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LA VELA NELLO STRETTO: UN PECCATO NON PROVARLA

Emozioni, senso di libertà, sono sensazioni che solo uno sport acquatico come la vela può regalare. La città dello Stretto con la sinergia dei diversi circoli presenti sul territorio, punta a far appassionare il più possibile i cittadini messinesi.

L’estate è ormai alle porte, per cui perché non proiettarsi verso uno sport come la vela? La città di Messina è la location perfetta per la pratica di tutti gli sport acquatici, grazie allo stretto ed al vento.  Non serve una grossa preparazione fisica ed in 6-10 lezioni si riesce a guidare un’imbarcazione a vela. Parola di Alessandro Billè, delegato per le attività culturali della Lega Navale Italiana Sez. Messina e velista da oltre quarant’anni, a cui rivolgiamo qualche altra domanda per saperne di più.

La Vela in città

Quanti sono gli sportivi che la praticano?

“Questa situazione generale della pandemia limita molti sport, la vela invece è un’attività che incontra pochi ostacoli perché si pratica con modalità che non hanno controindicazioni. Ho potuto constatare che sia vela che windsurf destano molta curiosità nei giovani ma anche nei più grandi, non c’è un’età in particolare. Probabilmente ciò è dovuto al fatto di riuscire a sentirsi liberi in un momento in cui ci sono molte restrizioni”

Perché le persone si avvicinano a questo sport?

“Probabilmente in questo momento ha fatto da volano la coppa America di vela che è un evento sempre molto seguito, con l’Italia in finale. Questo ha fatto entusiasmare molto, che ha fatto in modo che si avvicinassero molte più persone a questa realtà. Poi bisogna distinguere chi si avvicina da ragazzo, che ha la possibilità poi di seguire un percorso agonistico, da chi lo fa per imparare nozioni base, condurre un’imbarcazione.”

Quante sono le donne che la praticano? C’è differenza con gli uomini?

“Forse più nel windsurf, ma non credo che ci sia una tendenza prevalente. L’avvicinarsi a questi sport è più legato al tipo di attività indifferentemente dal sesso e dall’età, è un’esigenza. Ci meravigliamo del fatto che nonostante siamo una città affacciata sul mare ventoso ci sia comunque poca gente a praticarlo. Il nostro obiettivo è di arrivare ad un coinvolgimento che parte dalle scuole, ambienti sportivi e far appassionare al mare tutti i cittadini messinesi attraverso non solo l’agonismo ma anche il divertimento. Vogliamo dare l’idea di uno sport accessibile a tutti, anche alle categorie più fragili”

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Ci sono atleti nazionali a Messina e in Sicilia importanti di cui dovremmo andare fieri?

“Nel panorama attuale abbiamo gente molto forte nella vela d’altura, che vantano la vittoria di titoli prestigiosi. Come Vincenzo Puglisi Guerra, un prodiere che ha partecipato a competizioni internazionali; Marcello Alveario e poi Franco Costa, un grande velista che purtroppo è venuto a mancare l’anno scorso proprio a causa di un malore in barca”.

La fondamentale sinergia tra i diversi circoli

Quali sono oltre alla lega navale le realtà a Messina più importanti?

“Nell’ambito della vela sicuramente il Circolo del Tennis e della Vela, in quanto ha due squadre agonistiche una di optimist e l’altra di laser. Poi l’Octopus dove fanno quasi esclusivamente Windsurf con un’attività abbastanza intensa. Ed il Windsurf club. Lavoriamo tutti in sinergia, ha molto più senso così rispetto alla concorrenza che risulta insensata. Non è semplice mettere in piedi un evento come una regata, se fatta tutti insieme funziona altrimenti è difficile a livello di risorse a umane ed economiche. L’unione fa la forza”.

Quali sono oltre lo stretto gli spazi migliori per praticare la vela?

“C’è un ambiente molto bello a Briga Marina con il circolo Velamare 83. Copre gran parte la zona sud della città. Lì il vento è sempre bello, il mare impegnativo, è un posto perfetto per navigare a vela”.

Da sapere

Quale preparazione fisica fare?

“In realtà è uno sport che se si pratica a livello agonistico prevede una preparazione atletica non da poco. Per chi invece non ha grosse pretese di fare agonismo, in linea di massima la cosa importante è saper nuotare ed avere una discreta condizione atletica però non è un requisito fondamentale considerando che è uno sport che praticano anche i disabili. Molto dipende da quello che si vuole fare. È una pratica che si impara in un mese-due massimo”

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Cos’è necessario a livello di equipaggiamento?

“Se si vuole uscire in barca tutto l’anno, sicuramente in inverno un abbigliamento tecnico che consente di superare il freddo. Nella stagione estiva è il contrario in quanto stando sempre in mare ci si brucia facilmente quindi bisogna pensare di ovviare a questa problematica”

Nel weekend del primo Maggio, come lega navale, avete organizzato la regata Zonale Fiv classe Laser/Ilca, quali sono le altre iniziative a cui avete pensato per l’ormai prossima stagione estiva?

“In città come regate ufficiali non credo ce ne saranno. Può essere che prossimamente insieme agli altri circoli organizzeremo una regata locale per promuovere la vela tra gli appassionati e i giovani. Non l’abbiamo ancora pianificata in concreto perché aspettiamo di capire le nuove disposizioni imposte dall’ emergenza. Essendo regate di circolo, non sono considerate di rilevanza nazionale al contrario di quelle agonistiche inserite nel calendario del Coni che superano tutte le limitazioni. Appena sapremo di essere in zona gialla nel giro di un paio di settimane disporremo subito”.

Quali sono le emozioni che si provano con questo sport?

“Sono indescrivibili. Nello Stretto di Messina sono emozioni che si aggiungono alla suggestione del contesto. Bisogna viverle per comprenderle, soprattutto imparare a tenere il timone di una barca, farla andare ed avere il controllo è qualcosa che, secondo me, se non si prova ci si è perso qualcosa nella vita”.

 

Mariacristina La Rosa

 

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