COME “POTREBBERO” ESSERE I MATRIMONI NELLA STAGIONE 2021

Uno dei settori più colpiti dal fermo dovuto alla pandemia da Covid-19 è stato sicuramente quello del wedding. Le restrizioni per il contenimento dei contagi, hanno messo i bastoni tra le ruote ai promessi sposi e a tutta la filiera che ruota intorno ai matrimoni.

Da Roma sembrerebbero arrivare le prime ipotesi di una possibile ripartenza a fine maggio o forse anche prima (forse il 20 aprile). Per conoscere una data definitiva dovremo attendere il nuovo decreto, che sarà pubblicato tra il 15 e il 20 aprile. In quell’occasione sarà possibile conoscere la data della ripartenza del settore wedding e, soprattutto, i protocolli.

Ad oggi sono consentite solo le cerimonie in chiesa o in Comune e non i ricevimenti. Intanto le associazioni di categoria tentano di proporre la loro idea di ripartenza. L’Assimec, l’associazione nazionale imprenditori del matrimonio e della cerimonia, ha elaborato un protocollo su come potranno svolgersi i matrimoni e lo ha presentato al Governo.

E’ proprio questo il protocollo che in questo momento è al vaglio del Comitato Tecnico Scientifico del Governo.

COME POTREBBERO ESSERE I MATRIMONI NELLA STAGIONE 2021.

Innanzitutto, nel protocollo presentato da Assimec, c’è una distinzione tra i colori delle regioni. Nelle zone rosse o arancioni il matrimonio non si può fare, se in zona gialla o bianca sì, con differenti regole.

In zona gialla si ipotizza di consentire un massimo di 150 ospiti nei ricevimenti dei matrimoni, la mascherina obbligatoria, niente balli, misurazione della temperatura all’ingresso della sala.

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In zona bianca, invece, si parla di 1,8 ospiti a metro quadro, mascherina non più obbligatoria, danze consentite.

Nei casi dove sia possibile effettuare il ricevimento, si chiede una deroga agli spostamenti tra regioni con autocertificazione e al coprifuoco serale.

TAMPONI AGLI INVITATI E AGLI SPOSI.

La novità, rispetto alla scorsa estate, al vaglio del Governo è l’accesso al ricevimento solamente dopo aver effettuato un tampone non oltre 48 ore prima dell’evento. Questo varrebbe per tutti: sposi e invitati.

Il tampone funzionerà secondo regole precise stabilite nel protocollo presentato da Assimec.

«L’organizzatore dell’evento pre-carica sulla piattaforma digitale la lista dei partecipanti. I partecipanti visualizzano sull’app la lista dei centri sanitari convenzionati dove poter effettuare il tampone o la registrazione del vaccino. L’utente va al centro convenzionato e si sottopone al tampone e chiede espressamente che il risultato negativo sia caricato nel server della app.  All’ingresso dell’evento basterà scanzionare il QR code generato valido come autorizzazione all’ingresso».

L’associazione chiede anche la riduzione dei prezzi di acquisto dei tamponi con il rimborso del costo tramite credito d’imposta e la vaccinazione per gli sposi al fine di preservare lo svolgimento dell’evento.

AL RISTORANTE: VIETATI BUFFET.

Il protocollo prevede anche specifiche norme per la ristorazione. Tra queste:

  • privilegiare (dove possibile) le aree di somministrazione all’aperto.
  • posizionare dispencer con gel igienizzanti all’ingresso e apposita cartellonistica.
  • indossare sempre la mascherina tranne quando si mangia.
  • mantenere il distanziamento di almeno un metro tra tavoli ad eccezione dei familiari conviventi.
  • i posti devono essere assegnati.
  • vietati buffet e alimenti sfusi.
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MUSICA E BALLI.

Assimec propone che anche gli artisti siano sottoposti a tampone e che possano esibirsi mantenendo la distanza di un metro. Propone anche che, nel caso in cui siano in programma intrattenimenti danzanti, questi siano consentiti solo negli spazi con un rapporto superficie-ospite non inferiore a 3 metri quadri a ospite. Anche in questo caso chi balla deve rispettare la distanza di almeno un metro.

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