BONUS SMART WORKING: CHI PUÒ RICHIEDERLO E DOVE SI PUÒ SPENDERE

Nonostante la pandemia sembrerebbe stare allentando la presa, lo smart working continua ad essere la nuova frontiera del lavoro per molte aziende. Per questo nel Decreto Sostegni bis viene riproposto il bonus smart working per i lavoratori. Prevede una cifra di 516 euro (raddoppiata rispetto allo scorso anno), per le spese dell’“ufficio domestico”.

L’obiettivo principale è quello di agevolare il lavoro da remoto non solo dando la possibilità di comprare oggetti per il cosiddetto “ufficio domestico”, non mancano però tra i voucher anche i buoni benzina.

Vediamo nel dettaglio a chi spetta, come funziona e cosa si può acquistare con il bonus spese per lo smart working da 516 euro.

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Bonus smart working: a chi spetta e come funziona.

I lavoratori che sono a casa in smart working possono ottenere il bonus di 516 euro per beni e servizi e quindi per sostenere spese che possono derivare dal dover ricreare il proprio ufficio a casa.

Il decreto Sostegni ha raddoppiato, dai 258,23 euro ordinari a 516,46 euro, la quota di fringe benefit che il datore di lavoro può versare esentasse ai lavoratori. Quest’ultimi sono una retribuzione, non in denaro, riconosciuta ai dipendenti da parte dell’azienda per cui lavorano.

Di fatti si tratta di uno strumento di welfare aziendale, dell’esenzione fiscale per fruire di beni ceduti e servizi prestati dall’azienda ai dipendenti che non concorre alla formazione del reddito, che raddoppia con il decreto Sostegni convertito, anche per il 2021.

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Cosa si può acquistare.

Il bonus 516 euro per il 2021 spetta a tutti quei lavoratori dipendenti cui l’azienda riconosce i fringe benefit. Nel dettaglio, con il perdurare dello smart working, il bonus 516 euro potrà essere utilizzato dai lavoratori per allestire il proprio ufficio a casa, e acquistare tramite delle piattaforme apposite:

  • scrivanie;
  • illuminazione per il lavoro;
  • sedute ergonomiche.

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