A MESSINA IMPAZZA IL BURRACO, IL GIOCO CHE ALLENA LA MENTE

I tavoli ben distanziati, allestiti con il panno verde, luci poco brillanti per distendere la vista, mazzi di carte francesi, schede e penne per i punteggi. È il tardo pomeriggio di uno dei giorni dedicati al torneo di Burraco ed al “Circolo del Bridge” tutto è pronto per accogliere i giocatori

I burrachisti non si fanno attendere e presto tra saluti, risate, definizione delle coppie e l’affrettarsi a raggiungere la propria postazione, l’atmosfera diventa familiare e di festa. Finalmente si torna alla normalità, con qualche accortezza. Grazie alla regolare sanificazione delle carte da gioco ed a tutti gli altri presidi di prevenzione e protezione, riprendono gli incontri in tutta sicurezza.

Nel mondo, il Burraco è diventato un fenomeno sociale senza confini e solo in Italia conta milioni di appassionati. È dal Meridione, a metà degli anni ottanta, che inizia a diffondersi nel resto del Paese proprio per la semplicità delle sue regole.

Il setaccio

Quasi certamente il Burraco nasce negli anni ’40 in Uruguay, tant’è che l’ipotesi più accreditata sull’etimologia del suo nome coincide con “buraco” che in portoghese significa setaccio. Così esaminando e scartando le carte si cerca di chiudere le giocate realizzando il punteggio stabilito.

<< Il Burraco che si gioca oggi – sottolinea Giovanna Insana, vincitrice nel 2008 del titolo italiano, arbitro nazionale e vicepresidente dell’Associazione Burraco Messina  –  non è quello originario, è stato modificato per avvicinarlo a tante persone, rendendolo molto popolare. È un misto tra Canasta e Scala 40, utilizzando Jolly e Pinelle ovvero i 2. Volentieri presso l’associazione si possono organizzare delle lezioni gratuite, ma è un gioco davvero semplice che non richiede grandi allenamenti. Certamente ci sono i vari livelli, ed i tornei vengono organizzati tenendone conto>>. 

I tornei

L’Associazione Burraco Messina, che ha sede presso il Circolo del Bridge di Viale Regina Elena 117, è iscritta alla Federazione Italiana Burraco “F.I.Bur.”. L’associazione organizza i tornei di Burraco due volte a settimana, domenica e mercoledì. Le competizioni sono aperte a tutti i tesserati che, prima di iniziare il torneo, partecipano con una quota che diventa il montepremi per i primi tre classificati. Spesso gli eventi vengono organizzati anche a scopi benefici, coniugando la passione per il gioco e l’esercizio della mente alla solidarietà.

Il giocatore tipo non ha un vero e proprio identikit. Questa passione è diventata davvero trasversale e nonostante siano più numerose le donne, aumenta costantemente la partecipazione di uomini e giovani di tutte le età. Al contrario, quando è arrivato in Italia, era un gioco elitario che circolava tra gli ambienti della politica e dello spettacolo. Tra i burrachisti più noti c’erano Carlo Azeglio Ciampi, Letizia Moratti, Giulio Andreotti, Luciano Pavarotti e Sandra Mondaini, solo per citarne alcuni.

In giro per l’Italia

Periodicamente vengono organizzati grandi eventi, legati al mondo del Burraco, che diventano occasioni per viaggi e nuove esperienze. A fine mese, ci saranno i campionati nazionali a Riccione, a cui prenderà parte un consistente numero di giocatori messinesi. Successivamente, sarà la volta di una competizione, sempre di carattere nazionale, che si svolgerà a bordo della nave da crociera di una delle compagnie più famose, la Costa Smeralda. In via di definizione, invece, l’appuntamento presso il Grand Hotel La Sonrisa del “Boss delle Cerimonie” in Campania. Sul sito della F.I.Bur, si trova l’elenco completo.

da sinistra: Letizia Scolaro, Renato Caldarera, Giovanna Insana ed alcuni tesserati

Aggregazione ed esercizio per la mente

Con il Burraco si trascorre il tempo in compagnia, è un’occasione preziosa di aggregazione sociale. << È un modo per stare insieme – conferma Letizia Scolaro del consiglio direttivo dell’Associazione  – molte persone, di tutte le età, sanno che qui al Circolo possono trovare sempre una compagnia per giocare, relazionarsi e divertirsi>>.

Al “tavolo” si esercita la buona educazione, il rispetto delle regole e degli avversari ed, al contempo, si potenzia la mente. << Il momento migliore per iniziare a giocare a Burraco ma non solo – sostiene il dott. Renato Caldarera, presidente dell’Associazione  – è quando si manifestano i piccoli vuoti di memoria. Qualche anno fa, approcciandomi a queste attività, avevo la sensazione che si riattivassero alcune aree del cervello, avevo fame di numeri e mi allenavo a memorizzare persino tutti i recapiti telefonici degli amici che incontravo. Il Burraco, il Bridge, gli Scacchi sono dei veri e propri sport per la mente. Prossimamente mi piacerebbe creare un Club, all’interno del Circolo, che tutti i pomeriggi dia la possibilità a chiunque di scegliere il gioco che preferisce per allenarsi e riunirsi, a prescindere dalle competizioni >>.

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