L’ITALIA ALLA SFIDA FINALE

La speranza era viva ma solo in pochi osavano anche solo pronunciare la parola finale. Adesso però ci siamo. C’è l’Italia di Mancini che questa sera, a Londra nello stadio di Wembley (h. 21), sfiderà l’Inghilterra padrona di casa nella partita che vale il trono d’Europa.

Conta solo il campo

Le semifinali hanno confermato come a parlare, in questo pazzo torneo, possa essere solo il campo e che nulla possa darsi per scontato.

L’Italia meno brillante vista ad Euro2020 ha superato ai rigori una Spagna apparsa molto più in palla. L’Inghilterra, padrona di casa e favorita d’obbligo, ha battuto invece una sorprendente e combattiva Danimarca. Agli uomini di Southgate, che alla fine hanno meritato di vincere, è comunque servito un contestatissimo rigore per passare il turno.

 

I Maestri inglesi alla prima finale europea

Per la Nazionale dei Tre Leoni si tratterà della prima finale europea della storia. L’Italia giocherà invece la sua quarta finale. Solo una volta però, nell’Europeo del 1968 disputato in casa, gli Azzurri si sono laureati campioni.

I precedenti

La finale di Euro2020 sarà la sfida numero 28 tra Inghilterra ed Italia. Il bilancio è favorevole agli Azzurri che si sono imposti 10 volte contro le 8 dei britannici. Nove i pareggi.

Nelle fasi finali delle principali competizioni per Nazionali, Italia ed Inghilterra si sono affrontate 4 volte. La Nazionale azzurra si è sempre imposta.

Ad Euro2012, nella partita che valeva la semifinale, l’Italia vinse ai rigori anche grazie al “cucchiaio” di Andrea Pirlo. Ai fallimentari mondiali brasiliani del 2014, l’unica vittoria italiana arrivò all’esordio proprio contro gli inglesi. Le ultime due sfide, le amichevoli del 2015 e del 2018, sono invece terminate entrambe in pareggio.

Il cammino dell’Inghilterra a Euro2020

La Nazionale di Southgate ha disputato quasi tutte le partite di Euro2020 a Wembley. In questo discutibile torneo itinerante, gli atleti inglesi sono quelli che hanno viaggiato meno di chiunque altro.

La porta inviolabile ed i gol di Sterling

Nel girone di qualificazione i britannici hanno raccolto sette punti, frutto di due vittorie per 1-0 contro Croazia e Repubblica Ceca inframezzate dallo 0-0 nel combattuto derby contro la Scozia.

L’Inghilterra ha mostrato solidità difensiva, organizzazione di gioco e ottime individualità. Raheem Sterling su tutti. L’attaccante esterno del Manchester City ha infatti realizzato entrambe le reti segnate dagli inglesi nella prima fase del torneo.

Contro la Germania si sblocca Kane

Negli ottavi di finale, giocati ancora a Wembley, i Leoni d’Inghilterra hanno sconfitto la Germania 2-0, nel più classico dei derby d’Europa. Nonostante i tedeschi non avessero demeritato, sono stati ancora la solidità difensiva ed il solito Sterling a togliere le castagne dal fuoco a Southgate. Rispetto alle prime partite inoltre, proprio contro la Germania è arrivato anche il primo gol di Harry Kane, in ombra e a bocca asciutta fino a quella partita.

Passeggiata romana

Nei quarti di finale, per la prima volta ad Euro2020, gli inglesi lasciano Wembley per volare a Roma. Allo stadio Olimpico, contro una deludente Ucraina, finisce 4-0. È la prova più convincente offerta fino a questo momento dalla Nazionale d’Oltremanica che manda in gol ancora una volta Kane (doppietta) oltre a Maguire e Henderson.

In finale grazie ad un rigore dubbio

In semifinale, tornati a Wembley, gli inglesi trovano la Danimarca rivelazione. Gli scandinavi sono i primi avversari a violare la porta di Pickford, trafitto da una splendida punizione di Damsgaard che sancisce il momentaneo vantaggio danese. Dopo il pareggio arrivato grazie ad un’autorete di Kjaer, gli inglesi pur facendo sempre la partita, non riescono ad evitare i tempi supplementari.

Nel primo extra time ci pensa ancora una volta Sterling a mettere le cose a posto.  L’attaccante si incunea in area di rigore e viene messo a terra dai difensori. Il contatto è lieve, ma anche la Var conferma il calcio di rigore.

