orto botanico messina

UN GIRO INTORNO AL MONDO NELL’ORTO BOTANICO DI MESSINA

Un incantevole luogo in pieno centro città nel quale ossigenarsi e vivere un’esperienza unica. L’Orto Botanico è infatti sede di molti tesori, alberi monumentali, fossili viventi e specie tra le più singolari.

 

Via all’edizione 2021 de “Le vie dei Tesori”,  una grande occasione per la riscoperta dei luoghi patrimonio della città, che spesso non si ha l’occasione di vedere o di esplorare nel modo giusto. Il festival nasce proprio con questo intento, scoprire i tesori. E la città di Messina ne ha ben 17 dalla biblioteca regionale universitaria Giacomo Longo al Castel Gonzaga, diverse chiese dedicate a Santa Maria, forti, la villa Giovanna Sede Mater Vitae, il Sacrario di Cristo Re, ed in ultimo l’Orto Botanico Pietro Castelli, oasi verde della città dello Stretto.

 

La Storia

L’Orto Botanico è dedicato a Pietro Castelli, un medico e botanico di Roma. Nel 1638 gli fu dato l’incarico di gestire il primo orto botanico di Messina, non l’attuale, di cui non abbiamo più traccia. L’invasione spagnola infatti lo distrusse nel 1678. La città inseguito dovette aspettare tanti anni prima di poterne avere un altro. Si parla della fine dell’Ottocento (1883-89) con la fondazione ad opera di Antonino Borzì. All’inizio era veramente grande, ma la sua dimensione fu sconvolta sia dalla storia naturale della città con il terremoto, la seconda guerra mondiale che dal successivo piano urbanistico. Riducendosi fino ad un ettaro, grandezza attuale. Da queste vicende rimane la presenza di grandi alberi monumentali che risalgono a quei periodi.

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I suoi tesori

Il giardino Botanico ad oggi è caratterizzato da una forma irregolare ai due lati del viale d’ingresso. Custodisce al suo interno specie provenienti da tante parti del mondo, specie autoctone ed a rischio di estinzione, quindi luogo di tanti tesori inimmaginabili. Conta 3500 piante grasse e in totale 6100 esemplari di cui la maggior parte in vaso per questioni di spazio. Inoltre svolge un ruolo molto importante, in quanto struttura universitaria permette di studiare le piante con un continuo scambio di semi tra le diverse università per preservarne le varietà. Negli ultimi anni dedica molta attenzione alla conservazione della biodiversità, in particolare con campioni che stanno scomparendo in natura.

Dentro l’Orto Botanico

Iniziando il percorso ci si trova in quello che si può definire il polmone verde di Messina, ci accoglie il busto del fondatore. E poi alberi altissimi, secolari dalle differenti forme di foglie e tronchi.

È un luogo magico perché offre degli scenari incredibili impossibili da vedere in natura tutti insieme, un connubio tra specie esotiche e mediterranee. Esempi sono le liane del Brasile, le felci australiane alte 12 metri definite come fossili viventi (dai primi ritrovamenti 70 milioni di anni fa fino ai giorni nostri non si sono mai modificate mantenendo le stesse caratteristiche), le felci woodwardia e alcicorne dall’aspetto tipico tropicale, il maestoso pino dell’Himalaya specifico del Nepal e del Tibet con strobili molto particolari, il tiglio platyphyllos, l’eucalipto australiano, le cycas dall’estremo oriente, la singolare Dracaena o albero del drago proveniente dalle isole Canarie, la collezione dei Pelargoni del Sud Africa, Ginkgo biloba conosciuto anche come albero dei ventagli originario della Cina. Passeggiando all’interno dell’orto si viaggia e si gira il mondo in pochi attimi grazie al meraviglioso ambiente, creato e preservato negli anni dai tanti studiosi. Un’esperienza unica.

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Presenti anche la serra delle piante carnivore, tra cui la famosa Dionea con le foglie che ricordano delle bocche ed il giardino delle piante grasse, un mondo straordinariamente affascinante con migliaia di specie, coltivate in serra e all’aperto dalle forme più strane come il Cactus corallo ed il Cactus cervello.

E per finire è da sottolineare la rilevante presenza del limonio di Capo Alì, scelta come logo dell’orto. Prediletta poichè tra tutte le specie della Sicilia nord orientale è quella tra le più minacciate. Il limonio cresce solo su una rupe che si trova proprio a capo Alì. Nel 2008 l’Orto Botanico di Messina ha portato avanti una campagna per raccoglierne i semi e molte piantine sono state rimesse su questo costone roccioso per cercare di diminuire il suo rischio di estinzione. Un lavoro fondamentale.

E c’è ancora tantissimo da vedere! La visita all’Orto Botanico nel corso del festival le vie dei tesori sarà disponibile la mattina di domenica 18 settembre.

Mariacristina La Rosa

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