incentro-gif.gif

DALL’ASSO AL RE, DIETRO OGNI CARTA DA GIOCO UNA STORIA

Si avvicinano anche quest’anno le feste natalizie e ricomincia il rito delle giocate a carte, serate interminabili attorno ad un tavolo verde, dove tra una fetta di panettone e un calice di spumante, si incrociano parenti che si vedono una volta l’anno e amici che si incontrano ogni giorno o quelli che tornano solo per le Feste. Generazioni vicine e lontane che si ritrovano accanto all’albero di Natale a giocare a sette e mezzo, cucù, scopone scientifico, ruba mazzetti o le più spartane briscola e scopa. Scene di tutte le case italiane, ognuna con l’unico protagonista: il mazzo di 40 carte che in ogni regione ha la sua variante di disegni e denominazione dei quattro semi. Forse non tutti sanno che dietro ogni carta, dall’asso al re, ci sono richiami alla storia e curiosità, proviamo a scoprirli giocando con le carte siciliane.

Le siciliane simili alle spagnole

In Sicilia, come in altre regioni, i quattro semi del mazzo di carte si chiamano denari o oro, mazze, coppe e spade. Sembra che rappresentino altrettanti ceti medievali: le coppe gli ecclesiastici, le spade i nobili, l’oro i mercanti e mazze o bastoni il popolo. Le carte siciliane, simili a quelle spagnole, hanno una dimensione leggermente più piccola di quelle di altre regioni. Si dice che derivino dal tarocco siciliano, come tutte hanno influenza medievale e alcune figure hanno anche un legame con la storia.  Nei mazzi più antichi il cavallo di bastoni raffigurava Giuseppe Garibaldi. La figura del celebre condottiero era presente anche nel cinque d’oro all’interno del bollino centrale. Successivamente è stato sostituito con l’immagine della biga presa da una moneta da 10 lire del Regno d’Italia. Infine il re Vittorio Emanuele II era raffigurato in una delle quattro carte dei re.

LEGGI ANCHE  45 ANNI DI RTP, IL COMPLEANNO DEL“TESTIMONE” DELLA CITTA’ DI MESSINA

 Dal vaso greco alla scimitarra

Anche nelle carte più moderne resta un richiamo alla storia, l’asso di coppe, per esempio è un lebete nunziale,  un vaso che veniva usato nell’antica Grecia nelle cerimonie di matrimonio, non è chiaro se contenesse acqua per l’aspersione della sposa o se fosse un contenitore di cibo per la coppia nunziale. Restando in tema di assi, altra carta particolare è l’asso d’oro che raffigura un’aquila a volo basso. C’è poi l’asso di mazze che nel tempo è stato associato ad un portafortuna. Infine l’asso di spade, una scimitarra con sullo sfondo una casetta.

Il tre con la Trinacria

La più siciliana delle carte è senza dubbio il tre di denari che raffigura la Trinacria, simbolo della Sicilia stampata su ogni bollino. Altra carta particolare è il cinque di spade, forse qualcuno ha notato che nelle siciliane le spade sono rivolte verso il basso, nelle napoletane invece sono verso l’alto. Immancabile in ogni mazzo di carte è il re di denari che viene chiamato anche la “matta”, una sorta di jolly che, in alcuni giochi come “sette e mezzo” può fare la differenza nel punteggio. E poi c’è il sette di denari o sette d’oro che nel gioco della scopa o dello scopone scientifico vale un punto, qualcuno lo chiama  Settebello, termine usato anche nello sport per indicare la nazionale di pallanuoto.

LEGGI ANCHE  LA GRANDE STORIA DI BERNAVA.

Dal tavolo da gioco alle vetrine dei negozi

Presto dunque le carte  da gioco passeranno di mano in mano, tra una fetta di panettone e un pezzo di torrone terranno compagnia fino alla Befana. Successivamente non finiranno in un cassetto, le carte siciliane sono in giro tutto l’anno e non solo sui tavoli da gioco. Le immagini delle carte da gioco siciliane, infatti hanno ispirato, stilisti, artisti, artigiani, creativi che le hanno trasformate in gioielli, piastrelle, etichette per birra e vino, adesivi, tatuaggi,  murales, stampe per magliette, abiti e tanto altro ancora.

 

Share on facebook
Facebook
Share on twitter
Twitter
Share on linkedin
LinkedIn
Share on whatsapp
WhatsApp
Share on email
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI