L’ASPROMONTE NELLA RETE MONDIALE DEI GEOPARCHI UNESCO, UN SOGNO CHE DIVENTA REALTA’

Un’altra splendida notizia per la Calabria. A pochi giorni di distanza, dalla nomina di Tropea come Borgo dei Borghi 2021, anche le montagne aspromontane, hanno ottenuto uno straordinario riconoscimento. L’Aspromonte, orgoglio calabro con tutte le sue bellezze naturalistiche e paesaggistiche, è ufficialmente entrato a far parte dell’Unesco Global Geoparks.

La Rete Mondiale dei Geoparchi Unesco è un’iniziativa che fa parte del programma chiamato “International Geoscience and Geoparks Programme”. Programma condotto dall’Unesco insieme all’Unione internazionale di scienze geologiche, per sostenere ed incentivare la ricerca nell’ambito delle Scienze della Terra. Aggrega aree geografiche che comprendono siti e paesaggi di valore geologico. Ce ne sono più di un centinaio in tutto il mondo, ed oggi le affascinanti e misteriose montagne aspromontane fanno parte di questi. Il traguardo tanto agognato, oggi è realtà.

IL PERCHE’ DI QUESTO IMPORTANTE RICONOSCIMENTO

L’Aspromonte ha potuto presentare la sua candidatura dal 2017, avendo una storia geologica di grande rilievo. Vanta infatti, 8 geositi di rilevanza internazionale, 89 geositi censiti e innumerevoli specificità culturali, identitarie e naturalistiche. Le sue singolari rocce cristallino-metamorfiche, risalgono ad oltre 500 milioni di anni fa. La loro diversità, le rende uniche, avendo natura e aspetto diversi dalle monotone sequenze sedimentarie dell’Appennino.

Il visitatore che attraversa questo luogo magico, si può sentire in qualche modo trasportato nella Silva Hercynia del centro Europa. Così come nelle Alpi occidentali, o ancora in Sardegna o addirittura in Corsica, poiché l’Aspromonte ne condivide buona parte della storia. Fa rivivere tempi geologici remoti e luoghi della terra lontani, che riportano alla memoria continenti, mari e oceani che oggi non esistono più. E se da un lato l’Aspromonte, restituisce il passato al presente, dall’altro è una montagna “giovane”. Le forze endogene infatti, stanno ancora costruendo, e quelle esogene al contempo smantellano, ad un ritmo accelerato a seguito di alluvioni o terremoti.

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LA STORIA DEL PARCO

Il Geoparco è caratterizzato oltre che dalle sue eccezionali peculiarità geologiche, dalla presenza di interessanti realtà storico-culturali, radicate in un antico passato influenzato da diverse civiltà.

I processi geologici e geomorfologici che hanno plasmato questo angolo dell’Italia meridionale, hanno le loro radici nel Paleozoico, più di 300 milioni di anni fa. A testimonianza di ciò, le rocce metamorfiche costituiscono la spina dorsale del Massiccio dell’Aspromonte. Solo il lento movimento controllato dalla complessa tettonica a placche centro mediterranea, ha consentito l’esumazione di queste rocce cristalline in superficie. Favorendone così, la lenta deriva dalla sua posizione geodinamica originaria, in prossimità della Sardegna fino alle latitudini attuali.

LA SODDISFAZIONE DEL PRESIDENTE AUTELITANO

“L’ingresso nella rete mondiale dei Geoparchi Unesco – ha dichiarato il Presidente Leo Autelitano – è per noi motivo di orgoglio. Ma soprattutto è incentivo a lavorare con sempre maggiore attenzione e maggiore slancio per ottenere risultati visibili sul territorio.

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“Da qui in avanti  – prosegue – il nostro compito sarà quello di continuare a lavorare insieme coinvolgendo tutti gli attori del territorio e tutto il popolo dell’Aspromonte. Questo con la valorizzazione costante dei geositi e dei loro significati, fatti di tradizioni, di cultura, di identità e di speranza. Sarà anche occasione per far divenire l’Aspromonte, il luogo deputato per incontri di studio e approfondimento sulle scienze geologiche. È un’opportunità, ma è anche una responsabilità, questa consapevolezza  accompagnerà ogni scelta futura”.

“Le nostre rocce, uniche e grandiose, che sopravvivono ai millenni – ha poi concluso il Presidente – siano da esempio per una crescita costante e solida a cui questo territorio deve aspirare”.

L’Aspromonte dunque, col suo fascino senza tempo, può definirsi senza dubbio, uno degli ambienti più particolari del patrimonio naturale del Mediterraneo Centrale. Questo grazie alla sua diversità paesaggistica e geoambientale, e chi desidera vivere esperienze uniche, con cuore aperto e gambe pronte, non può non visitarlo.

 

Sonia Polimeni

Ph. Federica Romeo

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