ITALIA, VAR E CHIESA

L’Italia raggiunge i quarti di finale di Euro2020 superando sul filo di lana, dopo i tempi supplementari, un’Austria combattiva e che non ha mai mollato fino alla fine. La partita ha visto un’Italia che nei tempi regolamentari è apparsa in grande difficoltà contro il pressing asfissiante e l’ordine tattico proposto dagli austriaci. La squadra di Foda si è anche ritrovata ad un passo e più dall’impresa, ma la Var ha cancellato per due volte le speranze austriache.

 La partita

I primi 90 minuti di gioco sono stati caratterizzati dai ritmi che l’Austria, a sorpresa, è riuscita a mantenere costantemente alti . L’Italia è apparsa sorpresa dall’atteggiamento aggressivo degli avversari e, pur provando a tener palla ed a sviluppare gioco secondo le sue caratteristiche, ha faticato non poco a prendere le giuste misure. E, forse per la prima ad Euro2020, ha rischiato seriamente di farsi sfuggire di mano la partita.

Nei supplementari l’Italia è riuscita invece a tirar fuori gli occhi della tigre ed a chiudere l’incontro nei primi 15 minuti di extra time, soffrendo però ancora qualcosa nel secondo tempo supplementare.

Il primo tempo

l’Italia cerca di fare il suo gioco, puntando sul possesso palla ed attaccando con tanti uomini. L’Austria sceglie però di rintuzzare colpo su colpo le iniziative degli uomini di Mancini, provando a sua volta a giocare palla ed a bloccare sul nascere la manovra azzurra applicando un pressing a tratti asfissiante.

Gli uomini di Foda, ad inizio partita, corrono qualche rischio solo su un paio di verticalizzazioni di Immobile che peraltro non ha vissuto una delle sue giornate migliori.

Gli Azzurri alla ricerca del gol

L’Italia prova ad incalzare l’Austria, alzando il baricentro e sfiora il gol con Barella che da posizione centrale non riesce a trafiggere Bachmann su assist di Spinazzola.

A differenza delle avversarie del girone di qualificazione però, l’Austria fa capire di esserci. Quando recupera palla si fa sempre trovare pronta a colpire in ripartenza e con Arnautovic, proprio in contropiede, sfiora la rete.

Gli azzurri, con un ispirato Spinazzola a sinistra, spingono per forzare l’ordinato bunker innalzato dagli austriaci che limita e di molto gli spazi di manovra.

La traversa di Immobile e le incursioni di Spinazzola

Sul finire della prima frazione Immobile ci prova dalla distanza. La palla velenosa si stampa sulla traversa. Poi è la volta di Spinazzola che si incunea tra le maglie austriache e fa partire un destro basso ed angolato che il portiere neutralizza in calcio d’angolo.

La ripresa

La ripresa si apre ancora con il possesso azzurro ma le occasioni migliori sono austriache. Prima ci prova Alaba che su punizione dal limite dell’area sfiora la traversa. L’Italia accusa il colpo e la pressione esercita dagli uomini di Foda ed appare lenta e nervosa a sviluppare la propria manovra.

L’Austria accelera

L’Austria dà l’impressione di poter sferrare il colpo del ko. Prima ci prova Sabitzer con un tiro che finisce a lato. Pochi istanti dopo, servito da Alaba, è Arnautovic a trovare il gol di testa superando un Donnarumma non apparso impeccabile nell’occasione.

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La Var ci tiene in corsa

La verifica della Var svela la posizione di fuorigioco di Arnautovic. Il piede dell’attaccante, di poco davanti rispetto alla linea difensiva azzurra, fa invalidare il gol e tirare un sospiro di sollievo alla Nazionale. Mancini prova a correre ai ripari provando a pescare forze fresche dalla panchina. Pessina e Locatelli prendono il posto di Barella e Verratti.

L’Italia continua a faticare ed a un quarto d’ora dalla fine rischia grosso per la seconda volta in pochi minuti. Pessina allarga pericolosamente un braccio in area su Lainer lanciato verso la porta e gli austriaci reclamano il rigore. Il fallo del centrocampista era punibile ma, fortunatamente per gli Azzurri, il silent ceck della Var rileva ancora una volta una posizione di fuorigioco degli austriaci.

Entrano in campo anche Chiesa e Belotti al posto di Berardi ed Immobile, entrambi in ombra. La partita non vive altri grandi sussulti ed i 22 in campo si preparano a disputare i tempi supplementari.

I tempi supplementari

L’extra-time mostra una Nazionale diversa, rinvigorita dai cambi decisi dal c.t. Chiesa, servito da Belotti, prima scalda le mani a Bachmann e poi trova il gol che rompe gli equilibri e che scioglie testa e muscoli agli Azzurri.

