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BABBO NATALE È GIÀ A ROMA: ECCO IL SUO FANTASTICO CASTELLO TRA ELFI, FATE E PRINCIPESSE

In attesa che anche Roma si riempia di luminarie e di scoprire che albero sarà quello di Piazza Venezia, sperando che il celebre Spelacchio sia ormai un lontano ricordo. Eccoci nel Fantastico Castello di Babbo Natale a Lunghezza, appena fuori del Raccordo Anulare, quasi sulle sponde dell’Aniene.

Un Castello antichissimo che dal XIII al XV secolo subì diverse trasformazioni da casale a castello e viceversa. Tra le sue mura e i suoi merli soggiornarono nobili inquilini come i Colonna, gli Orsini, i Medici, i Grazioli.

Ora, se vi state chiedendo come ne sia venuto in possesso Babbo Natale, questo non posso proprio dirvelo. Fatto sta che prima della grande fatica che lo attende, e sapete bene di cosa parliamo, pare sia sceso dalla fredda e innevata Lapponia per una vacanza rigenerante alle porte della Capitale e abbia deciso di aprire la sua residenza invernale al pubblico. Ma solo nei fine settimana.

Un castello fatato tra elfi, fate e principesse.

Quello di Babbo Natale non è certo un castello come gli altri. Si trova infatti al centro di un vero e proprio villaggio fatato dove la fantasia regna sovrana, popolato dagli elfi.

Ci sono quelli giocattolai, che lavorano a creare doni speciali per i bimbi più buoni, gli elfi pasticceri cui è assegnato il compito di preparare tanti dolci natalizi, in particolare con il cioccolato cui è dedicato un padiglione intero. Gli elfi postini, questi ultimi molto utili nel caso qualche bambino abbia dimenticato di imbucare la sua letterina. Gli elfi danzatori che si cimentano in balli natalizi con le babbonataline ballerine; senza dimenticare l’elfo acrobata, ma dovete guardare in alto per vederlo.

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Facile imbattersi anche in qualche fata, come quella degli elfi che fa enormi bolle di sapone,  in alcuni personaggi del cartoon, in principi e principesse, come Cenerentola che con infinita grazia elargisce i suoi auguri danzando, o come Elsa e Anna che assieme a Olaf si sono ritagliate il loro piccolo regno dei ghiacci… Ma anche pupazzi di neve animati, renne parlanti, orsi…

C’è persino il Grinch, ma ormai è diventato buonissimo per cui non c’è proprio nulla da temere. Ma se fosse, ecco prontissimi due supereroi in tenuta natalizia: Batman tutto in bianco e Superman con il berretto rosso.

E in attesa del suo turno, ecco anche una meravigliosa Befana che, messasi comoda nell’ala più suggestiva del castello in quello che, non per nulla, è stato chiamato il Covo della Befana, si porta avanti con il lavoro riempiendo le calze e sistemando il carbone. Controlla, di tanto in tanto, allo specchio che non le siano venute altre rughe. Non c’è età per tenersi in forma…

Uno spazio del magico parco è tutto dedicato al presepe, un altro agli abeti più originali e strani del mondo.

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Dentro al Castello.

Nel mezzo di tutto questo fervore, il Fantastico Castello di Babbo Natale attende i suoi visitatori grandi e piccoli, preferendo i secondi, che al loro arrivo vengono accolti dalla meravigliosa Fata delle Nevi. A quanto si dice, il padrone di casa l’ha portata dalle gelide terre norvegesi, e fa da guida per il tour.

Ecco dunque il salone dell’accoglienza, la sala da pranzo, la camera da letto e lo studio dove Babbo Natale si siede con pazienza e dedizione a leggere le migliaia di letterine dei bambini che gli chiedono le cose più disparate, aiutato dalla sua fedele segretaria, la fanciulla Renna, che da qui accompagna tutti nella sfavillante sala del trono per incontrare Babbo Natale in persona.

La mostra di Babbo Natale.

E siccome Babbo Natale ama l’arte ed è anche un po’, permettetemi, vanesio, ecco l’originale galleria d’arte con tanti suoi ritratti affissi lungo le rosse pareti della Pinacoteca che lo immortalano a spasso nel tempo e nello spazio. Dall’incontro con gli antichi egizi a quello con gli ufo, sempre svolazzante sulla sua slitta magica trainata dalle sue renne.  Tutto ciò naturalmente in sicurezza visto che in giro c’è ancora un esserino tanto piccolo quanto pericoloso, per cui è necessario munirsi di Green Pass o Test rapido negativo.

Patrizia Simonetti

 

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