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IL CAMMINO DI SANTIAGO: “ESPERIENZA PAZZESCA”

“Se penso alla strada che ho fatto mi sembra una esperienza pazzesca” si sorprende ancora Valentina Naccari, giovane messinese con la passione per i viaggi, pensando a tutto quello che le è accaduto nell’ultimo mese e mezzo. Partendo dalla Francia ha attraversato la Spagna percorrendo il Cammino di Santiago di Compostela arrivando alla Cattedrale. Oltre ottocento chilometri a piedi sfidando caldo, freddo, fatica, imprevisti, solitudine per ritrovarsi con più amici di prima scoprendo che la vita riesce sorprenderti sempre.

Un viaggio sempre sognato

Un viaggio del genere l’aveva sempre voluto, ma non aveva mai avuto il coraggio di realizzarlo. Valentina è una dei tanti messinesi che la pandemia ha bloccato in casa, interrompendo sogni, progetti e certe volte facendo sentire superati e scontenti anche chi ha poco più di trent’anni. Fino ad un anno fa lavorava sulle navi da crociera, ma ad un certo punto ha deciso di rimettere tutto in discussione, mettendosi in gioco diversamente. “Dopo il lockdown è diventato ancora più difficile lavorare, così mi sono presa una pausa. Quello sulle navi da crociera è un lavoro che ho sempre amato fare, ma ti preclude tanto nella vita, stando molto tempo fuori ti perdi alcune cose”. Valentina aveva anche deciso di riprendere gli studi universitari.

Nel frattempo è emerso il desiderio di compiere il Cammino di Santiago di Compostela. “Quando lavoravo- ricorda – la nave faceva tappa a Vigo, in Spagna, spesso venivano organizzate escursioni a Santiago per i crocieristi che riuscivano a fare anche un pezzetto di cammino fino ad arrivare alla Cattedrale. Purtroppo non ho mai avuto l’occasione di andarci, ma mi era rimasto questo desiderio, una collega che l’aveva fatto mi raccontava sempre la sua esperienza”.

Quando il Cammino chiama

“Si dice che il Cammino ti chiama, anche per me è stato così- prosegue Valentina– non l’avevo mai fatto perché ho sempre avuto paura di andarci da sola, cercavo qualcuno che venisse con me, pensavo di non trovare i posti, poi, forse a seguito del periodo del lockdown che ha creato in me la sensazione di aver perso del tempo, ho deciso di partire”. Nello zaino ha messo il minimo indispensabile: “per fare il cammino servono pochissime cose, meno porti meglio è anche perché lo devi portare tutti i giorni sulle spalle e puoi sentire dolore. Servono le scarpe da trekking e vestiti in tessuto tecnico che si asciuga facilmente così quando, a fine giornata, arrivi all’ostello li lavi e l’indomani sono asciutti”.

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In casa dicevano che era una pazzia, poi il Cammino ha conquistato tutti

Quando ha Valentina ha comunicato a casa l’intenzione di partire all’inizio ha lasciato tutti di stucco: “la mia famiglia è abituata ai viaggi che faccio- spiega – ma non conoscevano il Cammino se non per sentito dire, all’inizio è sembrata una mezza pazzia invece è stato qualcosa di bellissimo, poi man mano che raccontavo il mio percorso si sono appassionati, anche mia madre vorrebbe farlo. E’ una esperienza che ti spinge a riflettere su te stesso, camminando per chilometri, parte del giorno la passi parlando con gli altri ma, ci sono i momenti in cui stai in silenzio, rifletti, ti poni tante domande e trovi delle risposte”

Strade che i pellegrini percorrono fin dal Medioevo

Le paure dell’inizio di Valentina si sono sciolte come neve al sole durante il Cammino. Racconta di aver fatto il percorso tradizionale, quello francese partendo dai Pirenei per arrivare in Spagna. Si tratta di una rete di strade percorsa dai pellegrini fin dal Medioevo che sono state dichiarate patrimonio dell’Umanità dall’Unesco. Durante il tragitto ci sono ostelli  chiamati albergue dove, mostrando le credenziali, una sorta di libriccino che viene timbrato ad ogni tappa, è possibile ricevere ospitalità a prezzi modici.

“Lungo il Cammino è tutto molto organizzato- prosegue Valentina- tu decidi le tappe in base ai chilometri che vuoi fare ogni giorno, negli ostelli si paga 8-10 euro o addirittura si fa a donazione, arrivando alla Cattedrale di Santiago viene rilasciata una pergamena che attesta il compimento del Cammino, un documento che è la Compostela in realtà per averlo basta aver percorso almeno 100 chilometri. C’è chi parte da molto lontano, chi ha fatto moltissimi chilometri, la cosa bella del Cammino sono le persone che incontri, le storie che scopri, accadono cose incredibili che non potresti mai immaginare”.

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Il momento peggiore è stato quello migliore

Lungo il cammino per Santiago di Compostela Valentina ha attraversato paesi con paesaggi mozzafiato, ha visto meravigliosi tramonti ma, quello che le è rimasto maggiormente nel cuore, sono le persone: “all’inizio avevo incontrato un gruppo con cui ho iniziato il Cammino– dice – abbiamo camminato insieme per due settimane, poi sono stata malissimo, ho avuto problemi alla gamba sinistra, una tendinite mi ha rallentato, ho quasi pensato di tornare a casa. Mi sono dovuta  fermare per alcuni giorni così ho perso quel gruppo. Quando ho ripreso ho incontrato un’altra persona ed abbiamo fatto il cammino assieme, mi sembrava incredibile”.

Dal Cammino si impara ad aver fiducia nella vita che sorprende sempre

“Dal Cammino ho imparato che bisogna lasciarsi andare a quello che succede- conclude Valentina–  non sempre le cose che accadono sono brutte, nel senso che bisogna avere fiducia nella vita, non preoccuparsi per quello che succede, anche se in quel momento sembra qualcosa di terribile, perché magari scopri che non lo è così tanto, a volte ci facciamo prendere dall’ansia per ogni cosa, pensiamo che sia tutto una tragedia quando invece non è così”.

Il Cammino le ha insegnato ad avere un atteggiamento positivo: “La cosa principale che ho imparato in questo viaggio è non disperarsi mai, qualsiasi cosa accada  si può superare e  quando una cosa ti sembra terribile alla fine si trovano tutte le soluzioni. Ho anche imparato che avere un atteggiamento positivo aiuta, perché ti succedono cose incredibili quando non te le aspetteresti mai,  facendo il Cammino ti sorprendono le persone e le loro storie, è un’esperienza che consiglio a tutti”.

 

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