DA VENERDÌ SCATTA IL GREEN PASS OBBLIGATORIO A LAVORO: VERIFICHE E SANZIONI

Da venerdì 15 ottobre la certificazione verde sarà obbligatoria sul posto di lavoro. Con un Dpcm firmato dal Presidente del Consiglio, Mario Draghi, si chiariscono le modalità di verifica del possesso delle certificazioni.

LE NUOVE REGOLE SUL GREEN PASS A LAVORO.

Chi starà a casa da lavoro in quanto sprovvisto di Green Pass non andrà solo incontro a delle conseguenze per quanto riguarda lo stipendio. In nessun caso, però, potrà scattare il licenziamento per mancanza di Green Pass.

Nel dettaglio, chi da venerdì non sarà ammesso a lavoro, in quanto sprovvisto di Green Pass, sarà da ritenere assente ingiustificato. Almeno fino al momento in cui provvederà a presentare la Certificazione. Nelle giornate di assenza non riceverà lo stipendio, e queste non saranno conteggiate per il calcolo dei contributi. Non varranno, inoltre, nemmeno per la maturazione delle ferie o per gli scatti di anzianità.

Sanzioni non solo per i dipendenti.

Non è solo il lavoratore sprovvisto di Green Pass ad andare incontro a conseguenze. Nel Dpcm sono previste anche delle sanzioni per chi è responsabile dei controlli, le imprese, ma non verifica. Il datore di lavoro che non si accerta del rispetto delle nuove norme sul Green Pass, infatti, rischia una sanzione amministrativa può andare dai 400 ai mille euro.

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COME VERRÀ VERIFICATO IL POSSESSO DI GREEN PASS.

Riguardo alla verifica del possesso di Green Pass, questo è quanto riportato nelle faq preparate da palazzo Chigi.

Ogni amministrazione/azienda è autonoma nell’organizzare i controlli, nel rispetto delle normative sulla privacy e delle linee guida emanate con il Dpcm. I datori di lavoro definiscono le modalità operative per l’organizzazione delle verifiche, anche a campione, prevedendo prioritariamente, dove possibile, che tali controlli siano effettuati al momento dell’accesso ai luoghi di lavoro. Individuano, inoltre, con atto formale i soggetti incaricati dell’accertamento delle violazioni.

È opportuno utilizzare modalità di accertamento che non determinino ritardi o code all’ingresso. Nelle pubbliche amministrazioni l’accertamento, che dovrà avvenire su base giornaliera, prioritariamente nella fascia antimeridiana della giornata lavorativa, potrà essere generalizzato o a campione. Dovrà essere effettuato, però, in misura non inferiore al 20% del personale presente in servizio e con un criterio di rotazione che assicuri, nel tempo, il controllo su tutto il personale dipendente.

Oltre all’app “VerificaC19”, saranno rese disponibili per i datori di lavoro, pubblici e privati, specifiche funzionalità che consentono una verifica quotidiana e automatizzata del possesso delle certificazioni.

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Le verifiche potranno avvenire attraverso vari sistemi:

  • l’integrazione del sistema di lettura e verifica del QR code del certificato verde nei sistemi di controllo agli accessi fisici, inclusi quelli di rilevazione delle presenze, o della temperatura.
  • per gli enti pubblici aderenti alla Piattaforma NoiPA, realizzata dal Ministero dell’economia e delle finanze, l’interazione asincrona tra la stessa e la Piattaforma nazionale-DGC.
  • nel caso dei datori di lavoro con più di 50 dipendenti, sia privati che pubblici non aderenti a NoiPA, l’interazione asincrona tra il Portale istituzionale INPS e la Piattaforma nazionale-DGC.
  • per le amministrazioni pubbliche con almeno 1.000 dipendenti, anche con uffici di servizio dislocati in più sedi fisiche, una interoperabilità applicativa, in modalità asincrona, tra i sistemi operativi di gestione del personale e la Piattaforma nazionale-DGC.

CHI HA FATTO IL VACCINO MA NON HA ANCORA IL GREEN PASS.

Coloro che hanno diritto al green pass ma ne attendono il rilascio o l’aggiornamento devono poter dimostrare di poter accedere al luogo di lavoro. Ci si può avvalere dei documenti rilasciati, in formato cartaceo o digitale, in sostituzione provvisoria al green pass.

Foto copertina tratta da l’ANSA. 

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