valeria è molto delusa: “Mi chiedo perché Messina che è una città metropolitana, per questo tipo di interventi ha un solo ospedale in città al Papardo e un altro nella provincia, mentre Catania, che è una città metropolitana come Messina, ha sei centri, mi sembra assurdo.  Il pensiero di Valeria è anche per tanti altri pazienti che hanno difficoltà a muoversi: “Mi sembra assurdo che chi ha problemi sia costretto a spostarsi”.

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