SVIZZERA…ANCORA TU

Le Nazionali di Italia e Svizzera si ritroveranno in campo,  stasera allo stadio Olimpico di Roma (h. 21,00) dopo 11 anni. L’ultima sfida fu disputata a Ginevra il 5 giugno del 2010 e finì 1-1.

Di quella partita rimangono due reduci, uno per parte. Il difensore Giorgio Chiellini per l’Italia ed il fantasista Xherdan Shaqiri per i rossocrociati. Per il resto sarà tutto nuovo rispetto ad allora, a partire dai tecnici.

Vladimir Petković in realtà, a differenza di Mancini, è già in carica da 7 anni ed occupa il terzo posto nella speciale classifica dei c.t. più longevi di Euro2020, dietro Joachim Löw della Germania e Didier Deschamps della Francia.

La partita più giocata nella storia della Nazionale

Italia-Svizzera è la partita della Nazionale che vanta il maggior numero di precedenti, 58 nella storia. Il primo risale a 110 anni fa quando, il 7 maggio del 1911, all’Arena Civica di Milano si disputò un’amichevole terminata 2-2.

Il bilancio è nettamente a favore degli Azzurri che contano 28 vittorie, 22 pareggi e 8 sconfitte. L’ultima vittoria italiana è datata aprile 2003 in un’amichevole giocata a Ginevra e finita 2-1. Gli ultimi confronti ufficiali risalgono invece alle qualificazioni per Euro2000: a Udine fu vittoria azzurra mentre a Losanna finì in pareggio.

La Svizzera agli Europei

La Nazionale Elvetica si è qualificata per la prima volta ad un Europeo nel 1996, dopo una lunghissima serie di mancate partecipazioni. Ha ottenuto il miglior piazzamento nel 2016 quando raggiunse gli ottavi di finale uscendo poi sconfitta ai rigori contro la Polonia.

È arrivata ad Euro2020 vincendo il proprio girone con 17 punti, precedendo di un soffio la Danimarca dopo una serie di risultati altalenanti.

I Rossocrociati detengono un singolare primato agli Europei. Johan Vonlanthen, ex calciatore della nazionale, è infatti il più giovane marcatore della storia della competizione. Ha segnato il gol record all’età di 18 anni e 141 giorni nella partita persa 3-1 contro la Francia ad Euro2004.

Avanti con ordine

La Svizzera è una squadra camaleontica, che sa come adattarsi all’avversario e che punta molto sull’ordine tattico. Ha dalla sua anche amalgama ed esperienza: la maggior parte dei calciatori in rosa infatti gioca insieme da 7 anni ed ha già disputato più di una competizione internazionale.

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Il c.t. Petković, vecchia conoscenza del calcio italiano per aver allenato la Lazio tra il 2012 ed il 2014, fa giocare gli elvetici con un modulo a 3 difensori, prediligendo il 3-4-1-2 come assetto di base.

Come si è visto nella partita contro il Galles, agli svizzeri piace proporre gioco ma non disdegnano un approccio ragionato e più difensivo contro squadre più forti. Sicuramente però gli Azzurri non si ritroveranno davanti le barricate alzate dai turchi nella partita d’esordio.

Una rosa con poco talento ma che sa come giocare

La rosa elvetica manca di elementi dal talento cristallino ma sa come attaccare in maniera efficace ed ordinata.

Sfrutta molto i due esterni, Kevin Mbabù a destra e Ricardo Rodriguez a sinistra, che generalmente occupano una posizione avanzata in campo. Un modo di giocare che impegna molto i terzini avversari, limitandone l’apporto in fase offensiva e difensiva.

 

 

 

 

 

A tirare le fila del centrocampo è Granit Xhaka. Il centrocampista dell’Arsenal è una pedina utile nei meccanismi difensivi di Petković ma è in fase di costruzione che esalta le sue qualità. È il metronomo della squadra: detta i tempi e sceglie dove indirizzare il gioco. All’atalantino Remo Freuler spetta invece il compito di dare dinamicità alla manovra e di garantire gli inserimenti offensivi.

 

 

 

 

 

Dalla trequarti in giù è Xherdan Shaqiri a caricarsi la squadra sulle spalle, essendo l’elemento tecnicamente più dotato dell’intera rosa. Il fantasista del Liverpool ha il compito di prendere palla tra le linee e di inventare rifiniture efficaci per le due punte, Seferovic, 22 gol in 31 gare giocate in stagione con il Benfica ed Embolo.

Gli Svizzeri, dopo il modesto pareggio contro il Galles, devono fare risultato contro gli Azzurri. C’è in gioco un posto sicuro negli ottavi arrivando secondi nel girone.

La Turchia sembra favorita, almeno sulla carta, ma rischia a sua volta contro l’imprevedibile Galles. Entrambe non possono sbagliare e questo rende il loro compito più complicato.

I giocatori più attesi

La stella rossocrociata è Xherdan Shaqiri, 30 anni, trequartista di origine albanese. Ha giocato con Basilea, Bayern Monaco, Inter e Stoke City prima di approdare al Liverpool nel 2018. È reduce da una stagione non esaltante in maglia Reds. Per lui appena 14 presenze in stagione, 5 da titolare.

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Nello scacchiere disegnato da Petković è una pedina imprescindibile perché è l’unico calciatore che può accendere la luce in campo e dare imprevedibilità alla manovra della squadra, sfruttando la visione di gioco e l’abilità nel rifinire le azioni offensive.

Altrettanto atteso è Breel Embolo, 24 anni, attaccante originario del Camerun. Ha giocato con Basilea e Shalke04 prima di approdare in Germania al Borussia Mönchengladbach, suo attuale club.

In stagione ha collezionato 41 presenze tra campionato e Champions League mettendo a segno 6 reti e 5 assist. Possiede doti fisiche notevoli, è veloce, abile nel dribbling e può essere utilizzato in tutte le posizioni offensive.

Predilige occupare il centro dell’attacco e contro il Galles è stato tra gli elementi più pericolosi della Svizzera, andando anche a segno con un perentorio colpo di testa. Arriva ad Euro2020 con l’obiettivo di scrollarsi di dosso l’etichetta di eterna promessa.

 

 

Quale Italia vedremo in campo

L’Italia vista venerdì trasmette solo certezze circa l’atteggiamento tattico e mentale che proporrà contro la Svizzera mercoledì sera. Mancini schiererà gli stessi uomini dell’esordio. Gli unici dubbi riguardano Florenzi, bloccato da un lieve infortunio muscolare e Berardi che sta smaltendo una forte contusione. Ai box ci sono comunque Di Lorenzo e Chiesa pronti eventualmente a giocare.

Ritroveremo una Nazionale aggressiva e attenta nelle marcature preventive, una squadra che in fase di non possesso andrà a caccia del pallone per recuperarlo velocemente e lontano dalla propria area di rigore.

 

 

 

 

 

 

 

Qualche lieve differenza si potrebbe registrare sulle corsie esterne, affrontando una difesa schierata con 3 difensori. I nostri terzini, che contro la Turchia sono stati determinanti soprattutto in fase offensiva, stasera potrebbero mostrare un atteggiamento più prudente. Gli esterni, sia bassi che alti, avranno certamente il loro bel da fare specie se la Svizzera non assumerà un atteggiamento troppo passivo. In gioco per gli Azzurri c’è l’immediato passaggio del turno, che una vittoria metterebbe al sicuro. Ipotecando seriamente anche il primo posto nel girone.

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