TRASTEVERE SI RIACCENDE ALL’ORA DELL’APERITIVO: NEL CUORE VERACE DI ROMA TRA SPRITZ E COPRIFUOCO

TRASTEVERE SI RIACCENDE ALL’ORA DELL’APERITIVO: NEL CUORE VERACE DI ROMA TRA SPRITZ E COPRIFUOCO

Trastevere si riaccende. Il ritorno in zona gialla consente anche al popolare quartiere di Roma di tornare ad essere ciò che è per i romani, quel cuore verace della città che batte forte e rumoroso, dove tra strade e stradelle lastricate di sampietrini, piazze e piazzette che si aprono a sorpresa, vicoli, archi e chiese, incastonati in un quadro antico di duemila anni fa, trovi ristoranti, pizzerie, bar e pub dove mangiare e bere in compagnia, respirando Roma. E poi i negozi d’artigianato, le botteghe, le bancarelle, gli odori da forno, i vasi con le piante, le saracinesche dipinte e i murales a sorpresa, come quello che ritrae la sora Lella, sorella di Aldo Fabrizi e titolare della famosa trattoria sull’Isola Tiberina che porta ancora il suo nome. Trastevere per tutti i romani è casa, ci si dà appuntamento tra amiche per confidarsi segreti che le sue mura sapranno tenere, si prova a ridere tra amici della vita e del lavoro al crepuscolo di una giornata che è stata faticosa e snervante, si festeggiano compleanni e anniversari, si fissano incontri dell’ultimo minuto tanto lo sai che Trastevere un posto per sederti a bere o a mangiare qualcosa non te lo negherà mai, sia pure un muretto affacciato sul Tevere. E per chi viene da fuori è una piccola città nella città tutta da scoprire e da godere, lasciandosi stregare dalla sua atmosfera un po’ bohémien. Soprattutto dal tramonto in poi.

Movida sotto controllo e tavoli all’aperto

In questi giorni, tuttavia, la movida trasteverina è alquanto moderata. Di turisti ce ne sono ovviamente pochissimi, mentre è invece facile imbattersi in camionette dell’esercito, auto della polizia e dei carabinieri a presidio delle aree più inclini ai cosiddetti assembramenti, da Piazza Trilussa a Piazza Santa Maria in Trastevere, animata in tempi “normali” da artisti di strada – mangiafuoco, giocolieri e mimi – e da allegre comitive di ragazzi sparpagliate sui gradini della fontana più antica di Roma che sta proprio al centro, tra la splendida Basilica ricca di mosaici e il Palazzo di San Calisto. Ora invece all’imbrunire, appena mandato giù l’ultimo sorso di spritz dai tavolini di uno dei grandi bar che la circondano, quella scalinata ottagonale viene transennata con il nastro giallo per impedire che si riempia di ragazzi. E sinceramente fa abbastanza tristezza. Del resto, sono soprattutto i giovani a lasciarsi più andare componendo chiassosi capannelli, tutti in piedi fuori dai pub, bottiglia di birra in mano e il metro di distanza lasciato distrattamente a casa, e a volte pure la mascherina. Le nuove regole consentono infatti a bar e ristoranti di aprire sia a pranzo che a cena, purché servendo i clienti all’esterno del locale, per cui chi ha già i tavoli fuori parte avvantaggiato, gli altri si adattano come possono. C’è pure chi ha piazzato sei tavoli in croce, ed è proprio il caso di dirlo, sul piccolo sagrato di una chiesa, quella dei Santi Quaranta Martiri tra Via delle Fratte di Trastevere e Via di San Francesco a Ripa. Mentre Popi Popi, altro storico ristorante trasteverino, protesta con ironia e fa il verso alla serie su Totti con un cartello che recita “Speravo de riaprì prima”.

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Coprifuoco e parolacce

Su tutti però, gestori e clienti, pende la mannaia del coprifuoco che al momento è fissato alle 22. Così diversi ristoranti preferiscono non aprire la sera, mentre altri che non si erano mai sognati di farlo, pur di avere qualche tavolo occupato, vanno di aperitivo. E mi ha sorpreso scoprire che anche Cencio La Parolaccia, storico ristorante di cucina romana al numero 3 di Vicolo del Cinque, unico nel suo genere nell’accogliere i clienti a suon di parolacce – da cui il nome – per poi allietarli con sboccati stornelli romaneschi e barzellette spinte per tutta la durata della cena, si sia trasformato in un affollato locale da happy hour all’aria aperta. Il fatto però è che chi arriva per cena, sapendo di dover pagare il conto in un tempo limite, si siede più presto del solito e cioè tra le 19.30 e le 20.00, in alcuni casi trovandosi a mangiare una pizza o una cacio e pepe a fianco di chi sorseggia uno spritz con olive e patatine.

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L’aperitivo trasteverino

E a proposito di aperitivo. Anche a Trastevere, come in ogni parte di Roma, regna ormai lo Spritz di origine veneta dal tipico color arancio, servito in bicchieri più o meno grandi e più o meno tondi con tanto ghiaccio e cannuccia corta. Quello che cambia sta invece nel piatto degli “stuzzichini” che a Roma diventa una sorta di antipasto tipico in miniatura, con l’aggiunta quindi di piccoli tranci di pizza, mini bruschette al pomodoro, frittini vari di verdure, bocconcini di frittata e micro supplì. Il “mini” e il “micro” possono diventare anche più grandi se si parla di “apericena” che spopola anche a Trastevere. E si va a casa entro il coprifuoco.

Patrizia Simonetti