ITALIA, LA FINALE È DI RIGORE

L’Italia approda alla finale di Euro2020 battendo una bella Spagna nella notte di Wembley. Questa volta la squadra di Mancini non supera il turno volando ma portando a casa una partita che si è rivelata dura fin dai primi minuti. Sono serviti 120’ di gioco ed una serie di 10 rigori.

L’ultimo, calciato con freddezza da Jorginho, ci ha regalato la quarta finale continentale della storia azzurra, 9 anni dopo quella disputata a Kiev proprio contro la Spagna. Domenica, ancora a Wembley, gli uomini di Mancini sfideranno la vincente di Inghilterra-Danimarca in programma questa sera.

La partita

Il C.t. ripropone la formazione che ha battuto nettamente il Belgio con la sola eccezione di Emerson Palmieri al posto di Spinazzola infortunato. Le sorprese le riserva invece Luis Enrique che in partenza opera ben tre cambi rispetto alla partita contro la Svizzera.

In difesa da spazio ad Eric Garcia, preferito a Pau Torres perché più veloce del compagno. Ma sono le scelte offensive ad indirizzare il match a favore della Spagna. Dani Olmo, il migliore in campo, sostituisce Sarabia infortunato ed Oyarzabal, a sorpresa, prende il posto di Alvaro Morata tra i titolari.

La Spagna sceglie di togliere punti di riferimento alla difesa azzurra e schiera un falso nueve e due attaccanti molto mobili.

Il primo tempo

L’Italia normalmente padrona del gioco e del suo destino, questa volta cede il passo alla Spagna. Le Furie Rosse impongono ritmi altissimi e fanno girare il pallone con velocità e qualità da veri maestri del tiki taka. Sfruttano al meglio Dani Olmo che, operando da falso nueve, favorisce i tagli degli esterni e le imbucate dei centrocampisti iberici.

Gli Azzurri non riescono invece a recuperare quasi mai il pallone e quando provano ad imbastire qualche trama di gioco risultano sempre troppo imprecisi e timorosi.

La prima occasione azzurra

Le azioni più pericolose del primo tempo per l’Italia arrivano da sinistra, sull’asse Emerson-Insigne. Proprio l’italo-brasiliano dopo pochi minuti di gioco premia un taglio di Barella che si ritrova a tu per tu con il portiere spagnolo. Il centrocampista sardo prende il palo con un tiro di destro ma l’azione viene fermata per fuorigioco.

Gli spagnoli salgono in cattedra

Il pericolo scampato accende la Spagna che prende in mano le redini del gioco conquistando il centrocampo con Busquets ed il baby prodigio Pedri a farla da padroni.

Proprio il talentino del Barca serve una ghiotta palla gol ad Oyarzabal che per fortuna degli Azzurri controlla male consentendo ad Emerson di spazzare l’area di rigore.

Pochi minuti dopo è Ferran Torres che spreca calciando a lato dal limite dell’area di rigore una ghiotta occasione nata sugli sviluppi di un errore di Barella.

La parata di Donnarumma e la grande occasione azzurra

Intorno al 25’ entra in scena anche Donnarumma che interviene su un tiro che Dani Olmo lascia partire dal centro dell’area di rigore. Dopo ancora un paio di occasioni non proprio nitide create dalla Spagna, il primo tempo va in archivio regalando agli Azzurri una nitida palla gol. Insigne serve Emerson che di sinistro colpisce la traversa.

La ripresa

La ripresa presenta un’Italia che accetta di vivere una serata di sofferenza. Il possesso è sempre iberico, il tiki taka è estenuante e l’unica arma a disposizione degli Azzurri per contrastare l’indiscusso dominio della palla imposto dai maestri spagnoli sono le ripartenze veloci.

LEGGI ANCHE  DOPO LA CHAMPIONS AMAZON ALL’ATTACCO DELLA SERIE A

Ancora un tiro a giro

Ed è proprio in contropiede che intorno al 60’ l’inerzia della partita cambia. Donnarumma serve velocemnete Verratti che la passa ad Insigne. Il numero 10 azzurro prova ad imbeccare Immobile ma sugli sviluppi del contrasto di Laporte all’attaccante della Lazio, il pallone arriva a Chiesa che da sinistra punta l’area di rigore e dopo aver superato Garcia piazza un destro a giro che batte Unai Simon. L’Italia è in vantaggio.

Il valzer delle sostituzioni

Mancini tira fuori Immobile, autore di un’altra prova abbastanza opaca e dà spazio a Berardi, spostando Insigne al centro dell’attacco a fungere da falso nueve. La scelta non convince così come quella successiva di spostare Di Lorenzo a sinistra dopo l’uscita di Emerson Palmieri, affidando l’out destro a Toloi. Entrano anche Pessina Locatelli e Belotti al posto di Barella, Verratti e Insigne.

Luis Enrique a sua volta butta nella mischia Morata, Gerard Moreno e Rodri. L’Italia fa capire di voler mantenere il vantaggio di misura e si abbassa. Rischia anche di far male alla Spagna ancora in contropiede ma purtroppo viene punito a dieci minuti dal fischio finale.

La doccia fredda di Morata

Dani Olmo si conferma il pericolo pubblico numero uno della serata, non solo da falso nueve. Da una sua combinazione da manuale con Morata nasce il pareggio spagnolo. Il centravanti juventino supera un non impeccabile Bonucci e si incunea in area di rigore. A tu per tu con Donnarumma lascia quindi partire un preciso rasoterra che rimette in gioco l’accesso alla finalissima.

