SE NON FOSSI DIVENTATA MAMMA MI SAREI PERSA UNA BELLA AVVENTURA

SE NON FOSSI DIVENTATA MAMMA MI SAREI PERSA UNA BELLA AVVENTURA

Oggi è la festa della mamma, una ricorrenza che, nonostante qualcuno la ritenga un po’ “consumistica”, rimane carica di significati e di gesti semplici, una rosa, dei dolci, un abbraccio. In questa giornata comunque speciale abbiamo scelto di parlare con una giovane mamma Chiara Basile, 37 anni, imprenditrice del settore della mobilità, mamma della piccola Costanza, di appena due anni e mezzo, una bambina dolce ma dal carattere forte che ha cambiato la sua vita e quella di suo marito Francesco.

La vita di Chiara è quella delle mamme di oggi, impegnate dalla mattina alla sera fra lavoro, casa, famiglia e con lo sguardo  rivolto al futuro, con un pensiero per sé, per i propri cari e per il mondo che verrà.

LA MATERNITA’ E’ UNA DI QUELLE COSE CHE TI CAMBIANO GLI OCCHI.

Chiara Basile è diventata mamma a 34 anni. E’ sempre stata una ragazza ed una donna dalla vita piena, vissuta tra la Sicilia, Milano, Roma e poi il ritorno a Messina nella Saccne Rete, la storica azienda di famiglia che ha una rete di stazioni di servizio nella Sicilia orientale, dove  si occupa di  marketing, risorse umane e assistenza alla presidenza. Interista per eredità genetica, ha coltivato tante passioni, dall’equitazione alla danza e alla scrittura; ama il mare, pratica  l’apnea ed è  innamorata di Salina, “l’isola che non c’è”, -“dove” – dice –  “perdi la cognizione dello spazio e del tempo”.

  • Chiara che pensieri suscita una giornata come la festa della mamma? Possibile che ci sia bisogno ancora di una festa per ricordarla?

“Non amo molto le giornate dedicate a qualcosa, come si dice le mamme devi celebrarle tutti i giorni, riconosco però che giornate come queste hanno qualcosa di positivo, servono a ricordare i cardini della società, la mamma è l’affetto più importante che abbiamo, ben venga dunque una giornata così che è un momento di gioia per tutti.”

  • Com’è cambiata la tua vita quando sei diventata mamma?

“E’ come se avessi cominciato a vedere il mondo con tonalità diverse,  ti senti coinvolta in una delle missioni più grandi per un essere umano: crescere un figlio. E’ un’ impresa, è qualcosa che ti stravolge. Personalmente non mi aspettavo, ad esempio, di cambiare idea su alcune cose che prima erano importanti, quando nasce un figlio le cose di prima cambiano significato e tutto questo avviene al di fuori della tua volontà, cambia  la visione della tua vita, come se all’improvviso la vedessi con occhi nuovi. Se non fossi diventata mamma mi sarei persa una grande avventura.”

  • E questa grande avventura è come l’avevi immaginata?

“Si e no. Capivo che era un’esperienza importante, da fare se si poteva, ma nel modo giusto. L’immaginavo un po’ come un difficile lavoro, ma non avrei mai immaginato che sarebbe stato fisicamente così pesante. Gestire l’energia di un bambino, soprattutto nel primo anno di vita, non è facile, devi stargli sempre vicino. Prima di essere madre, quando sentivo i problemi delle mie amiche mamme mi sembrava che fossero esagerate, poi mi sono ricreduta. La cosa bella è che il peso delle cose lo accogli con un amore che prima ti era totalmente sconosciuto. “

  • Il difficile e felice mestiere di essere genitori insomma…

 “Io e Francesco volevamo diventare genitori, se non fosse accaduto saremmo stati bene lo stesso, poi è arrivata Costanza ed abbiamo capito che se ci non fosse stata ci saremmo persi una bella avventura. Siamo molto grati alla vita per questo.”

