LA TAORMINA DEL BARONE VON GLOEDEN

Non tutti sanno che la fortuna turistica di Taormina deriva da una serie di antichi scatti fotografici che divennero famosi in tutta Europa. Questi celebri ritratti fotografici sono opera del barone tedesco Wilhelm Von Gloeden che a partire dal 1878 si trasferì a Taormina, ancora poco conosciuta dal gotha del turismo internazionale per il clima e per le bellezze naturali ed archeologiche. La formazione artistica del barone era legata fortemente all’antichità e allo studio della pittura ma a Taormina scoprì la passione per la fotografia.

Le foto di von Gloeden resero famosa Taormina.

Trasferendosi in Sicilia per curarsi, ci rimase poi fino alla morte avvenuta nel 1931, innamorato dalla grande bellezza di Taormina. La fotografia di Von Gloeden divenne una vera campagna pubblicitaria per la città della Centauressa. Con i suoi ritratti e paesaggi rese Taormina una meta sempre più visitata da viaggiatori provenienti da tutto il mondo. La bellezza di questi celebri scatti sta nell’aver saputo riprodurre una Sicilia mitizzata dal fascino dell’antica Grecia. Ancora oggi in questi preziosi scatti emerge una Taormina che conserva una forte componente di cultura classica che ne fece trampolino del turismo intellettuale.

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Il barone tedesco Wilhelm Von Gloeden

I ragazzi di Taormina divennero divinità classiche.

Un’attenzione particolare cadde a giovani figure maschili che con le pose volevano richiamare l’amore per il mondo classico ma anche un certo interesse sessuale. Questi giovani taorminesi posavano quasi come fossero divinità classiche, con abiti ed ornamenti tipici della Magna Grecia.

Il segreto di Von Gloeden stava nel mostrare lo stato sognante dei suoi modelli che posavano in modo aggraziato nelle scene composte da lui stesso. Questa sua passione si trasformò in una professione redditizia a partire dal 1893, quando una sua prima mostra fu organizzata a Londra e dopo anche a Il Cairo, Philadelphia, Budapest, Marsiglia, Nizza, Riga, Dresda e Roma.

Ma le vicende umane di questi ragazzi, ricostruite da un apposito studio dell’antropologo, ed attuale sindaco di Taormina, Mario Bolognari, aprono uno squarcio sulla storia di quel determinato periodo storico. La Taormina di Von Gloeden, prima del boom turistico, era un medio centro urbano molto povero economicamente e culturalmente.

Grazie a queste foto Taormina divenne una delle capitali mondiale del turismo.

I genitori di questi ragazzi, offendo i propri figli al nobile fotografo tedesco, migliorarono fortemente le proprie condizioni economiche. In un primo momento i taorminesi non mostravo grande simpatia per Von Gloeden che fotografava ragazzi nudi e che non nascondeva la propria omosessualità. Col tempo l’artista si fece apprezzare perché pagava profumatamente i suoi modelli e poi rese Taormina una delle più ambite mete turistiche internazionali. Con la sua prolifica attività taorminese Von Gloeden diventerà uno dei padri della moderna arte dell’immagine, pietra miliare nella storia della tecnica e dell’arte fotografica.

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Tutte le lastre furono lasciate ad un taorminese.

Tutta la ricchissima produzione fotografica dopo la sua morte transitò al suo aiutante Pancrazio Buciunì, detto il Moro, che continuò l’opera del maestro limitandosi a ristampare e vendere gli ormai famosi scatti. Con l’avvento del Fascismo almeno mille negativi furono confiscati dalla Polizia con l’accusa di pornografia ed in parte vennero distrutti. In seguito il Moro continuò a ristampare da negativi rimasti in suo possesso fino agli anni sessanta. La maggior parte delle immagini superstiti, tra lastre negative e stampe, sono oggi conservate dalla Fondazione Alinari di Firenze.

Un fascino, per queste fotografie color seppia, che non tramonta come la bellezza senza tempo di Taormina.

Marco Grassi.

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