LE ACCUSE DI OMOFOBIA AL DOCENTE DELL’UNIME: IL RETTORE CUZZOCREA ANNUNCIA UN’INDAGINE

Mentre in Italia si discute sul DDL Zan, a Messina le polemiche investono un docente dell’UniME accusato di omofobia. Come sostiene in un comunicato stampa l’Arcigay Makwan Messina un professore dell’Università di Messina avrebbe sottoposto  ad una gogna  un* ragazz* della comunità LGBT+.

Sconcerto dopo la pubblicazione sui social di frasi come «Fr… perso», «Fatelo tornare giù e vedi come lo pestano, tanto a questi piace pure». Commenti scaturiti da una riflessione sul «cat-calling» pubblicata su Facebook dallo studente.

Immediata la presa di posizione dell’Università di Messina, che con un comunicato stampa annuncia di aver avviato un’indagine interna per chiarire tutti gli aspetti della vicenda.

L’INTERVENTO DEL RETTORE.

Intanto il Rettore Salvatore Cuzzocrea ha espresso  la sua vicinanza allo studente coinvolto nell’aggressione verbale da parte del professore.

“L’Università di Messina condanna fermamente quanto accaduto, ha dichiarato Cuzzocrea che ha precisato che i fatti sono giunti all’attenzione dell’amministrazione universitaria attraverso  il  Presidente dell’Arcigay Messina, Rosario Duca, che ha incontrato il Rettore e il Prorettore Vicario”.

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L’INTERVENTO DI ARCIGAY MESSINA.

In un comunicato stampa l’Arcigay di Messina spiega la vicenda. “Tutto nasce e si sviluppa l’11 aprile scorso  – si legge-  Subito scriviamo alla Prefetta di Messina (che non ha dato alcun riscontro), UNAR, MIUR, Polizia postale. Al Rettore Università di Messina abbiamo chiesto ed ottenuto un incontro il 20 aprile.

Il Rettore, nel solco della storia dell’Ateneo messinese, da sempre sensibile alle questioni legate all’identità di genere ed all’orientamento sessuale, ha accolto le nostre rimostranze e garantito l’impegno del Comitato Etico in merito alla vicenda.

Arcigay Makwan Messina -si legge ancora nel comunicato- continuerà a seguire l’iter in attesa di conoscere l’esito del comitato etico. Siamo certi che non rimarrà impassibile davanti ad un episodio di questa gravità, riconoscendogli una maturità senza precedenti. Come già dimostrato nel 2015, quando l’Università di Messina fu la prima ad accordare il doppio libretto per la carriera alias ad un* student*.

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Per il momento non possiamo che prendere atto della disponibilità del Rettore e la tempestività con cui ci ha convocati e lo ringraziamo. Ribadiamo però l’utilità di avviare percorsi preziosi, come già sollecitato in passato per le pubbliche amministrazioni, e che per noi rimangono fondamentali. Come l’avvio di corsi obbligatori per la lotta alle discriminazioni rivolti al corpo docente con particolare riguardo ad un corretto linguaggio di genere. Ove questo non dovesse accadere, ciò verrebbe interpretato come una specie di “connivenza culturale” da parte delle istituzioni interpellate.

Per il caso in questione, non appena otterremo riscontri sui suoi sviluppi e se gli esiti auspicati non dovessero soddisfare le nostre aspettative, provvederemo attraverso il nostro sportello legale ad avviare ogni azione che la legge ci consente”.

 

 

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