L’EUROPA METTE AL BANDO LA PLASTICA MONOUSO

La Commissione europea ha deciso: dal prossimo 3 luglio la plastica monouso sarà vietata nel mercato europeo. Il provvedimento che arriva da Bruxelles ha il fine di fornire agli Stati membri linee guida sulle norme da adottare per ridurre i rifiuti marini derivanti dal consumo di oggetti usa e getta in plastica.

Dovremo quindi, un po’ tutti, modificare molte delle nostre abitudini quotidiane. Gli Stati della Comunità europea hanno l’onere di recepire la direttiva nei rispettivi ordinamenti nazionali entro questo mese. I divieti dovranno entrare in vigore per la data concordata.

Vediamo le linee guida che chiariscono quali sono gli oggetti messi al bando e quali no.

QUALI OGGETTI DOVREMO SOSTITUIRE?

Secondo la Commissione potranno essere eliminati tutti prodotti per i quali esistono alternative economiche ‘plastic free’ sul mercato e che sono, quindi, facilmente sostituibili.

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A partire dal 3 luglio, prodotti di plastica monouso saranno vietati sul mercato europeo. Questi sono bastoncini di cotone, posate, piatti, cannucce, palette, bastoncini per palloncini, nonché alcuni prodotti in polistirolo espanso (bicchieri e contenitori per alimenti e bevande) e tutti i prodotti in plastica oxo-degradabile. 

Per quanto riguarda altri prodotti come sacchetti di plastica, le bottiglie, gli involucri e i filtri per il tabacco, gli Stati dovranno applicare altri tipi di restrizioni per limitarne la diffusione. Come i requisiti di etichettatura per i prodotti e i sistemi di responsabilità estesa del produttore, sulla base del principio secondo cui chi inquina paga.

LA SITUAZIONE IN ITALIA.

Sulle nuove direttive si era già pronunciato il ministro per lo Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Aveva indicato che per l’Italia “si potrebbe pensare di porre una riserva sull’entrata in vigore” della direttiva. “Riguarda anche settori tipo quello della carta che oggettivamente non mi sembrano così negativi sotto l’aspetto ambientale come quello della plastica“.

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Il ministro aveva auspicato che “un ripensamento e una diversa tempistica nell’uscita dalla produzione di prodotti come bicchieri e piatti di carta” dovesse essere “in qualche modo presa in considerazione“.

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