SAN PLACIDO E LA PESTE DEL 1743-1745

Tra il 1743 e il 1745 la città di Messina è stata scenario di una tremenda epidemia di peste. Gran parte della popolazione perse la vita, tra cui lo stesso arcivescovo Mons. Tommaso de Vidal y de Nin e i Senatori della Città. In questa grave epidemia perirono anche importanti artisti che avevano fatto già conoscere la loro bravura in tutta la Sicilia. Tra questi Letterio Paladino o i fratelli Filocamo.

I messinesi si rivolsero alla Vergine Maria ed ai Santi Compatroni ma il morbo non cessava. Il governatore del tempo Domenico Alliata Di Giovanni Principe di Villafranca riuscì a bloccare la diffusione del morbo per l’intera Sicilia grazie a uno stretto cordone sanitario che cinse Messina e i suoi Casali. Il morbo però riuscì a valicare lo Stretto e colpire la città di Reggio Calabria.

La peste per quasi tre anni imperversò nella città portandola ad una crisi generale. Alla fine, la gravissima epidemia si concluse in un giorno emblematico per la storia religiosa della città che non passò inosservato ai messinesi del tempo.

La città fu dichiarata ufficialmente libera dalla peste proprio il 5 ottobre del 1745. Quasi come se alla fine uno dei suoi più importanti compatroni riuscì a sconfiggere le forze del male. Questo Santo fu San Placido in quanto proprio il 5 ottobre ricade la sua memoria liturgica, giorno in cui tradizionalmente subì il suo martirio a Messina nel 541, insieme alla sorella Flavia, i fratelli Eutichio e Vittorino ed ai circa trenta monaci.

Il martire benedettino ricevette grandi onori, con l’impegno di offrire ogni anno un cero in ringraziamento. Questo omaggio nel corso dei secoli fu perduto ma è stato ripristinato negli ultimi anni grazie all’opera del rettore di San Giovanni di Malta Mons. Angelo Oteri e alla rinata Arciconfraternita Compagnia di San Placido, con a capo Francesca Mangano.

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I quattro Fratelli Martiri

A ricordo della liberazione dalla peste a San Giovanni di Malta si conserva un particolare dipinto.

Il dipinto di San Placido che libera Messina dalla Peste

Eppure, per ricordarsi di questa portentosa liberazione bastava entrare nella storica chiesa e guardare il dipinto posto sull’altare maggiore. La tela, opera di ignoto pittore, raffigura la patrona principale di Messina, la Madonna della Lettera, con ai piedi, invocanti aiuto verso la città, il compatrono San Placido con il supporto di San Rocco, santo specialista contro la peste.

Al centro della scena vi è raffigurato proprio un particolare del porto di Messina con il Lazzaretto, da dove partì la tremenda epidemia.

Anche quest’anno il sindaco di Messina Cateno De Luca, a nome di tutta la Città e ricordo della liberazione della peste, offrirà il 5 ottobre durante la messa delle ore 18.00, celebrata nella chiesa di San Giuliano, un cero al Santo Compatrono. La cerimonia religiosa sarà presieduta dall’Arcivescovo Emerito di Reggio Calabria Mons. Giuseppe Fiorini Morosini alla presenza delle autorità cittadine, degli ordini cavallereschi e delle confraternite.

Monsignor Angelo Oteri, con l’Arciconfraternita Compagnia di San Placido e l’Associazione Aura, ha stilato per l’occasione un ricco programma di iniziative religiose e culturali che hanno avuto inizio proprio questo venerdì. Con questo primo giorno si è presentato un interessante volume dedicato alla vita di San Placido descritta da Pietro Diacono.

Un recente volume di Don Erminio Gallo descrive la vita di san Placido secondo Pietro Diacono.

Il testo è firmato da Erminio Gallo, sacerdote abruzzese e parroco di Torrebruna che da secoli venera San Placido come patrono. L’autore è intervenuto in videoconferenza tracciando le linee fondamentali con cui il noto autore benedettino e bibliotecario di Montecassino ha delineato l’agiografia del santo messinese discepolo di San Benedetto e tradizionalmente morto da martire insieme ai fratelli ed ai suoi monaci in riva allo Stretto.

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Ieri, sabato 2 ottobre, invece è iniziato il solenne triduo con al termine la presentazione dell’interessantissima indagine georadar che ha in pratica confermato la presenza sotto San Giovanni di Malta di una parte dell’antica chiesa ipogeica dedicata sempre a San Placido ed antica sede dell’Arciconfraternita omonima. Queste importanti indagini sono state offerte gratuitamente dalla GeoSgrò di Stefano Sgrò con il supporto del geologo Sebastiano Monaco.

I busti Reliquari dei Santi Martiri

Queste scoperte serviranno finalmente a studiare le modalità di accesso a questi interessanti ambienti ipogeici. Potrebbero inoltre offrire importanti sviluppi sulla storia dell’importante tempio e del suo fondatore San Placido.

Il triduo si concluderà lunedì 4 con il raduno di tutti coloro che hanno il privilegio di chiamarsi Placido o Flavia. La festa del 5 ottobre si aprirà con la messa delle ore 11.00 presso la chiesa di San Giovanni di Malta con successiva supplica ai Santi Martiri.

Nel pomeriggio, a causa dell’emergenza covid, la messa solenne verrà celebrata alle 18:00 nella chiesa di San Giuliano. Al termine della solenne giornata alle 20:00 dinanzi all’antica chiesa di San Giovanni di Malta la banda musicale di Salice eseguirà un omaggio musicale a San Placido per conto del Comune di Messina.

Come da tradizione i festeggiamenti si concluderanno il 6 ottobre con la giornata eucaristica vocazionale e la raccolta alimentare per i poveri. Nei giorni dei festeggiamenti è possibile ritirare l’Acqua di San Placido che scaturisce dal 1588 dal sottosuolo della Chiesa di San Giovanni di Malta, i biscotti Lingue di San Placido ed anche delle piccole piantine di ulivo tratte dallo storico Ulivo di San Placido.

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