Kasper Schmeichel, il portiere della Danimarca impeccabile per tutta la partita, respinge il tiro dal dischetto di Kane ma non trattiene il pallone. Il bomber del Tottenham piomba sulla corta respinta e realizza con un tap-in.

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A 55 anni dal Mondiale casalingo del 1966, l’Inghilterra riconquista così la finale di un torneo internazionale.

L’Inghilterra che ci aspetta

Southgate, nonostante il grande talento offensivo a sua disposizione, per Euro2020 ha messo al centro del progetto tecnico l’ordine e la solidità difensiva avendo un attacco sul quale, va detto, c’era davvero poco da intervenire. Ha costruito così una squadra che mostra pochi punti deboli.

L’Inghilterra non applica un pressing asfissiante e si affida poco alle marcature preventive. Qualcuno l’ha definita una squadra elementare per la semplicità degli schemi proposti. Tiene il baricentro sempre abbastanza alto e grazie alle grandi doti atletiche e di corsa di molti dei suoi giocatori, si sforza sempre di occupare il campo in tutta la sua ampiezza per lasciare pochi spazi agli avversari. L’Inghilterra è anche una squadra camaleontica. Nelle partite disputate ad Euro2020 ha giocato sia con la difesa a 3 che a 4, adattandosi alle caratteristiche degli avversari ma senza mai risultare passiva.

La difesa impenetrabile

La retroguardia inglese, indicata alla vigilia come uno dei punti deboli della squadra, è il reparto che al contrario ha offerto il rendimento migliore fin’ora. I due centrali, Stones e Maguire, sono forti fisicamente e molto efficaci in marcatura, nonostante possano risultare talvolta troppo macchinosi e poco eleganti. Diventano pericolosi anche sui calci piazzati in attacco grazie alle loro spiccate capacità nel gioco aereo. Maguire è già andato in gol contro l’Ucraina, proprio sugli sviluppi di una punizione

Ai lati si muovono Luke Shaw a sinistra e Kyle Walker a destra. Sono entrambi due esterni veloci, potenti e molto abili in entrambe le fasi. Shaw è un ottimo tiratore di calci piazzati mentre Walker è un vero jolly che oltre a giocare a tutta fascia ha anche il compito di coprire le spalle ai centrali quando questi si propongono in avanti.

Il centrocampo dei mediani

Far gol agli inglesi è molto difficile anche in virtù della diga issata da Southgate a protezione della linea di difesa. Kalvin Philips e Declan Rice sono i due mediani che, nel disegno tattico del C.t. hanno il compito di andare a pressare gli avversari per recuperare velocemente palla e di controllare i tagli degli attaccanti alle spalle della linea difensiva.

Hanno entrambi buona tecnica. Questa caratteristica li aiuta sicuramente quando si trovano a dover gestire il pallone in fase di costruzione. Come si è però visto nel corso di Euro2020, le loro prestazioni non sono esenti da errori specie in fase di appoggio quando vengono pressati efficacemente. E sulla lettura anticipata di queste sbavature che gli avversari possono aprirsi spazi di gioco molto pericolosi per la retroguardia inglese.

Ci pensano gli attaccanti

La grande attenzione riservata da Southgate alla fase difensiva si può spiegare con la volontà, al contrario, di demandare ogni costruzione offensiva alle capacità tecniche, all’istinto ed al talento dei giocatori d’attacco. Perchè in avanti l’Inghilterra ha davvero l’imbarazzo della scelta. Nonostante ciò anche nell’undici inglese ci sono due titolari praticamente inamovibili: Raheem Sterling e Harry Kane.

L’uomo in più

Il primo, come detto, ha realizzato i due gol inglesi della fase a gironi e si è ripetuto negli ottavi di finale contro la Germania. Ai gol ha unito prestazioni sempre sopra la media e l’azione dalla quale è scaturito il rigore concesso contro la Danimarca che ha aperto all’Inghilterra la porta della finalissima. Fino ad oggi è stato l’uomo in più a disposizione di Southgate, non a caso citato dalla critica come uno dei possibili vincitori del Pallone d’Oro.

Il professor Harry

Il secondo non ha bisogno di troppe presentazioni. Criticato nelle prime partite più per non aver trovato il gol che per le sue prestazioni, il centravanti del Tottenham si è acceso nelle partite ad eliminazione diretta dove ha realizzato 4 reti. E’ suo il gol decisivo contro i danesi in semifinale. Kane è un vero professore della fase offensiva ed è il pilastro su cui si fonda il gioco in avanti degli inglesi, che segni o meno. Quando non ha fatto gol, infatti, si è comunque speso per far girare la squadra davanti e con i movimenti, i tagli e gli assist ha contribuito fattivamente alle fortune dei britannici ad Euro2020.

