mamme di motta camastra

IN CUCINA A CASA DELLE MAMME DI MOTTA CAMASTRA

Cucina mutticiana e l’accoglienza delle signore del posto, sono le caratteristiche che stanno alla base dell’esperienza nel borgo di Motta Camastra, dove il tempo sembra essersi fermato ma la voglia di farlo conoscere è tanta. Chi ha partecipato, è tornato una seconda volta!

Sette mamme e la loro volontà di non cancellare le tradizioni del paese in cui sono nate e dove vivono tutt’ora, ha dato vita alle “Mamme del borgo di Motta Camastra”. Un piccolo borgo situato nella valle dell’Alcantara a pochi passi dalle famose Gole, attrazione per tanti stranieri, che rischia di spopolarsi in pochi anni. Da qui l’idea che ha preso il via, grazie all’ispirazione di un progetto di cucina casalinga già esistente di ragazzi pugliesi. Ce ne parla, Maria Angela Currò, una delle mamme del paesino:

“Ci siamo associati a loro per l’uso del marchio “le mamma del borgo” e l’abbiamo adattato nel nostro paese. Ci organizziamo in gruppi, mettiamo a disposizione le nostre case ed in alcune date stabilite prepariamo i pranzi accogliendo le persone che prenotano l’esperienza”.

Come si svolge l’esperienza?

Un’immersione totale, dalle 5 alle 6 ore, in quella che è la tradizione del borgo a partire proprio dalla sua storia. I visitatori vengono accompagnati per le piccole strade di Motta da una guida locale, spesso una delle mamme, per poterlo ammirare e scoprirne i suggestivi scorci. Successivamente si entra nel vivo della giornata con la preparazione dei piatti.

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“Cuciniamo soltanto prodotti di stagione che acquistiamo da produttori della zona. In base al periodo cambia anche il menù, ad esempio in estate c’è una grande abbondanza di verdure e prepariamo la caponata, la pasta alla norma, le polpette in foglia di limone. Cerchiamo insomma di sfruttare ciò che offre il territorio”.

I turisti sono coinvolti in tutto e per tutto, infatti se lo desiderano possono partecipare alla realizzazione delle pietanze insieme alle mamme. La signora Maria Angela ci dice di più:

“Insegniamo loro l’arte dei maccheroni trafilati a mano, l’arancino al pesto di noci tipiche di Motta, la caponata. Sono sempre molto entusiasti ed interessati. Chi prenota l’esperienza con noi lo fa sapendo già di poter sperimentare in prima persona i diversi piatti”.

Si instaura così un vero e proprio rapporto durante il giorno, fatto di chiacchere, risate, buon cibo, condivisione del proprio sapere, che tante volte dura nel tempo “Capita di risentirci. Ci chiamano, tornano durante l’anno e propongono ad altri amici questo tour nel borgo di Motta. È sempre un piacere per noi continuare l’amicizia”.

Al momento è un servizio molto apprezzato e richiesto, sia dagli stranieri che dalle persone del posto che si organizzano proprio per andare a mangiare a casa delle mamme di Motta, preferendolo ad un pranzo al ristorante.

“Il contatto e l’approccio sono diversi. Fare qualcosa insieme non è uguale ad un piatto servito direttamente al tavolo del ristorante. E poi rimane quella libertà che mancherebbe in un locale. Le persone sono libere di muoversi, entrano dentro casa, è come far parte di una famiglia. È proprio il contatto umano che fa la differenza. Si sentono completamente immersi nella nostra atmosfera” – Ci spiega la signora e continua -”Motta è un paese molto piccolo. È difficile avere delle persone che arrivano interessate a visitare, quindi essere richiesti ci inorgoglisce. Cerchiamo di tenere un po’ vivo questo paese che si sta spopolando.”

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Cosa rappresenta per voi mamme questo progetto?

“L’aver creato qualcosa che prima non c’era. Poi il piacere dello stare insieme, oltre all’ospitalità che riserviamo ai turisti, spesso ci riuniamo tra di noi per delle feste. Momenti che mancavano e che si stavano perdendo anche qui. La soddisfazione più grande però è essere riuscite a far conoscere il nostro paese e continuare a portare persone interessate a comprendere questa realtà. Non essendo un paese propriamente di passaggio”.

Tornare all’autenticità, ai veri rapporti umani, apprendere delle tradizioni e metterle in pratica è qualcosa che manca al giorno d’oggi. È un turismo diverso da quello a cui siamo ormai abituati, ma del quale c’è bisogno per continuare a portare avanti la storia e la ricchezza che le persone del luogo ancora riservano. E le Mamme del Borgo di Motta Camastra, con tanto impegno e passione, lo fanno egregiamente!

Mariacristina La Rosa

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