NON È UN LAVORO DA DONNA! DISCIPLINE S.T.E.M. E PREGIUDIZI

Un tema che mi sta a cuore riguarda la promozione delle studentesse a quei percorsi formativi che, a causa di stereotipi e di pregiudizi, sono considerati da maschi, le c.d. discipline S.T.E.M.  e sull’importanza di tale orientamento per il successivo inserimento nel mondo del lavoro.

Cosa sono le discipline S.T.E.M.?

Sono discipline fondamentali in una società sempre più orientata ai processi di innovazione: Scienza, Tecnologia, Ingegneria e Matematica in cui le donne sono sotto-rappresentante, mentre sono sovra-rappresentante in quelle umanistiche e socio-assistenziali.

Anche l’Università di Messina riflette questa condizione: infatti, da una estrapolazione di dati tramite l’anagrafe Miur 2019-2020, ad esempio abbiamo il 92,5% di immatricolate in scienze dell’educazione, l’89,3% in scienze psicologiche, l’87,3% in servizio sociale, lettere 74,3%, mentre nelle discipline scientifiche ad esempio scienze informatiche appena il 6,6% o ingegneria dell’informazione il 15,1%.

Quali conseguenze per l’inserimento nel mondo del lavoro?

Non vi è dubbio che tale scelta si rifletterà anche nella piramide del lavoro e delle retribuzioni, dando il via a percorsi di carriera con un forte orientamento di genere, solitamente meno remunerati o verso una minore spinta ai posti di comando.

Nella società della conoscenza in cui un ruolo chiave è giocato dalle discipline scientifiche la scarsa presenza femminile in questi percorsi formativi e, conseguentemente, in tali ambiti occupazionali (a più elevato sviluppo e occupabilità nei prossimi anni), costituisce e costituirà in futuro una disuguaglianza di opportunità che deve essere contrastata con azioni mirate. Quindi un divario da colmare non solo dal punto di vista culturale ma anche economico.

Cosa chiede il mercato del lavoro?

Le discipline STEM sono tra le più richieste dalle aziende, basta pensare che la pandemia e il lockdown hanno fatto emergere alcune importanti lacune, come il digital divide tra istituzioni e abitazioni e, in alcuni casi, una scarsa alfabetizzazione digitale di insegnanti, famiglie e addirittura studenti.

E se aziende e professori non riscontrano alcun gap di genere nelle performance, ben 1 giovane occupato in ambito STEM su 3 ritiene che il proprio lavoro sia più adatto alle capacità degli uomini.

Ancora oggi, le scelte di studio di ragazzi e ragazze, possono essere condizionate da convinzioni trasmesse dalla società (famiglia, insegnanti, media ecc.), per cui esistono materie “da maschi” e altre “più da femmine”.

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E’ evidente che si tratta di stereotipi e di pregiudizi, per questo è importante favorire una riflessione sulla presenza delle donne in questi ambiti. Naturalmente per le donne, oltre al percorso di studi, può pesare l’elemento dei carichi familiari che oggi sono ancora quasi interamente sulle spalle delle donne, come se il lavoro di cura facesse parte dell’identità femminile, scontando – quindi –  una minore competitività legata al pregiudizio che non possano dedicarsi in maniera più intensa e continuativa al lavoro stesso.

Cosa possono fare le Consigliere di Parità?

Già da tempo è stato sottoscritto un Protocollo tra il Ministero dell’istruzione e l’Ufficio Nazionale della Consigliera di Parità che si estende ai territori, su attività e progetti per sensibilizzare studenti ed insegnanti sui temi di genere e sul superamento degli stereotipi culturali che spesso ingabbiano, soprattutto le ragazze nei percorsi di formazione e successivamente nel mondo del lavoro. Tra le iniziative, il mese delle S.T.E.M. che si svolge ad aprile e in cui vengono organizzati degli eventi finalizzati a incoraggiare le ragazze allo studio di queste materie.

Sono state realizzate delle attività a Messina?

Anche a Messina ho seguito dei progetti con le scuole: uno ad es. con l’Istituto comprensivo Albino Luciani che aveva come finalità la realizzazione di quattro veicoli elettrici e telecomandati attraverso una interfaccia bluetooth. Il presupposto era che a questo progetto, partecipasse almeno il 60% delle studentesse, proprio per contrastare gli stereotipi e i pregiudizi che alimentano il gap di conoscenza soprattutto delle ragazze rispetto alle materie S.T.E.M.

Anche con l’Università di Messina, con il Prof. Vincenzo Crupi coordinatore del Corso di Laurea Scienze e Tecnologia della Navigazione, presso il Dipartimento di Ingegneria abbiamo valutato di mettere in campo delle azioni per attirare le ragazze verso questi percorsi formativi, facendo anche conoscere le opportunità di lavoro.

Tra l’altro l’Università di Messina è uno dei quattro atenei italiani che ha istituito questo percorso formativo, insieme all’Università Parthenope di Napoli, Università di Genova e all’Università di Bari.

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Recentemente sono stata invitata dal Prof. Crupi a portare un mio contributo ad un webinar di orientamento alla professioni marittime dal titolo ”Un mare di (pari) opportunità”, organizzato dal Collegio Nazionale Capitani di Lungo Corso e di Macchina, per promuovere questi percorsi formativi tra le studentesse. Nell’occasione sono stati presentati i corsi di laurea in Scienze e tecnologie della navigazione dei quattro Atenei con testimonianze di studentesse che hanno seguito questo corso di studi, sfatando il pregiudizio che il mondo del mare sia esclusivamente maschile.

Tra le testimonial, la Comandante Claudia Mondino che lavora con una compagnia da crociera da oltre vent’anni e che, con grande entusiasmo, ha voluto percorrere le orme del padre e non potendo seguire la carriera militare, si è diplomata nel 1995 all’Istituto Nautico.

All’epoca le donne erano veramente poche, oggi invece si stanno sempre più avvicinando al mondo del mare, cambiando la rotta e dirigendo la prua verso la parità genere. Ovviamente – ha sottolineato la Comandante – ci vuole passione, sacrificio, professionalità, rinuncia ma oggi molte società sono pronte ad accogliere ufficiali donne nel loro entourage e nonostante la percentuale sia ancora bassa, è già un bel passo avanti.

Cosa possiamo fare?

Ritengo, pertanto necessario avviare delle iniziative nelle istituzioni scolastiche a cominciare dalle scuole dell’obbligo, per contrastare gli stereotipi di genere, nei percorsi di formazione, sulla presunta scarsa attitudine delle studentesse verso le discipline S.T.E.M., promuovendo le stesse verso questi percorsi di studio, per evitare il divario di genere sia nella formazione che, successivamente, nelle scelte professionali, in un mondo che, ancora oggi, premia gli uomini.

Per informazioni, rivolgersi all’Ufficio della Consigliera di Parità della Città Metropolitana di Messina, Via Dogali 1/D, 3°piano del Centro per l’impiego.

 

Si riceve solo per appuntamento contattando:

Segreteria Ufficio della Consigliera di Parità, Dott.ssa Tania Cannameli, tel. 090/2984781,

mail: gaetana.cannameli@regione.sicilia.it;

Consigliera di Parità: Dott.ssa Mariella Crisafulli, mail: m.crisafulli@regione.sicilia.it – mobile 3666439840

 

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