L’ITALIA TRA LE GRANDI D’EUROPA

L’Italia è tra le grandi d’Europa. Ce lo racconta la vittoria di ieri contro il Belgio che ha permesso agli Azzurri di staccare il biglietto per le semifinali di Euro2020. Ce lo conferma il piglio con il quale gli uomini di Mancini hanno affrontato la Nazionale che occupa attualmente il primo posto del ranking Fifa e che era la candidata d’obbligo alla vittoria finale.

L’unico neo di una serata altrimenti perfetta è rappresentato dall’infortunio a Leonardo Spinazzola. Per l’esterno della Roma, uscito dal campo in barella e tra le lacrime, si parla di rottura del tendine d’Achille e di un lungo stop.

Martedì 6 luglio (h.21) l’Italia sarà di scena a Wembley contro la Spagna, vittoriosa ai rigori contro l’indomabile Svizzera. In palio ci sarà la finale di Euro2020.

La partita

L’incontro si è confermato spigoloso fin dall’inizio. Un Belgio non remissivo ma molto accorto e attendista ha provato per tutti i 90’ a colpire l’Italia sfruttando le qualità tecniche del recuperato De Bruyne, la velocità di Doku, schierato a sorpresa al posto di Eden Hazard infortunato e la forza di Romelu Lukaku.

L’Italia ha risposto proponendo il suo gioco. Hanno rischiato qualcosa gli Azzurri di Mancini, specie in ripartenza e per qualche disattenzione individuale. Ma hanno condotto il match dall’inizio alla fine anche grazie ad una difesa che è apparsa granitica, specie nella coppia centrale Chiellini-Bonucci.

Il primo tempo

L’Italia ci mette una ventina di minuti prima di entrare in partita. L’avvio degli Azzurri è condito da ritmi non troppo elevati e da qualche sbavatura in fase di impostazione. Il Belgio, come detto, dà comunque l’impressione di voler aspettare, impegnandosi soprattutto a bloccare il centrocampo azzurro ed impedendo ai nostri centrocampisti di costruire.

Il gol annullato a Bonucci e le parate di Donnarumma

Dopo poco meno di un quarto d’ora di gioco l’Italia trova il gol. Sugli sviluppi di un calcio di punizione calciato da Insigne, Bonucci anticipa Courtois e insacca. La rete viene però giustamente annullata per fuorigioco.

Dopo pochi minuti è De Bruyne che tenta il colpaccio. Il suo splendido tiro di sinistro viene deviato in corner da Donnarumma con un bell’intervento a mano aperta. Il portiere azzurro neutralizza pochi minuti dopo anche un tiro di Lukaku, ben contrastato da Chiellini per tutto il match.

L’Italia è comunque presente e alla mezz’ora colpisce con Barella. Il centrocampista sfrutta una rifinitura di Verratti e dopo aver saltato con classe due difensori belgi, finalizza con un gran destro che si infila secco alla destra del portiere dei Diavoli Rossi.

 

 

 

Il tiro a giro di Insigne e il rigore di Lukaku

Gli azzurri sembrano in trance agonistica e continuano ad attaccare. Insigne, quasi allo scadere della prima frazione, si invola verso la porta, salta Tielemans che già ammonito non rischia il contrasto e con un tiro a giro beffa ancora Courtois.

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Il risultato del primo tempo sembra così archiviato. All’ultimo istante utile invece, la freccia Doku salta Di Lorenzo ed entra in area di rigore. Il leggero contrasto di spalla dell’esterno azzurro fa cadere il belga e l’arbitro sloveno Vincic, non impeccabile, concede il penalty confermato anche dalla Var.

Lukaku trasforma il rigore ed in men che non si dica riapre una partita che sembrava già chiusa.

La ripresa

L’Italia non molla e nonostante il rigore beffa, rientra in campo con la voglia di attaccare ancora. Il Belgio resta molto raccolto ed affida quasi tutte le sue iniziative al veloce Doku, uno dei migliori in campo dei Diavoli Rossi.

Proprio sugli sviluppi di un’iniziativa dell’esterno del Rennes, il Belgio rischia di trovare il pareggio al 61’. Lukaku calcia in porta a botta sicura l’assist di De Bruyne ma gli dei del calcio fanno sì che il pallone impatti su Spinazzola. Un vero colpo di fortuna che rasserena gli Azzurri che possono così gestire i ritmi della partita continuando a proporre un palleggio di qualità.

