IL CUORE DEI MESSINESI BATTE PER LA VARA

Gloriòsa dicta sunt de te, Maria, quae hòdie exaltàta es super choros Angelòrum, et in aetèrnum cum Christo triùmphas.

L’antifona d’ingresso della messa vespertina della vigilia della solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria ci trasmette la gioia di questo mistero. Al contempo ci dà già una descrizione della festa religiosa più importante del popolo messinese.

L’iconografia della Vara dell’Assunta, infatti, descrive nel dettaglio la gloria dell’Assunzione in corpo ed anima della Vergine Maria con le schiere degli angeli ed il trionfo con il Cristo in eterno.

Messina è città mariana per eccellenza grazie a quella epistolare benedizione del 42 d. C. ed ai tantissimi titoli mariani che nei secoli hanno arricchito questo particolare rapporto filiare. Non poteva che scegliere di festeggiare in maniera più solenne la sua Celeste Patrona, che nel giorno in cui la Chiesa Universale rende grazie al Signore dell’Assunzione al cielo di sua Madre. Una solennità mariana considerata da sempre la festa principale della Vergine Maria. Nel Dies Natalis di Maria, infatti, la Chiesa Cattolica celebra il compimento del Mistero Pasquale. Essendo Maria la piena di grazia, senza nessuna ombra di peccato, il Padre l’ha voluta associare alla resurrezione di Gesù.

Dal 1535 Messina ogni anno onora la propria Patrona con la macchina festiva della Vara.

Messina da quasi cinque secoli ininterrotti ogni 15 Agosto si ritrova ai piedi di Maria. Nonostante la forte calura estiva, i messinesi si radunano attorno a questo meraviglioso apparato devozionale rinascimentale, un popolo che da sempre si è affidato alla sua Veloce Ascoltatrice.

Ogni anno le lunghe gomene in canapa, legate con maestria marinara al ceppo della Vara, raccolgono il sudore dei messinesi ma anche e soprattutto tante preghiere e suppliche celate nei cuori dei tiratori. Perché chi tira la Vara dell’Assunta sente l’obbligo di ringraziare la Vergine Maria per una grazia ricevuta personalmente o da qualche familiare, si vuole affidare alla Madre di Cristo affinché lo possa guidare sulla buona strada e possa risolvere i mille problemi di questa vita o si aggrappa a queste corde per semplice devozione e segno di appartenenza. Molti di questi tiratori ormai, viste le condizioni economiche della Città, percorrono migliaia di chilometri per rientrare in tempo a Messina per tirare le corde di Maria.

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Il significato delle corde.

Queste gomene al termine della processione verranno tagliate e distribuite con le immaginette a tutti i fedeli, in particolare ai malati, agli anziani ed ai carcerati, quasi come fossero delle reliquie. Molte volte questi sentimenti devozionali non traspaiono a coloro che guardano con distacco la processione o addirittura non hanno mai partecipato, perché distratti dalla forte componente popolare, ma chi tira, ne siate certi, tira per Fede.

Basterebbe solo sentire quel forte grido all’unisono del W Maria, che esprime fatica e gioia in contemporanea, per rimanere attoniti e commuoversi. Poi se pensiamo che questo antico rito si perpetua da secoli in una Città che ha visto totalmente distrutti i propri spazi urbani ed anche la propria identità e che nel solo XX secolo è stata totalmente devastata per ben due volte, tutto ciò sa veramente di miracoloso, di prodigioso e di sacro.

Non si tratta di un evento folklorico ma di una processione tanto che un tempo all’intero percorso partecipava lo stesso Arcivescovo con paramenti solenni.

Foto d’epoca del tiro della Vara

Un tempo all’intero percorso processionale partecipava addirittura l’Arcivescovo, abbigliato con paramenti solenni, con il Protometropolitano Capitolo Cattedrale, vestito con piviale e mitria canonicale. Con lui una rappresentanza del clero e del seminario.

Questa presenza da diversi decenni si è ridotta nel breve tratto tra il Palazzo Arcivescovile e Piazza Duomo. In particolare, per il Capitolo il 15 Agosto sarebbe la festa dello stesso prestigioso organismo. La Basilica Cattedrale, infatti, è dedicata all’Assunta. L’emblema dei Canonici è proprio la Vergine che ascende al cielo sormontata dal galero a sei fiocchi dei Protonotari Apostolici.

In sostituzione dell’Arcivescovo e dei Canonici, per l’intero percorso processionale la guida spirituale è affidata ad un cappellano. Questo per diversi decenni è stato Mons. Vincenzo D’Arrigo. Il sacerdote anima la preghiera nei momenti salienti. Tra questi l partenza da Piazza Castronovo con la benedizione delle corde, sul viale Boccetta con la preghiera rivolta alla Vergine della Sacra Lettera o all’arrivo a Piazza Duomo con il canto di inni mariani, in attesa del trionfale arrivo della Vara e del tradizionale discorso e benedizione dell’Arcivescovo.

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Da un paio di anni Mons. Vincenzo D’Arrigo è stato sostituito da Padre Antonello Angemi. Quest’ultimo, conoscendo bene la festa per tradizione familiare, è stato incaricato di essere presente durante la processione sul ceppo accanto al simulacro della Madonna dormiente.

Il legame con le Clarisse di Montevergine. 

Proprio questo simulacro, tanto caro al popolo messinese, ci ricorda che durante la processione le suore Clarisse di Montevergine si uniscono con la loro incessante preghiera alla processione. Il legame tra le seguaci di Santa Eustochia e la Vara si fonda intanto sul fatto che la chiesa di Montevergine sia dedicata all’Assunta. Lo ricordavano gli affreschi della volta realizzati da Letterio Paladino ed andati distrutti nel 1908.

Altresì il simulacro della Dormizio è di proprietà del monastero e concesso ogni anno per l’allestimento della Vara, tanto che il Comune di Messina ed il Comitato Vara da sempre offre per intero le offerte raccolte alle Clarisse di Via XXIV Maggio. Infine, come ennesima conferma, dal 1777 il Senato e poi il Comune di Messina offre un cero alla concittadina Eustochia Smeralda Calafato il 22 Agosto, ad una settimana precisa dalla processione della Vara. Si tratta di un segno di ringraziamento e protezione.

La Vara e i Giganti di Enzo Colavecchio

La processione della Vara è la più grande manifestazione religiosa della Città di Messina. Per questo va sempre più promossa e valorizzata a partire da tutti noi messinesi. In particolare da coloro che da sempre l’anno esclusa o ignorata a causa di pregiudizi e malintesi. La Vara è stata e sarà sempre di tutti i Messinesi, simbolo indiscusso di Fede e devozione mariana, e di questa caratteristica negli ultimi vent’anni ne è stato garante il Comitato Vara.

Marco Grassi.

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