BORGO PANTANO A ROMETTA: MISTERI, STORIE E NATURA DA SCOPRIRE

Sulla strada provinciale che collega Rometta alla sua frazione marina, si trova un antico insediamento dalle origini incerte. Basta percorrere appena 6 km dallo svincolo dell’A20 per circondarsi di natura, mistero e silenzio.

Borgo Storico Pantano, iscritto nel Registro delle Eredità Immateriali della Regione Siciliana, è un luogo magico, tutto da scoprire. Questo weekend, in occasione del Festival “Le Vie dei Tesori”, l’associazione “Fotografando verso Sud”, ha organizzato una passeggiata, macchina fotografica in spalla, per far conoscere ed apprezzare il sito. Si può prenotare la propria partecipazione su www.leviedeitesori.com

IL PAESE DEI MISTERI

Pare che nel 1296, le Suore della Diocesi di Messina si insediarono qui, coltivando l’orto e le erbe officinali per sostentarsi. Appena qualche anno dopo, però, nel 1304, abbandonarono questo luogo troppo isolato e pericoloso. Nessuna testimonianza sulle sorti del paese, fino al 1347. In quell’anno, la peste nera colpì Messina ed una comunità di origine ebraico-spagnola residente nella città dello Stretto, già dal 1000, si trasferì a Pantani per scongiurare il contagio. Il luogo isolato, l’aria salubre e la presenza di una vasca per i salassi con le sanguisughe, l’unico rimedio conosciuto ai tempi per curare la peste e non solo, incoraggiarono l’insediamento.

LA COMUNITA’ EBRAICA

In questo luogo solitario, la comunità ebraica prosperò serena per molto tempo, praticando la medicina spagirica tra erboristeria ed alchimia e dedicandosi all’agricoltura. Successivamente, con l’editto di espulsione del 1492, si decise di cancellare la presenza ebraica dai regni spagnoli ed iniziò un periodo buio di inquisizione e persecuzione. Molti ebrei finsero la conversione per evitare di essere cacciati o condannati al rogo. Ma nel 1515 fu ordinato a tutti gli ebrei, convertiti o meno, di lasciare il Regno. Si perdono nuovamente le tracce storiche, fino a quando è certo che intorno al 1960, con lo sviluppo del polo industriale di Milazzo, gli ultimi 77 abitanti abbandonarono definitivamente il piccolo borgo. Tutt’oggi disabitato.

ARCHITETTURE D’AVANGUARDIA

La cultura e la tradizione ebraica, sono evidenti nei canoni architettonici delle abitazioni. Ogni costruzione sfruttava al meglio l’energia solare ed era dotata di una cisterna per la raccolta delle acque piovane, caratteristiche peculiari per i tempi e la zona. Non rispecchiava certamente il tipico insediamento rurale.  Nel villaggio, era particolarmente sentita la vita di comunità, i rapporti sociali si basavano sulla collaborazione ed il soccorso reciproco. Una piccolissima società perfetta fatta di armonia tra gli uomini e rispetto per la natura.

IL MONACO EREMITA E LA MEDICHESSA

Attorno al borgo, si trovano diversi terrazzamenti realizzati per la coltivazione delle erbe officinali. Si narra di un monaco eremita, esperto conoscitore di erboristeria, che visse in questo luogo esercitando un suo particolare approccio medico. Ma si racconta anche di una figura femminile molto discussa, la “medichessa”, che probabilmente venne perseguitata dalla chiesa, poichè ritenuta una strega.

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Sono, invece, certi e numerosi i collegamenti storici che legano le erbe e le spezie di Pantano all’antica farmacia di Roccavaldina. Probabilmente la stessa fu realizzata contemporaneamente alla costruzione del borgo, come testimoniato dall’architettura e dai materiali con cui è stata realizzata, tipici della tradizione ebraica.    

LA CHIESA DI S. MARIA DELLE GRAZIE

Una trentina di costruzioni, organizzate su due schiere e perfettamente conservate, si stringono attorno ad una chiesetta dedicata a S. Maria delle Grazie. Un tipico esempio di architettura religiosa del XV secolo già più volte oggetto di interventi di restauro e, purtroppo, saccheggi. Come il quadro del 600 trafugato dalla mafia e sostituito con una copia. Attualmente la chiesa si può visitare solo due volte l’anno, a maggio e luglio. Al suo interno di trova una rara statua della Madonna che allatta risalente all’800, oltre che opere pittoriche ricche di simboli nascosti.

 RECUPERO E RILANCIO

È già stato avviato ed è ancora in atto un intenso ed attento lavoro di recupero del borgo, guidato da Orazio Bisazza. Grazie all’associazione “Incanti & Memorie” fondata insieme alla madre Maria Cannuli originaria del luogo, ha preso vita un progetto integrato di sviluppo etico-sostenibile. Con il Centro di Interpretazione del Territorio, C.I.T., realizzato sul territorio, si coordinano tutte le attività. L’obiettivo è quello di creare in futuro un centro, in stile quasi monastico, che possa ospitare chiunque voglia vivere la magia del borgo e ricongiungersi con la natura in senso olistico.  

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Si ringrazia per il materiale fotografico Valentina Gasparre dell’Associazione “Fotografando Verso Sud”

 

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