IL CULTO DI SAN GIOVANNI DECOLLATO E LE SEPOLTURE DEI CONDANNATI A MORTE

Nell’odierna memoria del martirio di San Giovanni Battista, Messina rinnoverà il suo antico legame con questo significativo personaggio religioso, cugino dello stesso Gesù di Nazareth.

In città il più antico luogo di culto del Precursore è la chiesa di San Giovanni di Malta, fondata da San Placido nel ‘535. Da sempre, però, la devozione del popolo messinese si concentra nella vicina chiesa di San Giovanni Decollato, posta ai piedi del Santuario di Pompei e retta dall’omonima confraternita. Questo luogo di culto ha origini molto antiche e il suo sottosuolo ha ospitato da sempre le sepolture dei condannati a morte giustiziati a Messina.

Esterno della chiesa

Le origini della confraternita e della stessa chiesa affondano alla fine del Quattrocento quando fu costruito un primo edificio nel piano di Terranova, nei pressi dell’attuale Stazione ferroviaria. I confrati edificarono il loro primo luogo di culto sui resti della più antica chiesa di Santa Restituta. Nel 1611 i confrati ospitarono i padri Agostiniani Scalzi che qualche anno dopo, con il sostegno dell’arcivescovo e del vicerè del tempo. Riedificarono una propria chiesa con un annesso convento e costruirono un nuovo tempio a San Giovanni Decollato che concessero ad uso esclusivo per la confraternita. Purtroppo, questo edificio dovette essere abbattuto diversi decenni dopo per la realizzazione della Real Cittadella di Carlos de Grunembergh.

La chiesa di San Giovanni Decollato è presente sulle prime alture di Boccetta dal 1689.

I confrati si trasferirono nell’attuale sede, nei pressi di quello che fu il forte dell’Andria. Qui nel 1689 eressero il nuovo tempio sui resti dell’antica chiesa di San Carlo Borromeo. Nel 1727 l’arcivescovo mons. Giuseppe Migliaccio benedì e aprì al culto la nuova chiesa dedicata al Precursore, solennemente consacrata, però, proprio il 29 agosto del 1747.

LEGGI ANCHE  LA DIVINA COMMEDIA "IN PUNTA DI PENNA" IN MOSTRA AL PALACULTURA

Fin dalle remote origini la principale attività di pietà di questa confraternita era proprio una delle Sette Opere di Misericordia Corporale cioè quella di dare sepoltura ai condannati a morte. Questa attività si svolgeva in onore al proprio patrono San Giovanni Battista, condannato a morte per decapitazione da re Erode Antipa.

Mentre i nobili confrati dell’Arciconfraternita di San Basilio degli Azzurri accompagnavano e consolavano i condannati verso la forca, i confrati di San Giovanni Decollato recuperavano il corpo del malcapitato e gli davano degna sepoltura nella cripta ipogeica della propria chiesa. Le condanne a morte, per decapitazione e poi per impiccagione, a Messina avvenivano sulla Cortina del Porto nei pressi della chiesa delle Anime del Purgatorio, ma anche a piazza Palazzo Reale o nel piano di San Giovanni Gerosolimitano, oggi Villa Mazzini. Tra gli ultimi a usufruire di questo servizio fu il giovane calzolaio Giuseppe Sciva nel 1847. Fu l’unico condannato a morte per la rivolta antiborbonica del 1 settembre.

Importanti opere d’arte decoravano la chiesa, oggi in parte custodite al Museo Regionale.

Prima del terremoto del 1908 la chiesa era decorata da importanti opere d’arte tra cui una tela raffigurante la Decollazione di San Giovanni attribuita un tempo al grande Michelangelo Merisi da Caravaggio ma poi assegnata a Mario Minniti. Inoltre una tela di San Carlo Borromeo di Andrea Suppa ed una interessante Ambasceria dei Messinesi alla Vergine di Mattia Preti. Celermente riedificata negli anni della ricostruzione, dovette soccombere ai bombardamenti anglo-americani del 1943. I confrati con forte spirito di appartenenza e devozione a San Giovanni Battista riedificarono nelle attuali forme graziose la chiesa.

LEGGI ANCHE  IL CIRS LANCIA IL PREMIO MARIA CELESTE CELI, NEL RICORDO DELLA POETESSA MESSINESE

Alla costruzione lavorarono gli stessi confrati, tra cui anche gli abili decoratori Giovanni Marra e Giuseppe Cannavò. I vecchi confrati raccontavano che nel ricostruire la chiesa non furono stravolte le sepolture dei condannati a morte che ancora riposano nel sottosuolo.

Il nuovo tempio presenta il catino absidale affrescato da Luciano Bartoli con il Battesimo di Gesù, presente altresì una tela con la Decollazione del Battista del 1925 del Bonsignore, una Madonna della Lettera tra i Santi Placido ed Eustochia di Adolfo Romano e un Sacro Cuore di Michele Amoroso. Il moderno prospetto della chiesa presenta un mosaico raffigurante la Predicazione del Battista realizzato dalla scuola Beato Angelico di Milano. Qualche anno fa Ivan Crea ha realizzato alcune nuove tele, per interessamento dell’allora rettore mons. Salvatore De Domenico.

Ancora oggi la confraternita rende omaggio a San Giovanni il 24 giugno e il 29 agosto. In particolare, quest’ultima festa, legata al suo martirio, è solennizzata con la processione del simulacro del Battista. Per il trasporto si usa un antico fercolo che un tempo serviva per portare a spalla in processione la monumentale statua dell’Immacolata dell’omonima chiesa di Viale Boccetta.

Quest’anno, a causa del Covid, per il secondo anno consecutivo non si terrà la processione. La chiesa di San Giovanni Decollato, nonostante le varie ricostruzioni, mantiene viva una importante devozione e dovrebbe ricordare con le sue antiche sepolture l’assurdità della condanna a morte, praticata ancora in tante nazioni.

Marco Grassi.

interno della chiesa

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI