MESSINA DEVE CONOSCERE L’ALTA MODA, ED IO NON ME NE VOGLIO ANDARE

Fra gli anni 50 e 60 quando a Messina la dolce vita si respirava forte all’Irrera a Mare fra un film della rassegna cinematografica internazionale ed uno spettacolo al teatro dei 12000, nel suo frequentato atelier di via Risorgimento 93 creava moda Mimma Ferraro, anzi la Madama Ferraro, come tutti in segno di rispetto e quasi di timore la chiamavano. Era una donna di grande personalità Domenica Ingegnoso, in arte Mimma Ferraro rigorosamente con il cognome del marito. Era abile, creativa, furba, intraprendente ed elegante come la sua moda.

Mimma Ferraro era scelta dalla migliore aristocrazia di Messina e Reggio Calabria e della Sicilia. Le future spose la volevano perché le faceva sentire come le libellule. Era un must del tempo vestire la richiestissima couturier.

Le creazioni di Madama Ferraro al Museo di Mirto

LA STORIA DI MADAMA FERRARO.

La Madama Ferraro nacque a Vittoria il 7 febbraio del 1910, a soli 10 anni si trasferì con la famiglia (in parte originaria di Casalvecchio) a Messina nella zona di Camaro, cominciò a lavorare molto presto ad appena 13 anni,  a 18 sposò Carmelo Ferraro dal quale ebbe 6 figli. La sua non fu una vita facile, fu piena di gioie ma anche di grandi dolori per via della perdita di alcuni figli. L’amore per il suo lavoro l’aiutò a superare molti ostacoli.

“I tessuti mi parlano” amava dire e lei innamorata pazzamente della sua arte faceva mille rinunce pur di andare a Milano in via Montenapoleone a comprare le stoffe più belle e costose. La sua attività veniva persino prima della casa che comprò  “a scompito” .

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Per raggiungere Parigi viaggiava tre giorni e tre notti in treno, ma la stanchezza spariva davanti allo spettacolo dell’ alta moda. Qui acquistava i “patron” e cioè i cartamodelli  che poi imparò a far suoi con lo sguardo. Ma soprattutto incontrava Balenciaga, Coco Chanel, Yves Saint Laurent, Christian Dior dai quali Madame Ferraro  era considerata una di loro, tanto che  per i suoi affollatissimi defilè a Messina ed a Reggio alla Tavernetta ed al Grand Hotel Angelo Musco le concedevano ” le top dell’epoca.

Particolare fu il rapporto con Coco Chanel, alla quale la univa l’amore per il lino e l’organza uniti ai ricami, ma molto stretta fu anche la collaborazione con Dior che le concedette persino una delle top dell’epoca la celebre Alla,che insieme alle altrettanto famose Gigliola, Marta Vacòndio (poi in Marzotto) varcavano lo stretto e rendevano gli affollatissimi defilè di Mimma Ferraro alla Tavernetta ed al Grand Hotel Angelo Musco un vero spettacolo di assoluta alta moda.

Dalle donne messinesi alle grandi star.

Mimma Ferraro ha vestito tantissime donne messinesi del tempo. Attraverso le signore delle note famiglie della città  i suoi abiti arrivavano  alla “Prima della Scala di Milano”; star come  Joan Crawford e Gina Lollobrigida durante la rassegna del Cinema di Messina e Taormina volevano essere seguite da lei.

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Fra le sue tante clienti c’era anche la signora Versace di Reggio Calabria, madre del piccolo Gianni (poi divenuto il grande stilista) che portava con sé in atelier a Messina.

La grande personalità di Madama Ferraro.

 Mimma Ferraro non si limitava a riprodurre gli abiti della moda francese, li ricreava sulle sue clienti, li trasformava. Sapeva nascondere i difetti delle signore e  le  accontentava,  educandole al buon gusto dell’alta moda. Il suo tocco finale, erano i fiocchi di tessuto, segno distintivo della sua moda che usava a profusione!

Di Mimma Ferraro oggi restano i ricordi ed una straordinaria  selezione di 30 anni di moda  dagli anni 50 fino agli inizi del 70 custodite a Mirto (ME) nel  Museo del Costume e della Moda Siciliana il cui direttore è l’arch. Giuseppe Miraudo. La Madama scomparve il 15 novembre del 1982.

Mimma Ferraro ha lasciato anche un’altra grande eredità. Pur godendo di tanto splendore lei non volle mai lasciare Messina. “La nostra città” amava dire “Doveva conoscere l’arte della moda e io non me ne voglio andare.”

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