ALICUDI

ALICUDI ISOLA DELL’ANIMA: IL VENTO TI ACCAREZZA, TI SUSSURRA, TI RACCONTA

Gradini, muli, la natura protagonista, sono le particolarità di un’isola come Alicudi. Sicuramente difficile da vivere, ma un luogo dove la tranquillità ed il panorama mozzafiato regnano incontrastati. Mar e Aldo sono i proprietari della casa editrice più piccola al mondo con sede proprio ad Alicudi.

Alicudi è l’isola più piccola, dopo Panarea, dell’arcipelago delle Eolie, con una superficie di 5,2 km. Dal punto di vista turistico è la meno visitata, rispetto alle più conosciute. Qui il tempo sembra essersi fermato, l’unico mezzo per il trasporto di spesa, bagagli, materiali per il restauro delle case, sono i muli in carovana con un conducente, altrimenti c’è il mulo taxi. Sull’isola se ne contano tanti che fanno servizio per i turisti, ma molti isolani, che possiedono un mulo, lo tengono solo per uso personale. Inoltre l’isola vanta il primato della scuola elementare più piccola d’Europa con 3 alunni e l’unità di misura sono i gradini e non i metri.

Alicudi è la meta per chi vuole trascorrere del tempo in tranquillità ed in totale pace dei sensi, si viene catapultati proprio in un’altra dimensione difficile ormai da trovare nel trambusto della città. Questa è stata la ragione che ha spinto, nel 2004, l’editore Aldo di Nora a trasferirsi sull’isola e creare la sua casa editrice, la più piccola del mondo a 220 gradini. Oggi vive ancora lì con la sua compagna Mar Aumente, incontrata appunto sull’isola e con la quale ne condivide la passione. Proprio a lei rivolgiamo delle domande per scoprire la vita che si conduce sull’isola.

La realtà di Alicudi

D’inverno Alicudi conta 80 abitanti mentre in estate si popola fino ad arrivare a circa 500-600, come cambiano i ritmi?

“Nel nostro caso, grazie alla casa editrice, è una vita abbastanza impegnata e non cambia essere qui o in città. Internet ci aiuta. Chi non ha un lavoro intellettuale come il nostro, si dedica alla pesca, ai trasporti di materiale edile con i muli, al restauro delle case. Il turismo ad Alicudi è residenziale e si basa soprattutto nelle seconde case dei turisti in quanto c’è solo un albergo, una casa vacanze e due bed and breakfast. Non si può costruire e chi compra casa ad Alicudi pensa alla ristrutturazione durante il periodo invernale dato che non è possibile, per legge, realizzare lavori di edilizia in estate. Tutto viene sospeso a giugno e si riprende ad ottobre per permettere, a chi ha scelto di passare le vacanze sull’isola, di godere a pieno di questo scoglio. Però ci sono delle difficoltà che nascono dalla mancanza di strade e dalla presenza solo delle mulattiere. I lavori, di cui parlavo, vanno fatti solo con i muli questo comporta una spesa non indifferente, poi alle volte i materiali sono troppo pesanti per l’animale e ci sono alcune costruzioni dove si fa fatica ad accedere. A quel punto si sceglie di rivolgersi ad un elicotterista.”

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Una delle particolarità dell’isola appunto sono i suoi gradini: le case, le chiese, ogni cosa viene identificata in base al loro numero, sono un ostacolo per voi o ne andati fieri?

“Da una parte è qualcosa che ci salva da un turismo di massa perché non tutti sono disposti a fare una vacanza in un posto così difficile dove tutto deve essere fatto a piedi, per andare al mare, a fare la spesa…È l’isola del trekking; dall’altra parte comportano delle difficoltà come quelle che citavo poco fa, per i lavori”

Quali sono le principali attività economiche?

“Il turismo è l’attività principale. Anche in inverno, a cui si aggiungono quella dell’edilizia e del trekking. Aldilà di questo periodo di stop dovuto al virus, c’è sempre movimento di gente. Dopo la realizzazione delle nostre mappe di trekking, abbiamo iniziato a ricevere gruppi da marzo a giugno, e da settembre a novembre. Quindi non solo più il turismo balneare che va da giugno a settembre. Il trekking ci ha dato la possibilità di ampliare la stagione turistica, di iniziarla prima e ricevere altre persone con altri interessi come la ricerca della natura della scoperta del cuore dell’isola.”

La decisione di Mar e Aldo

Dalla città all’isola la scelta è radicale, come mai avete scelto di trasferirvi proprio ad Alicudi?

“L ’8 agosto del 1976 Aldo venne ad Alicudi dopo aver letto l’articolo Gli ultimi paradisi d’Italia del famoso giornalista Carlo Mauri. Strappò l’articolo dal giornale, lo lesse e due anni dopo arrivò. Rimase fulminato dall’isola, dedicò la sua vacanza di una settimana a cercare casa, aveva 22 anni. Da quel momento in poi non è mai mancato, ogni anno è venuto fino a quando è riuscito a trovare casa. Prima ancora di averla a Vicenza, la sua città d’origine, la comprò ad Alicudi realizzando così il suo sogno di possedere una casa sull’isola. Nel 2004, decidemmo di cambiare vita e trasferirci sull’isola insieme”

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MAR E ALDONel 2004 fondate la casa editrice L’Arbatus Editrice, di cosa vi occupate?

“Inizialmente ci siamo impegnati nella realizzazione di sette guide turistiche, ognuna delle quali è dedicata ad un’isola dell’arcipelago eoliano. Io scrivo i testi ed Aldo si occupa delle foto, della stampa, della promozione, distribuzione e vendita”.

Covid Free

Alicudi in questo anno così difficile è riuscita a rimanere Covid Free, come avete fatto? Adesso è possibile sbarcare per visitarla?

“Noi non abbiamo avuto nessun caso. La sensazione che abbiamo avuto è che non sia successo niente perché qua essendo in pochi e con solo due attività alimentari, niente ha chiuso. A noi non è cambiata la vita, siamo sempre stati tranquilli ed abbiamo continuato a fare le stesse cose, a frequentarci tutti. Durante il periodo di confinamento nessuno però poteva salire o scendere dagli aliscafi, per cui non c’era pericolo. In questo momento è possibile sbarcare, prossimamente inizieranno le vaccinazioni anche per noi”.

Mar, con quali motivazioni  consiglierebbe Alicudi ai turisti per le loro vacanze?

“Per me è l’isola dell’anima, come si fa a non consigliare un posto dove la natura fa da padrona, il vento ti accarezza, ti sussurra, ti racconta. C’è un panorama in cui vedi costantemente il mare, hai davanti la costa siciliana. Di notte, vedi le stelle come se potessi toccarle con le mani, qua non abbiamo l’elettricità nelle strade, quindi non c’è inquinamento luminoso e lo spettacolo è bellissimo. Poi il mare è pulitissimo, in quanto l’isola è rotonda e le imbarcazioni non posso sostare a lungo, pochi mezzi a parte gli aliscafi.”

E per il trasferimento?

“Io sto benissimo qui e non vorrei cambiarla per nulla al mondo. Per pensare ad uno spostamento definitivo però in primis ci deve essere un impegno, qualcosa da fare sull’isola, che spinga a fare questo passo. È un’isola piccola e difficile, bisogna stare molto bene fisicamente e mentalmente. Gli isolani però sono molto accoglienti con chi viene da fuori.”

L’esperienza di Mar e Aldo ci insegna che a qualunque età si può cambiare la rotta della propria vita. Con coraggio e soprattutto con un obiettivo da perseguire.

Mariacristina La Rosa

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