I supplementari

Ai supplementari è la stanchezza a farla da padrona. Gli Azzurri sembrano sulle gambe più degli avversari che appaiono comunque meno precisi rispetto ai tempi regolamentari. Anche i ritmi di gioco si abbassano notevolmente e le due squadre sembrano cercare entrambe una buona occasione per scansare i calci di rigore ma senza dare l’impressione di crederci davvero

C’è tempo per assistere ad un calcio di punizione pericoloso di Dani Olmo, ad un bel gol di Berardi realizzato però in netto fuorigioco ed agli ingressi di Bernardeschi, Thiago Alcantara e Pau Torres.

Ai rigori per sfatare un tabù

Ai calci di rigore il primo obiettivo è quello di sfatare un tabù. L’Italia infatti non ha mai superato la Spagna nelle partite eliminatorie che si sono decise dal dischetto.

I fantasmi sembrano incombere quando Locatelli si fa parare il primo tiro. Dani Olmo però, dopo aver fatto il bello ed il cattivo tempo per tutta la partita, non ne approfitta e calcia alto il suo penalty. Segnano Belotti, Gerard Moreno, Bonucci, Thiago Alcantara e Bernardeschi.

Sul dischetto è la volta Morata, l’uomo che con il gol del pareggio ha gelato l’Italia. Alvaro questa volta fa cilecca e si fa parare il tiro da Donnarumma. Jorginho ha sui piedi il pallone che vale la finale e non sbaglia: con calma e lucidità spiazza beffardo Unai Simon quasi appoggiando il pallone in fondo al sacco. La gioia azzurra può finalmente esplodere.

I migliori

LEGGI ANCHE  L'ACR MESSINA "SCENDE IN CAMPO" PER PROMUOVERE I VACCINI - video

Donnarumma sfodera nel primo tempo una grande parata su Dani Olmo, corre qualche rischio nel prosieguo e non è sempre impeccabile nelle uscite e coi piedi quando l’Italia prova a ripartire dal basso. Alla fine para il rigore calciato da Morata e mette la firma anche sull’accesso in finale. Decisivo

Chiesa per gran parte del primo tempo non vede praticamente palla. Nella ripresa fiuta l’occasione e trovandosi un po’ di campo finalmente aperto si inventa il gol capolavoro che sblocca il risultato. Quando annusa l’erba di Wembley diventa implacabile e concede il bis dopo il gol segnato contro l’Austria. Non c’è due senza tre? Lo speriamo tutti.

Jorginho è rimasto in ombra per tutta la partita pur risultando alla fine il più positivo dei centrocampisti azzurri che non hanno visto palla per tutta la serata. L’Italia per provare a spezzare la rete spagnola deve necessariamente bypassare il centrocampo ed il nostro play tocca molti meno palloni del solito. Si mantiene lucido al momento della verità. Il suo tiro dagli undici metri spiazza il portiere iberico e ci apre le porte della finalissima.

Il commento

È stata una partita difficile perché la Spagna ha messo in campo intensità e tecnica fin dai primi minuti di gioco.

L’Italia questa volta non si è mai accesa ed è stata costretta a snaturarsi rispetto a quanto mostrato durante tutta la gestione Mancini.

Si è tornati, almeno per una sera, al vecchio gioco all’italiana. Tenendo botta in difesa, pur correndo qualche inevitabile rischio e ripartendo quando possibile.

Se si contano le occasioni da gol possiamo comunque dire che la Spagna ne ha create poche, specie se paragonate alla mole di gioco sviluppata.

L’Italia, pur in  evidente difficoltà, è stata pericolosa quando gli si è presentata l’occasione e con caparbietà era anche riuscita a trovare il gol che poteva significare qualificazione già alla fine dei tempi regolamentari.

Dopo aver sbloccato il risultato è però Mancini che, forse per la prima volta da quando è C.t., ha dato l’impressione di non aver letto al meglio la partita.

Nelle uscite precedenti aveva cambiato l’inerzia degli incontri con i cambi in corsa. Questa volta invece sono proprio le sostituzioni a non rivelarsi azzeccate. Insigne, da falso nueve, è praticamente sparito dalla partita ed ha tolto alla squadra anche il grande contributo dato alla fase difensiva per tutta la partita.

Di Lorenzo spostato a sinistra, dopo una buona prestazione a destra, è sembrato inoltre spaesato proprio quando il match stava vivendo i suoi momenti cruciali.

Fortunatamente per gli Azzurri e per il Mancio, l’ultimo rigore di Jorginho permette alla Nazionale di guardare avanti e di valutare con calma e lucidità gli errori commessi, per non ripeterli.

Contro Inghilterra o Danimarca, domenica prossima alle 21 ancora a Wembley, sarà comunque ancora una partita diversa dalle altre e che si giocherà ancor più delle precedenti sul filo dei nervi.

L’Italia, contro Belgio e Spagna, ha già disputato due finali e, pur con prestazioni diverse, ne è uscita sempre vincitrice. La squadra c’è, il gruppo c’è, lo si è visto chiaramente anche ieri sera nonostante la prestazione non brillante. Ed a questo punto vuole solo una cosa: vincere!

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI