GIUSEPPE SAYA, IL TRITONE DELLO STRETTO

“I gesti del nuoto sono i più simili al volo. Il mare dà alle braccia quello che l’aria offre alle ali; il nuotatore galleggia sugli abissi del fondo.” Erri de Luca

L’acqua è l’elemento in cui tutto si genera, nell’acqua nasciamo e nell’acqua il più delle volte ritroviamo noi stessi.

Questo ci ha trasmesso Giuseppe Saya, il Maestro, il Tritone dello Stretto che, dell’acqua, ha fatto un prolungamento del suo stesso “io”.

<<Ho iniziato ad interessarmi a questo sport – ci dice Saya – nel 1986. Facevamo allenamenti all’Hotel Europa, poi ho provato con il mare. L’acqua salata è qualcosa di entusiasmante, è vita, è forza. Il sale arriva dentro le narici, il sapore, l’odore ti anima, ti spinge a “correre” sempre più velocemente>>.

IL MARE TI SALVA…

Ci racconta di lui il “tritone”, che sulla terraferma ha piccoli problemi di deambulazione, e lo fa con il mare negli occhi <<Ogni bracciata che dai è come un passo verso l’infinito – prosegue – io amo nuotare, fa parte di me, è come lanciarsi negli abissi, ci sei solo tu e il cosmo completo che ti circonda. Il blu profondo che si fa buio, il silenzio di un orizzonte che si nasconde in mezzo al cielo stellato. Non le puoi fermare in quel momento le pulsazioni del cuore, viaggiano alla velocità delle onde e trovano il ritmo delle correnti che sono quelle che ti danno la giusta spinta per andare oltre. Sono le braccia che ti trascinano, quasi come se vivessero in autonomia restando in acqua e la direzione la senti sulla pelle, anche se non la vedi>>.

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Giuseppe Saya, che è un impiegato delle poste, ha partecipato a numerose manifestazioni sportive portando “a casa” ottimi risultati <<Ho gareggiato a Procida, Ischia, Follonica, Praia a Mare, ma la Sicilia.. il nostro mare è qualcosa di unico, probabilmente ne sento forte l’appartenenza in quanto siciliano, ma nuotare qui significa essere a casa, significa lanciare tra le onde il cuore e correre a riprenderlo>>.

<<Devo dire che i risultati raggiunti – ci dice con una punta d’orgoglio – sono soddisfacenti, tra i messinesi in ogni gara a cui ho partecipato sono sempre stato primo>>.

CREATURE MARINE… APPASSIONATE DI “NUOTATORI”

Giuseppe Saya ha una voce molto delicata, quasi diafana, sembra non appartenere al nuotatore che ci sta davanti, è come se anche lui fosse una creatura marina, un “tritone” vero che solo nell’acqua trova la sua dimensione <<Il mare è ricco di abitanti, qualcuno lo incontri mentre nuoti, per lo più qualche tonno e le mole che si incuriosiscono dei rumori – continua – si fa la traversata di solito fino a novembre perché il clima ce lo permette, d’inverno, comunque ci attrezziamo e se vogliamo esercitarci ci sono sempre le piscine, ma il mare è un’altra cosa>>.

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LA TRAVERSATA DELLO STRETTO

<<La traversata dello Stretto che parte da Messina a Torre Faro, fino a Villa San Giovanni dura in media un’ora e quindici minuti e, capita sovente, che si fermino anche le navi per faci passare. Siamo in tanti, adesso, – continua – siamo riusciti a coinvolgere anche una trentina di ragazzi che si sono approcciati a questa passione con grande impegno ed ottimi risultati. Facciamo un allenamento duro a volte partendo dalla Risacca dei Due mari ed arriviamo fino alla Pinnazza. Sono tesserato al Club Nicosia di Milazzo che si è sempre distinto per la disponibilità e per la grande professionalità con cui ci fa intraprendere gli avvenimenti sportivi>>.

<<Il nuoto è fondamentale nella mia vita, d’estate mi alleno tutti i giorni, mentre d’inverno almeno tre/quattro volte la settimana… non riuscirei a non farlo. Ti lanci in acqua e via… si parte… si comincia a vivere>>.

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