  • Che mamma pensi di essere? Ascolti i consigli ad esempio di tua mamma?

“Mi ritengo una mamma in ascolto di mia figlia, cerco di darle delle regole, ma di comprendere le sue ragioni ed i suoi stati d’animo, così come sento i consigli di mia mamma ma poi, lo ammetto, faccio di testa mia. Io e Costanza siamo un binomio diverso da quello che eravamo io e mia madre, a cui devo tantissimo per ciò che sono e per il percorso che ho fatto fino ad oggi. L’esperienza dei nonni ha un evidente valore, ma con l’andare degli anni si sono fatte scoperte ed evidenziato delle necessità nei bambini che i nostri genitori non contemplavano. Credo che per educare bisogna prima informarsi ed aggiornarsi, capire le loro esigenze, anche se gli studi di pedagogia si concludono sempre con la famosa frase: ogni bambino è diverso, questo metodo al 100% non può andare bene per tutti. Ogni realtà è unica esattamente come unico è il carattere di ogni bimbo e la relazione con i suoi genitori.”

  • Più mamma o amica? Come pensi che sarai con Costanza?

“Lei è ha un bel carattere, fiero e caparbio, ogni giorno che passa la conosco meglio, sono una mamma in ascolto come ti dicevo. La nostra è una relazione fatta di tenerezza ma anche di indirizzo, nel senso che è giusto darle le opportune sponde per avere una educazione solida.”

  • E Francesco che papà è con Costanza?

“È molto accudente e partecipe all’evoluzione della nostra famiglia. E’ un papà moderno, padre e figlia hanno i loro spazi: il sabato escono, fanno la spesa, vanno dai nonni, giocano mentre io resto a casa, hanno un momento speciale tutto per loro, quelle piccole cose che fanno la differenza. Lui inoltre ha compreso una cosa fondamentale: se in certe questioni non può sostituirsi a me nella gestione di Costanza, può sempre aiutarmi in qualcos’altro di pratico che riguarda la nostra vita familiare, sgravandomi da altri pesi e permettendomi di essere più serena. Anche questo significa essere padre.”

  • Com’è cambiata la tua vita? Le due anime di mamma e di manager fanno ancora a pugni?

“Si ma io cerco di farle andare d’accordo.  Noi donne moderne viviamo i vantaggi di ciò che altre donne hanno costruito prima di noi. Usufruiamo di un piccolo miracolo sociale, ma ancora c’è tanto da fare. Oggi ci sono pochi strumenti per rendere più semplice la vita delle  donne che lavorano, ma  lavoro e  maternità non sono (e non devono essere) inconciliabili. Mi auguro che il recovery found preveda risorse congrue al supporto delle famiglie e della genitorialità, la società ne guadagnerebbe moltissimo.”

  • Torniamo a tua figlia, che pensieri fai per il suo domani soprattutto al sud?

“Mi auguro che Costanza voglia restare nella sua terra, ma se volesse andare via non ne farei una tragedia. Io sono tornata perché avevo degli obiettivi, ma non stavo male a Milano. Se proprio vorrà lasciare Messina vorrei che fosse una scelta e non un obbligo per mancanza di opportunità, spero che ami la sua terra e ne sia fiera proprio come io sono fiera di essere siciliana.”

  • Qual è secondo te la difficoltà più grande per una mamma?

“Credo arrivare lucida a fine giornata e conservare un po’ di energia anche per i suoi figli. Non è sempre facile, soprattutto dopo una dura giornata. La sfida è proprio questa, lasciare tutto fuori e cercare d’isolare certi impegni nelle sole ore lavorative. Non sempre ci si riesce, ma bisogna provarci”

  • Salina è la tua isola, quando hai portato Costanza per la prima volta?

“Era il 2019, siamo andati a Pollara, abbiamo fatto l’esperienza del mare, ci siamo immerse nell’acqua di quella baia magnifica ed è stato come un secondo battesimo, un’esperienza fortissima che ricorderò per sempre, era il 10 giugno 2019.”

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