Il valzer delle sostituzioni e l’infortunio di Spinazzola

A venti minuti dalla fine Mancini da avvio ad un valzer di sostituzioni. Cristante rileva Verratti per dare forza al centrocampo azzurro e centimetri sui piazzati difensivi. Belotti sostituisce un Immobile poco incisivo e troppo spesso apparso fuori dal gioco. Berardi sostituisce Insigne, match winner e migliore in campo, per sfruttare gli spazi che si aprono in ripartenza. Toloi rileva Chiesa per irrobustire la difesa nei minuti finali.

La sostituzione non prevista arriva purtroppo all’80’ quando Emerson Palmieri subentra a Spinazzola. Il miglior azzurro per distacco di Euro2020, dopo un allungo nel tentativo di recuperare palla, si accascia e lascia il campo in lacrime. Il verdetto è impietoso: rottura del tendine d’Achille ed Europeo finito.

La sofferenza e la gioia

Negli ultimi minuti di gioco sono le emozioni a farla da padrone. L’Italia si chiude a protezione del vantaggio e dopo quasi 7’ di recupero ed un paio di sortite del solito Doku che impensieriscono Donnarumma, i calciatori azzurri possono liberare la loro gioia.

I migliori

Insigne è stato al centro delle critiche dopo la partita contro l’Austria. Si diceva non fosse mai decisivo nei momenti che contano. Ieri sera ha voluto smentire tutti regalando all’Italia una prestazione maiuscola, la vittoria finale e l’accesso in semifinale. Il suo tiro a giro che batte Courtois è uno dei gol più belli di Euro2020. Per gli Azzurri certamente il più importante. Almeno fino ad oggi.

Chiellini è stato in dubbio fino alla fine. L’infortunio e l’età sembravano deporre contro di lui. Così come le buone prestazioni fornite da Acerbi. Il capitano si è presentato in campo tirato a lucido e non ha dato tregua a Lukaku che, per lunghi tratti, è sparito dal match. Con Bonucci forma una coppia difensiva rocciosa che dà sicurezza alla Nazionale e le permette di esprimere sempre al massimo il suo gioco. Potrebbe lasciare la Nazionale a fine Europeo e vuole chiudere in bellezza.

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Donnarumma lo abbiamo ritrovato nei momenti che contano. Nelle prime partite era stato quasi inoperoso. Contro l’Austria ha marcato il territorio e ieri sera ha dimostrato quanto è importante avere tra i pali uno dei migliori portieri del mondo. Nel primo tempo sfodera una parata a mano aperta su tiro di De Bruyne. E mantiene la partita sullo 0-0. Appare sempre sicuro e quando il Belgio spinge per trovare il pareggio, anche in mischie sporche in area di rigore, si fa trovare pronto con coraggiose uscite alte.

Spinazzola merita la menzione. Il suo Europeo termina in anticipo e nel peggiore dei modi. Si è rotto il tendine d’Achille e a quanto pare ne avrà per molti mesi. Comunque vada a finire Euro2020, ha già messo la firma sulle splendide prestazioni degli Azzurri. Fino ad oggi è stato senza dubbio il più continuo. Non gli si può che augurare una pronta e piena guarigione.

Il commento

L’Italia continua nella sua marcia. La cosa bella è che, a differenza del passato, questa è una Nazionale che i calcoli li lascia fare agli altri. Il Belgio, favorita d’obbligo, scende in campo guardingo. Sempre pronto a colpire ma timoroso di prenderle. Come in effetti avviene.

La Nazionale vista ieri sera ha tenuto in mano il pallino del gioco fin dall’inizio. Ha palleggiato con qualità, ha messo in mostra i suoi solisti ed ha mostrato una solidità difensiva invidiabile.

L’attacco purtroppo continua a stentare e nonostante l’impegno profuso in campo, sia Immobile che Belotti non sembrano tenere il passo dei compagni. I cinque gol segnati dagli Azzurri con i centrocampisti, miglior squadra di Euro2020 in questa speciale classifica, racconta in maniera impietosa la mancanza di un centravanti decisivo.

Con quello di ieri i successi consecutivi degli uomini di Mancini arrivano a 15, la striscia più lunga fatta registrare da una Nazionale tra qualificazioni e fase finale degli Europei.

Forte delle prestazioni e di questi numeri da record, l’Italia volerà a Wembley martedì sera. Troverà ad aspettarla la Spagna di Luis Enrique e del tiki taka. La partita si annuncia equilibrata, come tutte a questo punto del torneo e sarà giocata sul filo dei nervi. L’Italia non ha niente da perdere e, come forse mai nella storia della Nazionale, sa benissimo cosa vuole.

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