LO ABBIAMO SOGNATO FINO ALLA FINE…E ABBIAMO VINTO!

“C’era uno stadio stracolmo di Inglesi che si sentivano la vittoria in mano, che ci cantavano in faccia e che ci deridevano. Convinti e Prepotenti. E poi c’eravamo noi, pochissimi Italiani uniti che cantavamo con tutto il cuore, noi che ci abbiamo sperato e sognato fino alla fine. Gli inglesi non ci davano due lire. È stato bello dare loro una lezione“.

Sono parole emozionate e piene di gioia, quelle di Ersilia Calabrò, messinese residente a Londra, che ha vissuto la finale di Euro2020 dallo stadio di Wembley. Racconta di una notte difficile, ma comunque magica, tra gli spalti, allo stadio dove ieri sera si è disputata la partita della storia, la partita che ci ha portati, contro ogni pronostico, in vetta all’Europa, con in mano la coppa.

La finale Italia-Inghilterra sarebbe stata difficile e sudata, questo si sapeva. E si sapeva anche che le poche migliaia di italiani che per grande fortuna sono riusciti ad aggiudicarsi un ticket per la partita, non avrebbero avuto vita facile per sostenere i nostri Azzurri in campo, contro lo spietato tifo dei “padroni di casa”.

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Lo stadio di Wembley

“Abbiamo avuto qualche problema all’entrata – ha raccontato Ersilia. Ci hanno bloccati davanti ai cancelli alle 18, tutti ammassati, perché alcuni tifosi erano riusciti a sfondare un cancello secondario e entrate senza biglietto. Siamo riusciti ad accedere ai nostri posti, in tribuna d’onore solo durante l’inno. Attorno a noi erano quasi tutti inglesi, sicurissimi di vincere loro”.

Entusiasmo e maggioranza numerica, però, non sono bastati. “Noi eravamo veramente pochi, però ci abbiamo sperato fino all’ultimo ed è stato bellissimo vincere. Loro sono rimasti malissimo, a un certo punto non cantavano più, molti se ne sono andati prima della cerimonia di premiazione”.

Gli italiani, invece, anche se pochi, erano tutti lì, con il cuore in sospensione a sostenere i campioni Azzurri fino all’ultimo. “Ho aspettato che se ne andassero proprio tutti per uscire dallo stadio, per la mia sicurezza. Ho visto tutte le interviste, la premiazione della vittoria. Jorginho ha preso la bandiera dell’Italia che avevo preparato con su scritto “Messina c’è”, un momento unico e indimenticabile. L’ha raccolta e se l’ha tenuta. Ma l’emozione più grande è stato vincere, in barba alla prepotenza inglese. È stato spettacolare, stupendo, io mi sono fiondata vicino il bordo campo per riprendere tutto. Ancora non ci credo, ancora non ci crediamo“.

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La bandiera preparata da Ersilia e raccolta da Jorginho

“Con i soldi puoi anche comprare tutti i posti allo stadio ed il tifo – ha concluso Ersilia – ma la vittoria, quella NO. E alla fine la storia la conoscete: abbiamo vinto!”.

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