QUANDO TUO FIGLIO CADE IN UNA DIPENDENZA NON FARE FINTA DI NULLA

«Per le famiglie dei giovani che sono dipendenti da droghe o anche dal gioco, è più semplice fare finta di nulla, pensano che non sia un problema grave, che sia solo passeggero, ma purtroppo non è quasi mai così». Sono queste le parole di Nino Modica, il messinese guarito dalla ludopatia, che oggi svolge un ruolo di supporto alla comunità di San Patrignano di Catania e alle centinaia di ragazzi e soprattutto di famiglie che chiedono aiuto.

Sì, perché la maggior parte delle persone che entrano in comunità ha tra i 16 e i 24 anni. Giovani e giovanissimi, che cadono nel vortice della dipendenza e che spesso non riescono più ad uscirne.

Nino Modica a San Patrignano

«In un anno, a San Patrignano accedono 2-4mila persone – ha spiegato Modica. L’80% di questi sono giovani e il restante appartengono alla fascia di età dai 25 ai 40 anni. La maggior parte di questi sono dipendenti da droghe, si inizia dalla canna e poi successivamente si passa alla cocaina, raramente oggi si fa uso di eroina. La ludopatia, nonostante questo, sta per equiparare statisticamente la dipendenza da droghe».

UNA DIPENDENZA DI CUI SI PRENDE COSCIENZA SOLO DOPO AVER TOCCATO IL FONDO.

“La presa di coscienza arriva quando tocchi il fondo – racconta Modica. Quando non hai più dove trovare soldi, non sai più a chi rivolgersi. Di contro, dopo il diretto interessato, anche la famiglia ne prende atto. Spesso è così perché il tossico sviluppa un meccanismo di difesa, in cui diventa l’imbroglione numero uno al mondo. Un meccanismo molto particolare”.

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E’ per questo che bisogna essere preparati ed essere coscienti che le figure di supporto ci sono e possono aiutare veramente il giovane a uscirne.

COME SI PUO’ RICONOSCERE UNA DIPENDENZA NEI FIGLI.

“La dipendenza da droghe è più facile da individuare perché ha conseguenze fisiche – spiega Modica – si vede il cambiamento nella persona dipendente. Per la ludopatia è più complicato, perché ti permette di nascondere la dipendenza. Sei sempre cosciente di quello che fai,  ma fai finta che non ci sia, come ho fatto anche io alla fine. Vivi una realtà parallela”.

COME CHIEDERE AIUTO.

Poi arriva il momento della coscienza. Soprattutto per la famiglia, quella per la quale spesso è più difficile ammettere di avere bisogno di un supporto. A quel punto è necessario chiedere aiuto.

“Io sono referente di San Patrignano per Messina, chiunque può contattarmi in qualsiasi momento. Da quel momento comincia un iter, io contatto il ragazzo, ci parlo e capisco se effettivamente vuole farsi aiutare. A quel punto lo porto a Catania, dove fanno dei colloqui con i referenti della comunità. C’è gente che impiega mesi prima di essere ammesso, perché una volta entrati si mette in moto il mondo per aiutarti, quindi devi dimostrare di voler intraprendere veramente questo percorso. Chiaramente tu puoi mollare quando vuoi anche mentre sei dentro, anche perché il percorso è duro. Il percorso a San Patrignano, sia per i tossicodipendenti che per i ludopatici è uguale, cambia la durata, il primo dura 4 anni, per il secondo 2. Nel primo caso in più c’è il periodo di disintossicazione”.

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UN PERCORSO OLTRE LA COMUNITA’.

“Fino a ora sono riuscito a far entrare due persone – ha raccontato infine Modica – di cui uno ormai è là da un anno. La cosa bella di San Patrignano è che tutto è basato sul lavoro, un modo anche per dare uno strumento di riscatto a questi ragazzi una volta usciti. Chi esce e non fa nulla ricade, quindi si danno in mano ai ragazzi gli strumenti per andare avanti. Si prospettano un futuro diverso da quello che immagineresti”.

Nino Modica mette a disposizione i suoi contatti per chi ne avesse bisogno:  3485831259 / email : ninomodica060167@gmail.com.

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