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DALLE POLPETTE ALLA PASTA AL FORNO “LA TRASFORMAZIONE”DEL CIBO ITALIANO NEGLI USA

L’entusiasmo è per la vita quello che la fame è per il cibo – Bertrand Russel

Ci sono pochi argomenti che mettono tutti d’accordo, uno di questi è indiscutibilmente il cibo.

Parliamo di cibo continuamente, lo vediamo sotto ogni forma nei cartelloni pubblicitari sparsi nelle città, nelle trasmissioni televisive dedicate e leggiamo di argomenti culinari molto più volentieri, spesso, che di tragedie e fatti di cronaca.

CIBO ITALIANO NEGLI USA

Ed è stato, dunque, un “gustoso ascoltare” la presentazione del libro di Attilio Borda Bossana “Il Cibo Italiano negli Stati Uniti. La rivisitazione dei piatti siciliani più noti” edito dalla Delegazione di Messina dell’Accademia Italiana della Cucina di cui è anche Presidente.

<<Il libro nasce dopo una serie di approfondimenti – ha detto Borda Bossana – dall’unione della mia passione per il mare e la gastronomia racconto le esperienze che hanno fatto gli emigranti  lasciando la loro terra per recarsi in luoghi lontani e, tecnicamente, per “contaminarli” riferendomi anche agli usi ed alla cucina>>.

TRADIZIONE E TRASFORMAZIONE

È stato, quindi uno scambio che si è verificato tra i popoli, molte, infatti delle ricette americane, nel caso specifico del volume di Attilio Borda Bossana, sono state “trasformate” ed adattate secondo le materie prime presenti in loco <<Anche le nostre tradizioni culinarie – ha proseguito – sono state modificate dal tempo, dagli alimenti diversi e molto è stato anche “importato” qui>>; basta pensare alle grandi catene alimentari che hanno “letteralmente invaso” i nostri territori <<Ad esempio la pizza nata a Napoli non si vendeva nelle pizzerie, bensì in strada. L’avvento dei locali è avvenuto con il connubio tra le tradizioni popolari e quelle importate. Ho viaggiato molto per lavoro – ci ha confidato – e l’idea del libro è nata durante un viaggio a Sidney con alcuni amici che, per goliardia, hanno preferito recarsi in un locale di “matrice” italiana “I tre scalini”. Ovviamente la cucina trovata e il cibo richiamava le nostre pietanze solo lontanamente. La classica pasta al forno ad esempio, che tutti noi amiamo, ha assunto un aspetto seppur succulento, totalmente diverso. Stessa cosa dicasi per la pasta al sugo con le polpette, grande piatto della domenica che, soprattutto negli USA, è stata apprezzata, gradita e “trasformata” in “spaghetti with meatballs”. Durante il lockdown, quindi, rielaborando queste esperienze ed avendo molto tempo a disposizione, ho dato vita a questa mia idea>>.

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LA STORIA ATTRAVERSO I PIATTI

Il cibo, quindi, per documentare una particolare fase storica, con la capacità di testimoniare la forma di quel processo migratorio, i caratteri del suo insediamento, la dimensione delle relazioni interne alla comunità italiana e tra questa e le altre; in uno alla volontà di continuare a mantenerne e accentuarne percezione e memoria.

<<Il libro si rivolge agli appassionati di cucina, ma non solo – ha sottolineato – anche perché è incastonato in un determinato periodo storico e richiama molto i sapori del mare a cui sono particolarmente legato>>.

Infatti il libro, come sottolinea nell’introduzione Francesco Trimarchi, Delegato per Messina dell’Accademia Italiana della Cucina, può essere letto in chiave storica, in chiave etno-antropologica, e in chiave di cultura alimentare con, sullo sfondo, la “Dieta Mediterranea”.

ZIA SAM E LE SUE RICETTE

La presentazione è stata fatta nella Sala dell’Accademia Peloritana dei Pericolanti, Palazzo Università, dal dott. Fortunato Celi Zullo, consulente dei mercati negli Stati Uniti, già direttore dell’ICE di Los Angeles, di New York e dell’ufficio di Londra e dalla dott.ssa Paola Sabella, segretario generale della Camera di Commercio di Messina.

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<<L’ultima parte del libro – ha concluso Attilio Borda Bossana – richiama un “rapporto” di amicizia con la “zia Sam” ex marines e moglie di un mio amico italiano che, per amore del marito, si è trasformata in una cuoca ed ha iniziato a preparare piatti unendo la cucina italiana a quella americana, evidenziando così questo “matrimonio” culinario tra tradizione e territorio. Tipo la classica “pastiera” in cui sono usati, da noi, i “fiori d’arancio”, praticamente introvabili negli Stati Uniti e, quindi sostituiti da “essenze” sicuramente diverse, meno italiane e più americane, ma che caratterizzano e modellano due cucine così distanti, in un’unica immagine>>.

IN VIAGGIO… CON GUSTO

La pubblicazione è stata realizzata in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, evento che vede coinvolte le Istituzioni italiane all’estero, nonché quale partner istituzionale l’Accademia Italiana della Cucina, e collaborazioni di chef e ristoratori italiani, blogger, creator, storici e ricercatori.

E proprio negli Stati Uniti, da Washington a Los Angeles, da Miami a Chicago, da New Orleans a Houston e New York, passando per Boston, Dallas, Baton Rouge, Detroit, San Francisco e Filadelfia, sono quasi 40 gli eventi in agenda per celebrare la cucina italiana.

Una mobilitazione che coinvolge tutta la rete diplomatico-consolare negli USA, gli Istituti Italiani di Cultura, l’Agenzia ICE ma anche imprese di settore, per approfondimenti sui temi legati a tradizione, innovazione e sostenibilità della cucina italiana: dal valore dei piatti e ingredienti più antichi alle scoperte più innovative, dal food waste al benessere della dieta mediterranea, dalla consapevolezza sulle sfide nella nutrizione alla ricerca di maggior sostenibilità.

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