COSE TURCHE AGLI EUROPEI

Il conto alla rovescia è terminato. Oggi allo stadio Olimpico di Roma prenderà il via Euro2020, con un anno di ritardo a causa della pandemia.

Saranno le Nazionali di Italia e Turchia ad inaugurare il torneo Continentale, ventuno anni dopo (era l’11 giugno del 2000) la sfida vinta dagli azzurri che aprì Euro2000.

Dodici Paesi per un Europeo itinerante

Saranno dodici i Paesi che ospiteranno Euro2020, il primo torneo itinerante della storia del calcio. L’Italia disputerà i tre incontri eliminatori in casa, tutti a Roma. Dopo oggi, gli azzurri saranno impegnati mercoledì 16 giugno contro la Svizzera (h. 21,00) e chiuderanno domenica 20 contro il Galles (h.18,00).

I precedenti contro la Turchia

Italia-Turchia si sono affrontate dieci volte. Lo score azzurro conta sette vittorie e tre pareggi, con il solo precedente continentale di Euro2000. L’ultima partita tra le due Nazionali risale al novembre 2006. In quell’occasione gli azzurri campioni del mondo impattarono 1-1 a Bergamo.

Il pericolo turco

Le statistiche non devono ingannare. La Turchia allenata da Senol Gunes è una squadra ostica che riesce ad unire concretezza e spettacolo. Ha dato filo da torcere alla Francia nel girone di qualificazione, piazzandosi seconda nel raggruppamento dietro i transalpini dopo averli battuti in casa e pareggiato in trasferta.

All’esordio nelle qualificazioni ai Mondiali 2022, giocato nello scorso marzo ad Istanbul, i turchi hanno anche inflitto un pesante 4-2 all’Olanda.

Sempre pronti a colpire

Proprio la partita giocata contro gli Orange ci restituisce le indicazioni più attendibili su come la Turchia affronterà gli Azzurri stasera. Gli uomini di Mancini si troveranno di fronte una squadra ben organizzata difensivamente (3 gol subiti nelle qualificazioni) che lascia il pallino del gioco agli avversari ma che è sempre pronta a capitalizzare ogni minimo errore, sfruttando il talento del reparto offensivo ed i calci piazzati.

Tre moschettieri per la squadra più giovane di Euro2020

Hakan Calhanoglu, Yusuf Yazici e Burak Yilmaz sono le tre punte di diamante della squadra più giovane di Euro2020 (età media 25 anni).

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Hakan Çalhanoğlu, 27 anni, lo conosciamo meglio perché è uno dei pilastri del Milan, appena tornato in Champions League. È un centrocampista completo, abile nei calci piazzati, che preferisce agire sulla trequarti avversaria dove può sfruttare appieno la sua creatività e la capacità di lanciare le punte con passaggi ficcanti.

Si muove però bene anche in attacco, giocando in una posizione più esterna a sinistra. Non è escluso che in Nazionale sia chiamato ad occupare proprio quella zona di campo.

Gli altri due sono freschi di vittoria nel campionato francese con il Lille, che ha spezzato l’egemonia del PSG che durava da tre stagioni.

Fisico e talento al servizio dello spettacolo

Yusuf Yazici, 24 anni, è un centrocampista mancino, anche lui molto abile nei calci da fermo, che unisce alle indiscutibili doti fisiche una tecnica sopraffina. A volte può risultare lezioso ma è quasi sempre decisivo.

È probabilmente proprio a lui che Senol Gunes affiderà il compito di innescare gli attaccanti con le sue rifiniture e di colpire, quando possibile, sfruttando la sua capacità di inserirsi centralmente per arrivare al tiro.

Il Re del gol

Burak Yilmaz, 35 anni, è il giocatore più vecchio della squadra più giovane. Per i tifosi turchi non è semplicemente un calciatore, è “il Re del gol”. Una leggenda che in carriera ha segnato 272 reti con i club e 29 in Nazionale, secondo realizzatore all time dietro ad Hakan Sukur.

Nell’ultima stagione giocata in Francia con il Lille ha contribuito alla vittoria in campionato della squadra guidata da Galtier, segnando 16 gol. E così che Yilmaz si è iscritto al club dei bomber anche nell’Europa calcistica che conta, dopo aver trascorso tutta la sua carriera in Turchia, indossando le maglie dei tre club più importanti del Paese, con una piccola parentesi in Cina.

A 35 anni coltiva ancora un sogno: stupire anche con la Nazionale per sugellare una stagione già da incorniciare a livello personale.

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La “zona turca”

Ad Euro2008 la Turchia, con una squadra giovane e poco accreditata, scrisse pagine memorabili del grande libro del calcio. In Austria e Svizzera, che ospitavano il torneo continentale, regalò emozioni e sfiorò il miracolo sportivo.

Il quarto di finale contro la Croazia fu al cardiopalma. La partita si era sbloccata al 119’ del secondo tempo supplementare a favore dei croati, grazie ad un gol di Klasnic. Al 122’ però, nell’ultimo dei due minuti di recupero concessi dall’arbitro, la Turchia trovò il rocambolesco pareggio con Şentürk e successivamente vinse ai rigori. Nacque così la leggenda della “zona turca”.

Che però tradì la Turchia solo pochi giorni dopo, nella semifinale giocata contro la Germania. La squadra allora allenata da Terim era riuscita ancora una volta nell’impresa di rimontare, in extremis (gol al minuto 86 di Şentürk, sempre lui), lo svantaggio maturato e si preparava ad affrontare i tempi supplementari. La zona turca questa volta fu però occupata dai tedeschi che al ’90 trovarono il gol vittoria con Lahm e volarono in finale, poi persa contro la Spagna. Quella semifinale rimane il miglior risultato mai raggiunto dai turchi in un Campionato Europeo.

La Turchia di oggi non ha perso l’indomabilità della squadra del 2008 ma unisce alla tenacia collettiva delle individualità di prim’ordine.

Buono l’inizio, finale da riscrivere

Gli azzurri sono avvisati. I precedenti sono dalla nostra, la ragione pure ed il ricordo della vittoria all’esordio di Euro2000, giusto ventuno anni fa, va letta come un segno del destino.

Allora l’Italia giocò la prima contro i turchi ed arrivò fino in fondo al torneo, battuta solo in finale dalla Francia grazie al “golden gol” di Trezeguet, un unicum nella storia del calcio.

Negli Europei che regaleranno a molti protagonisti delle “seconde occasioni”, anche gli azzurri avranno modo di riscrivere la storia: l’incipit è già perfetto, basterà solo arrivare fino in fondo per cambiare il finale.

Giuseppe Capasso

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