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IL TEMPIO DI CRISTO RE SULLE ROVINE DEL CASTELLO DI MATAGRIFONE

Sui ruderi dell’antica fortezza di Matagrifone o Rocca Guelfonia l’arcivescovo mons. Angelo Paino, in deroga a parecchi vincoli che dovevano salvaguardare gli importanti resti del castello, volle edificare un grande tempio in onore di Cristo Re per custodire anche le salme dei caduti della Grande Guerra.

Lorenzo Perosi

La monumentale chiesa, che diventerà uno dei simboli della nuova Messina, fu solennemente inaugurata nel 1937 alla presenza della Corale della Cappella Sistina diretta dal maestro Lorenzo Perosi. Eseguì per l’occasione la Messa di Papa Marcello di Giovanni Pierluigi da Palestrina.

Il Sacrario, progettato dall’Ufficio Tecnico Arcivescovile con firma dell’ingegnere Francesco Barbaro, volle essere un omaggio al grande Filippo Juvarra, infatti, imita fortemente la Basilica di Superga da lui realizzata a Torino. Il complesso monumentale si compone di una cripta alla base, con ingresso indipendente lato monte. Qui sono tumulati ben 110 caduti della Prima e 1288 della Seconda Guerra Mondiale. Si trova anche un antico altare a tarsia marmorea ed al centro il sepolcro del Milite Ignoto realizzato da Antonello Bonfiglio.

Al suo interno i resti di ben 162 militi ignoti.

Oltre alla salma posta nell’artistico avello, la cripta custodisce le spoglie di ben altri 161 soldati ignoti.

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Sopra la cripta la grande chiesa a pianta a croce greca con monumentale accesso lato mare tramite una grande scalinata ed un pronao con ampio timpano recante le insegne vescovili dell’arcivescovo Paino. Al centro della chiesa, sotto l’ampia cupola, una grande apertura mette in comunicazione visiva il sepolcro del Milite Ignoto con la basilica superiore.

Particolare dell’altare a tarsia

Nell’abside maggiore è collocato un antico altare a tarsia marmorea con una tela settecentesca, raffigurante la Reposizione di Cristo nel Sepolcro. All’esterno il tamburo ottagonale della cupola è decorato da benotto grandi statue in bronzo alte quattro metri. Raffigurano le virtù teologali, Fede, Speranza e Carità e le virtù cardinali, Prudenza, Giustizia, Fortezza e Temperanza e la virtù della Religione, che li comprende tutte. Le colossali statue portano la firma dello scultore Teofilo Raggio e fuse presso la Fonderia Artistica Fiorentina. In cima alla cupola poggia un lanternino su cui è posizionata un globo in bronzo del diametro di un metro ed una grande croce.

Il Sacrario

La torre ottagonale, unico elemento del castello medievale, sostiene quella che era la campana più grande d’Italia.

Dell’antico castello, restaurato intorno al 1190 dal celebre Riccardo Cuor di Leone re d’Inghilterra, rimane una robusta torre ottagonale. Su questa dal 1935 si trova l’allora più grande campana d’Italia. Pesa 132 quintali, realizzata con il bronzo dei cannoni nemici dalla Fonderia Daciano Colbacchini di Padova. Il primato di questa campana è stato battuto nel 1964 dalla Maria Dolens di Rovereto (Trento) con i suoi 226 quintali. E poi nel 2002 dalla Concordia 2000 di Plan De Corones (Bolzano) con i suoi 181 quintali.

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Il muraglione che sostiene il Sacrario lato mare è decorato da una nicchia ove è stata posta una statua della Vergine Maria opera di Edmondo Tore Calabrò. Lo stesso autore ha realizzato la statua di Cristo Re posta nella scalinata d’accesso al complesso monumentale. Il sacrario militare è gestito dal Ministero della Difesa ed è visitabile ogni mattina. Il tempio e l’antica torre medievale sono visitabili su appuntamento o in occasione delle aperture mensili curate da Progetto Crescere Insieme Soc. Coop.

Marco Grassi.

La campana di Cristo Re

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