Spinazzola alza la testa quasi al limite dell’area di rigore e pesca Chiesa che con un taglio da destra aveva attaccato la porta. Con una magia, l’esterno azzurro evita un difensore austriaco e, con un tiro potente e preciso di sinistro, batte al volo ed insacca il gol dell’1-0.

La partita diventa una lotta. Gli azzurri, con le poche energie rimaste, provano a tenere il risultato ed a colpire in contropiede, sfruttando la profondità e gli spazi lasciati scoperti dall’Austria alla ricerca del pareggio. Insigne sfiora il gol su punizione ma è Pessina che pochi minuti dopo realizza la rete che fa intravedere i quarti di finale all’Italia.

Su iniziativa di Insigne, Acerbi in versione centro boa prova a girarsi in area per battere a rete ma non trova il controllo. Sul pallone vagante irrompe Pessina che si aggiusta la palla con il destro e batte Bachmann con un potente diagonale di sinistro.

Contropiede e sofferenza

 La partita sembra finita ma l’Austria continua a vendere cara la pelle. Il secondo supplementare è di marca austriaca. Donnarumma para a mano aperta un bolide di Schaub dalla distanza e riesce a mantenere il risultato.

Dopo qualche contropiede non capitalizzato dall’Italia, Sabitzer ci prova ancora dalla distanza e Kalajdzic trova il meritato gol austriaco sugli sviluppi di un calcio d’angolo. Gli ultimi minuti sono da brividi. Chiesa manca un paio di ottime occasioni per chiudere il match ma è la difesa, apparsa comunque sempre solida e compatta, a blindare il risultato definitivamente.

I migliori

Chiesa ha cambiato il volto della partita nei tempi supplementari. Da una sua magia è arrivato il gol liberatorio che ha spezzato gli equilibri di una partita che, fino alla fine, ha riportato alla mente vecchi fantasmi. È apparso più in palla di Berardi nella serata di Wembley confermando l’ottima prestazione fornita contro il Galles. Ha saputo aspettare e sfruttare il suo momento, nonostante l’esclusione dall’undici iniziale. Le sue ripartenze hanno spezzato le resistenze austriache. La sua freschezza, la sua velocità e la sua tecnica saranno fondamentali già da venerdì prossimo.

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Pessina non è più una sorpresa. In meno di un mese ha messo a segno 4 reti in azzurro, giocando 347 minuti totali. Fa una media da bomber: un gol ogni 87 minuti giocati. Con la specialità della casa, la capacità di inserimento, blinda il passaggio dell’Italia ai quarti di finale. È un concentrato di qualità, quantità ed umiltà e non fallisce un colpo. Da solo ha minato le certezze e tolto punti di riferimento al centrocampo austriaco, impeccabile fino al momento del suo ingresso in campo. La mediana, con lui, Locatelli e Cristante come rimpiazzi di lusso, è il cuore pulsante dell’Italia che non smette mai di battere.

Spinazzola ha confermato il suo momento magico. È dal suo lato che l’Italia sceglie di attaccare e lui si conferma una spina nel fianco per gli avversari. Ha un altro passo e si nota sempre: corre, pressa e riesce a mettere in campo qualità. Il suo assist a testa alta per il taglio di Chiesa che porta al primo gol azzurro è il sugello su una prestazione maiuscola.

Donnarumma ha messo la firma sul passaggio del turno con un intervento a mano aperta su un tiro dalla distanza di Schaub che se fosse entrato avrebbe costretto gli azzurri ad un finale di maggiore sofferenza. L’Italia prende gol dopo 1168 minuti e quasi due anni consecutivi di clean sheet ma conferma di avere un portiere di livello mondiale. Poco impegnato fino a ieri sera, si è fatto trovare pronto e concentrato al momento del bisogno.

Il commento

L’Italia si conferma squadra e pur non superando a pieni voti il primo vero esame di maturità, merita la vittoria ed il passaggio del turno. Questa volta la componente fortuna ha avuto il suo peso. Senza i due interventi della Var infatti la Nazionale di Mancini avrebbe seriamente rischiato l’esclusione dal torneo.

A Wembley era la favorita d’obbligo, per quanto aveva fatto vedere fino ad ora ad e probabilmente questa componente avrà avuto il suo peso nella prima partita da dentro o fuori. Da venerdì prossimo a Monaco di Baviera, qualunque sarà l’avversario tra Belgio e Portogallo, lo spartito cambierà. Non avremo più nulla da perdere ma tanto da sognare. E dopo aver superato da squadra lo scoglio rappresentato dall’ostica Austria, gli uomini di Mancini torneranno in campo con certezze rinnovate. E con tanta voglia di vincere ancora.

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