COSA SPINGE LE PERSONE A CRITICARE SEMPRE GLI ALTRI

Relazionarsi in modo sano con gli altri non è facile. Ognuno di noi ha un proprio punto di vista che spesso considera quello giusto in assoluto e, il più delle volte, non è disposto ad ascoltare veramente l’altro e a mettersi in discussione.

Spesso oltre a non ascoltare si tende a criticare non limitandosi ad esprimere il proprio personale giudizio e pensiero soggettivo. Non tutte le critiche sono negative. Quando le persone care ci fanno notare qualcosa che non va bene nel nostro agire che noi non riusciamo a vedere o mette in evidenza qualche tratto di personalità disfunzionale, in questo caso la critica diventa costruttiva, a patto, però, che noi siamo disposti ad accoglierla senza offenderci e irrigidirci.

Ma la maggior parte delle volte si critica esprimendo giudizi negativi senza nemmeno conoscere bene l’altro o preoccuparsi di farlo soffrire. In questo caso il giudizio diventa fortemente nocivo e può arrivare a creare problemi soprattutto alle persone più fragili.

Ci sono persone dalla critica facile, sempre pronti a giudicare, sempre con una parola pungente sulla punta della lingua, che si considerano superiori agli altri. Queste persone non lasciano passare niente. Ne approfittano per criticare tutto ciò che diciamo o facciamo. Ma ci criticano anche se restiamo in silenzio o non facciamo nulla, perché il loro obiettivo non è aiutarci a migliorare o correggere un errore, ma solo far valere la loro opinione.

Perchè alcune persone sentono il bisogno di giudicare gli altri in ogni situazione? E perché tentano di svalutare le persone che li circondano ed interagiscono con loro?

Ci sono dei veri e propri specialisti in questo campo, persone che vivono praticamente solo per criticare ciò che fanno gli altri. Ma cosa si cela dietro ad una critica?

Sopportare le continue critiche non è facile e altrettanto difficile è provare a capire chi ha questo bisogno continuo di criticare.

LEGGI ANCHE  "SIAMO SICILIANI, SIAMO PERSONE" video

Per capire cosa porta gli altri a criticare dobbiamo partire dal concetto che la nostra mente mette in atto delle operazioni mentali, per lo più in modo inconsapevole, definite con il termine “meccanismi di difesa”, la cui funzione è quella di proteggerci dal provare eccessiva ansia. Esistono vari meccanismi di difesa, alcuni più maturi e più funzionali, altri più immaturi e più nocivi. Il meccanismo di difesa alla base delle critiche è definito  “proiezione”.

La proiezione è un meccanismo di difesa arcaico e primitivo che consiste nello spostare sentimenti o caratteristiche propri, o parti del Sé, su altri oggetti o persone. Attraverso la proiezione il soggetto espelle da sé e localizza nell’altro pensieri, sentimenti, desideri o qualità che sono suoi ma che egli non riconosce o rifiuta in sé. “Io non potrei mai pensare o fare questa cosa!”. Ma se guardassimo bene e attentamente dentro di noi ci accorgeremmo che quelle persone che noi critichiamo sono portatrici di caratteristiche che noi stessi non riconosciamo di avere e rifiutiamo. Si tratta di quelle parti che noi non vogliamo accettare di avere perché questo ci farebbe entrare in crisi.

Chi critica sempre gli altri lo fa dunque per tentare di nascondere i propri difetti e le proprie frustrazioni. In questo modo rafforza il proprio ego sentendosi migliore. Ma tutto questo lo fa sminuendo l’altro e non migliorando se stesso, come sarebbe in realtà utile. Le critiche diventano, pertanto, un modo per distrarre la mente dal disagio esistenziale che si sta vivendo. Chi critica gli altri, lo fa per non sentirsi costretto a criticare se stesso, non vedere aspetti della propria personalità che preferisce non vedere e non dover prendere delle misure per risolvere i suoi problemi.

Chi sono le persone più portate a criticare gli altri?

In genere si tratta di persone fragili, con mancanza di personalità, che mostrano scarsa empatia e per questo non in grado di valutare le conseguenze delle loro continue critiche. Spesso si tratta di persone invidiose, che nascondono la loro bassa autostima svalutando gli altri. Persone che temono a loro volta il giudizio dell’altro perché sono estremamente sensibili e fragili, che si sentono costantemente minacciati e reagiscono difendendosi attraverso la critica. Insomma queste persone affermano se stessi togliendo valore all’altro, di contro non fanno niente per essere migliori, perché guardare l’altro impedisce di guardare se stesso.

LEGGI ANCHE  MIA FIGLIA E’ VIVA GRAZIE AL CUORE DELLA GENTE

Spesso sono persone cresciute in ambienti in cui erano costantemente oggetto di critiche negative e distruttive. Sono cresciuti essendo giudicati, sentendosi inadeguati e insufficienti e per questo hanno assunto la critica come modello relazionale. Dal momento che la loro autostima è stata danneggiata con la critica distruttiva, hanno un profondo bisogno di alimentare il loro ego.

Non sempre chi critica lo fa con consapevole cattiveria. Spesso sono le persone a noi più vicine che tendono a criticarci. Questo perché possono sentirsi minacciate da nostre qualità oppure perché si sentono inferiori o per attirare l’attenzione o perché cercano ammirazione e approvazione o per avere un potere manipolatorio su di noi o per antichi rancori, o dissapori mai superati.

È bene ricordare che nessuna critica ha il potere di offenderci, siamo noi che decidiamo di concedergli questo potere.

Una persona matura ed equilibrata, in pace con se stessa e con il mondo, non ha bisogno di criticare costantemente gli altri, così come una persona che ha raggiunto un buon equilibrio interiore cercherà di capire se in quella critica ci può essere anche un minimo di verità da cui imparare qualcosa.

La maldicenza insiste. Batte la lingua sul tamburo. Fino a dire che un nano è una carogna di sicuro”  Un giudice. Fabrizio De André

Facebook
Twitter
LinkedIn
WhatsApp
Email
SEGUICI SUI SOCIAL

IN EVIDENZA

PIÙ RECENTI

PIÙ LETTI