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Una trequarti di talento puro

Completano il pacchetto offensivo giocatori giovani e dal talento cristallino come Mount, Foden, Sancho, Saka e Jack Grealish. Quest’ultimo, un’ala sinistra molto amata dai tifosi d’Oltremanica, è una sorta di titolare aggiunto per Southgate. Pur non partendo praticamente mai dal primo minuto è uno dei cambi immancabili, specie quando l’Inghilterra stenta a sbloccare il risultato o quando deve recuperarlo.

L’Italia che sarà

Le tattiche stanno a zero, come le chiacchiere, a questo punto di Euro2020. Mancini metterà in campo la migliore formazione possibile, anche al netto della stanchezza fisica e mentale che certamente è emersa nella partita contro la Spagna. E poi sarà quel che sarà, puntando come sempre si è fatto al bersaglio grosso. Che questa volta è la coppa.

L’Inghilterra non ci sorprenderà sicuramente con il tiki-taka. Metteranno in campo piuttosto fisicità, corsa, pericolosità sulle palle inattive ed il grande talento di tutti i suoi giocatori offensivi che, praticamente dal nulla, possono tirar fuori la giocata decisiva in ogni momento.

Rispetto alla Spagna, i nostri difensori si ritroveranno Kane come punto di riferimento e questo, se non consideriamo per un attimo le qualità dell’attaccante del Tottenham, può essere visto come un fatto positivo. I nostri centrali hanno infatti dimostrato di essere più a loro agio trovandosi a contrastare un centravanti vero. Va detto comunque che Kane non è Lukaku perché, a differenza del belga, oltre a grandi doti fisiche ha anche dalla sua ottime qualità tecniche ed un’intelligenza tattica fuori dal comune.

Nessun cambio

Sulla carta non si prevedono cambi di formazione. La squadra di Mancini dovrebbe pertanto, almeno in partenza, essere la stessa della semifinale.

 

Rispetto a quanto visto contro gli iberici, c’è da aspettarsi un’Italia che proverà per quanto possibile a tenere i ritmi alti ed a prendere fin da subito il controllo del centrocampo. Contro la Spagna i nostri tre mediani sono stati messi a dura prova dal palleggio veloce e tecnico proposto dalla squadra di Luis Enrique. Il loro apporto, sempre decisivo nelle altre partite, è mancato quasi del tutto e tutta la squadra ne ha sofferto, gli attaccanti più di tutti.

Agli esterni d’attacco sarà affidato il compito di colpire ai fianchi, specie con tagli profondi, la solida e rocciosa retroguardia inglese. Stando però sempre attenti a garantire i ripiegamenti difensivi necessari a tamponare la pericolosità in fase offensiva delle catene laterali britanniche.

Aspettando la Scarpa d’Oro

Anche Immobile, impalpabile in semifinale, dovrebbe essere al suo posto al centro dell’attacco azzurro. Per lui questa finale sarà la partita degli stimoli: vuole tornare al gol, vuole vincere un trofeo importante da protagonista, vuole ipotecare il suo futuro in Nazionale. Speriamo che tutto questo basti a restituire all’Italia il suo bomber. La scarpa d’oro 2020, è bene ricordarlo, davanti a due mostri sacri come Lewandowski e Cristiano Ronaldo.

L’Italia per spuntarla la dovrà metterla sull’intensità. Se la squadra di Southgate ha mostrato un punto debole durante questo Euro2020 infatti, è stato quando si è trovata a dover gestire il pressing alto dell’avversario. Gli Azzurri dovranno essere pronti ad anticipare determinati movimenti, a prevedere gli errori degli avversari e ad attaccarli alti, facendo sempre attenzione a mantenere la giusta copertura difensiva: i velocisti inglesi, in ripartenza, possono fare molto male.

Questa sera arriverà il verdetto. I tifosi italiani vogliono la Coppa, vogliono tornare in strada a sventolare le bandiere e a far risuonare i clacson delle auto. Lucidamente bisogna dire che la Nazionale ha fatto tutto quello che doveva fare ed ha già mantenuto appieno le promesse della vigilia. L’Italia è tornata nel calcio che conta, vada come vada. La ciliegina sulla torta però non dispiacerebbe proprio a nessuno.

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