UN PEZZO DI STORIA MESSINESE A RAGUSA IBLA

Tra i vicoli di Ragusa, nel cuore del quartiere barocco di Ibla, si trova la chiesa delle Anime del Purgatorio, tra i monumenti più visitati della celebre città siciliana. All’occhio attento di chi scrive non è sfuggito qualche anno fa, all’interno del tempio, di un bel dipinto dove in primo piano una santa abbigliata da regina, con palma del martirio in mano, è in compagnia di cinque giovanetti, un ragazzo e tre ragazze, anche loro recanti in mano il simbolo del martirio.

La tela settecentesca, di ignoto pittore e di grandi dimensioni, reca sullo sfondo una inconfondibile veduta tardo seicentesca della città di Messina, con tanto di braccio di San Raineri con la Real Cittadella e il Castello del SS. Salvatore. L’insolita veduta della Città dello Stretto nella tela di Ragusa Ibla mi ha fatto incuriosire. Il rapporto con Messina si rafforza in quanto la Santa tiene in mano una bandiera avente come emblema una croce d’oro in campo rosso.

Il dipinto era indicato come Sant’Orsola ma qualcosa non tornava.

La didascalia presente sotto il quadro identificava la Martire in Sant’Orsola ma alcuni particolari facevano pensare ad altro. Ben presto, dopo una breve ricerca bibliografica, ho ritenuto di aver scovato l’enigma, la Santa con fanciulli e veduta della Città dello Stretto è Gerasina da Messina, presunta regina di Sicilia, con i figli Adriano, Aurea, Babila, Giuliana e Vittoria.

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Una figura, perlopiù fantastica, che per secoli fu venerata in riva allo Stretto e che il Legendario dei Santi di Jacopo da Voragine legava alla celebre Sant’Orsola. Gerasina, insieme alla prole, risulta una delle undicimila vittime che con Orsola subirono nel V secolo il martirio a Colonia. Ma la Santa messinese riveste un ruolo particolare nella celebre agiografia della Martire di Colonia in quanto zia della stessa Sant’Orsola per essere la presunta sorella della madre Daria. Si narra che Gerasina era nata proprio a Messina, col particolare titolo di Regina di Sicilia. Ben presto, però, raggiunge l’Inghilterra per prendere come marito un principe.

Sarcofago di Mons. Ottaviano Preconio nella cripta del duomo di Palermo

Il suo corpo, ad eccezione del capo, è custodito in Germania.

Il presunto corpo di Santa Gerasina era custodito a Treviri in Germania mentre la testa nel monastero di Santa Chiara a Bruxelles. Quest’ultima reliquia passerà poi ad Assisi grazie a San Bonaventura da Bagnoregio per poi giungere a Messina nel XVI secolo nel tempio di San Francesco all’Immacolata per interessamento dell’Arcivescovo di Palermo e Confessore di Carlo V, il frate messinese Ottavio Preconio.

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Il Tempio di San Francesco dopo l’incendio del 1884

Questi resti furono custoditi nella monumentale chiesa francescana del Boccetta perché proprio lì sorgeva in passato una chiesa dedicata a Sant’Orsola. Le reliquie verranno custodite, fino all’immane incendio del 1884, in una apposita cappella fatta edificare dalla famiglia Di Giovanni. La cappella presentava a caratteri d’oro, su pietra di diaspro nero, la seguente iscrizione. RELIQUAE SANCTAE URSULAE / EIUSQUE MATERTERAE S. GERASINAE / REGINAE SICILIAE S. VICTORIAE / ET SOC. VV. ET MM.

Il motivo che rende unica questa scoperta è il fatto che di Santa Gerasina a Messina non rimane più nulla. L’unico riferimento iconografico è questa preziosa tela riscoperta nella bella città di Ragusa.

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