ANNA: ECCO LE LOCATION SICILIANE DELLA NUOVA SERIE DI SKY DI NICCOLO’ AMMANITI

ANNA: ECCO LE LOCATION SICILIANE DELLA NUOVA SERIE DI SKY DI NICCOLO’ AMMANITI

Da Villa Valguarnera di Bagheria a Torre Faro, dal lago artificiale di Rosamarina alla Fiera del Mediterraneo, da Vucciria ai crateri dell’Etna. È stato un viaggio lungo e complesso quello di Niccolò Ammaniti lungo la Sicilia, alla ricerca delle location giuste che potessero rappresentare i resti della Sicilia post apocalittica del suo romanzo Anna che si fa serie con la sua stessa regia, e che arriva tutta insieme su Sky e Now il 23 aprile. Perché un conto è scrivere di luoghi trasformati con la fantasia, un altro è mostrarli in immagini e renderli posti reali e tridimensionali di una terra simbolo della speranza, per la protagonista e l’umanità intera: “la speranza è quella che muove tutta la storia all’inizio – spiega lo scrittore e regista romano – ed è simboleggiata dalla Sicilia che solo un dito d’acqua divide dal continente, però è un dito d’acqua enorme…Anna racconta il viaggio eroico di una tredicenne, interpretata dalla palermitana Giulia Dragotto scelta fra oltre duemila candidate, verso lo stretto di Messina per varcare quella striscia di mare con il fratellino Astor (Alessandro Pecorella), affidatole dalla madre morente (Elena Lietti), e vedere se dall’altra parte c’è ancora qualche adulto e magari una cura per il virus che ha sterminato i grandi e che colpisce via via anche i ragazzi non appena entrati in pubertà.

LA SICILIA POST APOCALITTICA DI AMMANITI.

Servivano campi brulli e assolati, boschi suggestivi, ruderi di centri commerciali e di città abbandonate, spazi deserti, serviva l’immagine di un’isola senza più leggi, regole e istituzioni, popolata esclusivamente da selvagge comunità di giovani sopravvissuti, arrabbiati e affamati. “Abbiamo attraversato la Sicilia alla ricerca di luoghi in cui la civiltà si scontra con la natura – ricorda Nicccolò Ammaniti  – è stato un giro lunghissimo che non finiva mai, non era facile trovare dei posti e immaginare come sarebbero diventati in un tempo di post pandemia senza gli adulti e con la natura che si riprendeva i suoi spazi, con quello che lasciavano i bambini che svaligiavano centri commerciali abbandonati solo per recuperare qualcosa ancora buoni da mangiare. Abbiamo trasformato vecchie ville nobiliari in discariche, orfanatrofi abbandonati in campi di battaglia, ricoperto le strade di terra; è stato un lavoro fisico e complesso. E anche la fotografia (di Gogò Bianchi) doveva esser fatta di polvere che brilla nel controluce, né troppo cupa né troppo luminosa, perché la Sicilia doveva comunque emergere nella bellezza dei suoi cieli e del suo mare incontaminato”.

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LE LOCATIONS DEL MESSINESE.

Ho quindi seguito le sue tracce e ritrovato via via la maggior parte di quei luoghi magici eletti a coprotagonisti della serie ed eccomi a svelarveli nei dettagli con qualche indicazione per riconoscerli. L’Autogrill è quello dell’area dismessa di Riva Ovest sulla A18 Messina Catania a Santa Teresa di Riva, e non è l’unica location scelta nel messinese. Si è girato anche sulla provinciale 44 laddove occorreva un lungo tratto di strada in salita, sulla spiaggia di Lido Aragosta e a Torre Faro con il suo pilone di metallo – un traliccio in disuso della linea elettrica che negli anni Cinquanta attraversava lo stretto di Messina – dove la distanza tra Calabria e Sicilia è minore, meta, nella storia, dell’odissea di Anna. La strada boscosa è invece un tratto della provinciale 25 di Pollina che da Messina porta a Trapani passando per Palermo, fino ai sentieri naturalistici della Contrada Visicari.

I LUOGHI DEL PALERMITANO.

Impossibile non riconoscere, per quanto trasformata nella sede dei ragazzi blu, Villa Valguarnera a Bagheria, capolavoro settecentesco incastonato nel verde, già teatro dello spot d’autore Dolce e Gabbana di Giuseppe Tornatore e de La Dea Fortuna di Ferzan Ozpetek. Il complesso della Diga Rosamarina di Caccamo, sempre nel palermitano, accoglie nella serie la casa-roulotte di Pietro (Giovanni Mavilla) di cui Anna si innamora e con il quale fa il bagno nel più grande lago artificiale della regione; dove a un certo punto si vede una McLaren futuristica, quello è il Belvedere di Monte Pellegrino, mentre l’Istituto Meli di Palermo, un liceo classico, è stato “declassato” per esigenze di copione a scuola elementare. Di Palermo si vedono anche il Porto, i Cantieri Navali con la nave petrolifera Saipem, il Foro Italico Umberto Primo, il lungomare verde della città detto anche Passeggiata della Marina, la discesa Caracciolo del mercato storico Vucciria, il cinquecentesco Palazzo Branciforte, sede della Fondazione Sicilia, trasformato qui in Teatro dei Pupi, il settecentesco Palazzo Cutò di Bagheria e il Palazzo Sammartino con il suo cortile. Nella Fiera del Mediterraneo, una delle più grandi in tutta Italia, sono stati allestiti interni ed esterni del quartiere abbandonato con l’Istituto delle Poverette, la Pizzeria sotto il Ficus e il Minimarket. Trasformato in set anche l’Ippodromo La Favorita, dal lato delle scuderie. Tra le strade di Palermo possiamo riconoscere, o forse no, via Mario Adorno, Via Acrone, Via Chiaravelli, Piazza Enrico La Loggia, Piazza Pretoria. Si è girato anche a Isola delle Femmine e sul tratto più sporgente del lungomare Amerigo Vespucci, quello tra Via Aquilea e Vicolo Argento.

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ANNA NEL TRAPANESE E SULL’ETNA.

Nel trapanese le località scelte sono quelle della Valle del Belice, Gibellina Nuova in primis, risorta a nuova vita dopo il terremoto del 1968 che distrusse quasi tutti i comuni dell’area: lungo le sue ampie strade, sono state allestite le case di alcuni personaggi di Anna, e uno dei bar mostrato della serie è il Moma Cafè di via Sturzo. La Chiesa è quella di San vito a Mare a Mazara del Vallo e la Circonvallazione di Triscina interpreta una strada di campagna, mentre lungo la SP 50 di Mazara del Vallo si sono girate scene con macchine su strade di periferia. La Riserva naturale di Montecofano a Mazara del Vallo rappresenta invece nel passaggio tra i due mari, e la scena  del pedalò in mare aperto è stata girata nello specchio acqueo della riserva naturale delle Isole dello Stagnone di Marsala e nella Contrada spagnola 228, presso lo storico Imbarcadero di Mozia. Per uno sterrato fuori città e l’autostrada verso l’Etna è stata utilizzata una strada in costruzione nella zona industriale, mentre per rappresentare la Strada per il Vulcano, le falde e il vulcano stesso si è saliti a ben tremila metri fino ai Crateri Barbagallo, sul versante sud, formatisi dalla cosiddetta eruzione perfetta del 2002; mentre la strada dove il camper va verso il vulcano è Via Catania a Pedara.

Patrizia Simonetti