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presepi nei bottiglioni

L’ARTE DEI PRESEPI NEI BOTTIGLIONI IN VETRO

Il talento, l’originalità, nel magico periodo natalizio prendono vita. Quello che pensavamo fosse una damigiana in vetro da mettere da parte, Elena Flammini la trasforma in un prezioso presepe, fatto di luci e pastori come da tradizione.

Un pizzico di creatività ed il gioco è fatto, anzi il bottiglione. Il Natale è la festa più magica dell’anno, case addobbate, strade piene di lucine e l’ispirazione prende il via. Apre le menti dei più creativi, come la signora Elena Flammini. Un amante anche lei del periodo, che la porta a pensare e realizzare delle creazioni meravigliose, i presepi dentro i bottiglioni in vetro. Un’idea originalissima che trasferisce anche all’interno di tazzine, caffettiere di grandi e piccole dimensioni. Un lavoro certosino e di grande pazienza, che per lo straordinario risultato finale, vale la pena fare.

Come nasce questa passione?

“Io amo il Natale ed i presepi. Me li immagino dappertutto, per me sta bene ovunque senza una collocazione precisa, per questo li ho realizzati in tutti gli oggetti d’uso quotidiano. Quindici anni fa la mia curiosità mi spinse ad andare a San Gregorio Armeno, per vedere proprio i presepi. In un primo momento rimasi estasiata, poi pensai che in realtà erano tutti molto simili – da qui l’idea della signora Elena – “Ho pensato, ora me li invento io”.

Successivamente guardando vari gruppi social su Facebook, Elena fu colpita in particolare dal lavoro di un’artista che tagliava una bottiglia, il fondo, per poter inserire dei fiori. Quindi si è detta “Se provassi anch’io a fare un buco nella damigiana?” Ne ruppe un centinaio per capire quale fosse la tecnica precisa, fino a quando azzeccò ed incominciò questa avventura dei presepi nei bottiglioni per passione, ed a Natale è diventata ormai un’abitudine.

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Le due fasi della lavorazione

Un lavoro artigianale che al giorno d’oggi è davvero difficile da trovare, ma la soddisfazione nel vedere amiche e clienti, ormai storici, contenti e ricevere sempre dei complimenti è una grande soddisfazione per Elena. Per capire meglio di cosa si tratta ci facciamo spiegare il tipo di impegno che ci sta dietro:

“Il bottiglione è fatto di vetro e non è un oggetto che assorbe, quindi ci vuole tempo. Prima di tutto si attacca una carta velina, che deve asciugare, poi do 3 mani di gesso ognuna delle quali deve riposare per un giorno e mezzo. Deve indurirsi in modo che diventi resistente, essendo rotta. Quando si asciuga completamente do una mano di anticante e poi è pronta per essere riempita” – questa la fase iniziale più tecnica, poi subentra l’estro da artista – “Lo guardo, sarei capace di osservare un bottiglione per un giorno intero, devo immaginare. Poi inizio con dei legnetti molto semplici e da lì costruisco tutta la mia base. Dopo inserisco il sughero e tutto inizia a prendere forma, da lì poche ore lo porto a termine”.

Una delle sue fonti d’ispirazione più grande è la regione in cui vive, l’Abbruzzo. Una zona prevalentemente montuosa o alta collina dove ci sono piccoli borghi incastonati in mezzo alle rocce. Luoghi così caratteristici che ripropone nelle sue opere dalle casette ai vari personaggi che lavorano, il granaio, il pollaio. Ricreando proprio quelle situazioni. Oltre la montagna, il mare e la natura che la circonda sono le sue sorgenti di approvvigionamento dei materiali:

“Per i miei lavori tutti i piccoli pezzi di legno li reperisco in montagna, oppure sono rami derivanti dalla potatura delle viti e legni che le mareggiate mi regalano. Li intingo con una vernice particolare e poi li inserisco nelle damigiane”.

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Rendere le persone felici con un presepe

La signora Elena crea dei pezzi unici, non potrebbe essere altrimenti per un’attività manuale di questo tipo. Ogni cosa è diversa. Le richieste maggiori arrivano proprio per i bottiglioni, ma non sono da meno le macchinette del caffè, le tazzine, che molti bar della sua città hanno acquistato per esposizione. Ma c’è stato un episodio, l’anno scorso, che l’ha resa ancora di più orgogliosa di ciò che fa:

“Ho realizzato una damigiana per un architetto di Chieti. Questo signore era andato in un’abituazione per ragione lavorative e lì vide una delle mie creazioni. Ne rimase estasiato e mi chiamò immediatamente. Ci tenevo così tanto ad accontentarlo, che non ho dormito giorno e notte per finirla poco dopo Natale. Una volta consegnata, mi ringraziò, ma la cosa che mi rimase più impressa fu il suo messaggio di ringraziamento. Mi scrisse che per la prima volta ricevette i complimenti dalla moglie per il regalo fatto, cosa che definì un miracolo. Leggere questo per me è stato bellissimo, una sensazione appagante e di felicità”.

Le sue opere sono spesso pubblicate sul gruppo Facebook Malati di Presepismo di cui fa parte ormai da tempo. Iscritta per caso e per l’attrazione verso i presepi, pubblica la sua prima foto con la damigiana che diventa virale. Ricevette, con sua sorpresa, tantissimi commenti positivi e molte richieste. Purtroppo non è semplice acquistarle, ma se vi trovate dalle parti di Teramo non perdete l’occasione di portarvi a casa un pezzo artigianale e conoscere l’arte di Elena Flammini.

Mariacristina La Rosa

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