COME ACCETTARE SE STESSI

“Errare humanum est, perseverare autem diabolicum”, “Solo chi fa, sbaglia”. Questi sono solo due dei tanti detti che ci ricordano che tutti possiamo sbagliare. Il problema è che siamo abituati a demonizzare gli errori, a considerarli, per lo più, nella loro accezione negativa.

A scuola gli errori venivano segnati con la matita rossa o blu in base alla loro gravità. Da allora ci siamo abituati a pensare che dobbiamo impegnarci a non sbagliare e a dare un giudizio negativo ai nostri errori.

Quotidianamente possiamo commettere degli errori nei vari campi della nostra vita, errori che possono andare dalla gaffe ad errori più importanti. Nessuno è perfetto e sbagliare non è sinonimo di fallire. E dobbiamo imparare ad accettarlo.

Prima o poi a tutti capita di cadere e di fallire, ma questo non significa essere dei perdenti. Accettare questo ci rende liberi perché a volte la paura di sbagliare e di venire giudicati male dagli altri e prima di tutto da noi stessi ci potrebbe portare a ritirarci, a non esporci mai. Ma non metterci in gioco ci rassicura solo apparentemente, perché in realtà non ci consente di confrontarci con i nostri limiti e di capire cosa è giusto o sbagliato per noi.

ERRORE SINONIMO DI CRESCITA.

 

È solo sbagliando e imparando dai nostri errori che possiamo crescere. Inoltre la paura di sbagliare non ci permette di pensare lucidamente a ciò che dobbiamo affrontare e che ci preoccupa. Tale paura può arrivare a bloccarci e impedirci di raggiungere i traguardi che vogliamo ottenere nella nostra vita. Cambiare lavoro, iniziare una nuova relazione, affrontare una separazione, trasferirsi in un altro paese sono solo alcune delle numerose situazioni in cui potremmo avvertire questo timore.

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LA PAURA DEL GIUDIZIO DEGLI ALTRI.

 

A volte ci nascondiamo dietro alla paura del giudizio degli altri, per non affrontare la nostra vulnerabilità all’errore. Ma farci bloccare dal giudizio degli altri finisce per non far emergere le nostre potenzialità e qualità. Più si teme l’errore più è probabile sbagliare. È dunque importante non farci prendere dall’ansia da prestazione e accettare di essere “fallibili”. Solo così potremo trasformare lo sbaglio in opportunità. Certo alcuni errori possono avere conseguenze negative, ma permettere alla paura di impedirci di fare scelte porta a conseguenze personali molto più gravi.

Abbandonare il desiderio di essere perfetti è quello che ci consente di non irrigidirci dietro l’orgoglio e la presunzione.

Accettare di poter sbagliare, non deve, però, portare ad autocommiserarci o a non impegnarci a migliorare. Dobbiamo fare i conti con le nostre fragilità per poterci migliorare.

Come possiamo gestire la paura di sbagliare?

 

Innanzitutto dobbiamo pensare che cadere non è un male in sé. Ciò che davvero conta è la capacità di rialzarsi.

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Sbagliare non significa fallire. È importante riflettere sui nostri errori e cercare di capire cosa ci ha indotto a sbagliare, sia gli elementi interni che quelli esterni.

Mettere da parte l’orgoglio che non ci consente di metterci veramente in discussione e che rischia di bloccarci.

Bisogna, inoltre, riuscire ad abbandonare la propria confort zone e imparare a buttarsi nelle situazioni anche a costo di sbagliare.

È importante riconoscere i propri errori e accettare di aver sbagliato. Solo così potremmo trasformare l’errore in un’opportunità.

È importante ascoltare i consigli di chi ci vuole bene o di chi ha maggiore esperienza in quel determinato campo per cercare di vedere altri punti di vista e minimizzare la possibilità di commettere errori grossolani, ma ricordiamo che alla fine la scelta è e deve essere la nostra. È sempre meglio sbagliare con la propria testa che con quella degli altri.

Come ci ricorda la locuzione latina, la cosa più importante non è sbagliare, ma perseverare nell’errore.

Gli sbagli ti attirano verso il fondo

Il finale poi dipenderà da te (sbagliare è facile)

Ma il segreto è nel capirlo

La notte porta consiglio (dagli sbagli si impara)

“Dagli sbagli si impara” Fabri Fibra feat. Elisa

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